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Lemnis Gate – La recensione di un FPS dal potenziale smisurato

La mia analisi di Lemnis Gate giocato su PlayStation 4, uno sparatutto basato su un concept geniale che meriterebbe più attenzioni da parte di chiunque

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Nimble Giant Entertainment ci provò lo scorso aprile con l’interessante Quantum League, ma è con Lemnis Gate che l’idea di uno shooter competitivo basato sui loop temporali – tanto di moda nell’ultimo periodo – ha raggiunto il livello successivo.

Dopo Returnal, 12 Minutes e l’arrivo di Deathloop – che a sua volta può essere visto come uno sparatutto in cui trova spazio il concetto di rivalità – è giunto il momento di introdurti a un’esperienza che si poggia tanto sull’agonismo quanto sulla tattica.

L’ultima fatica di Ratloop Games infatti, in modo non troppo dissimile dal già pubblicato Vroom Kaboom, si è affacciata sul mercato del nostro amato medium distinguendosi per la sua originalità. Complice una campagna di marketing tutt’altro che insistente, però, questi titoli sembrano distare anni luce dall’interesse che ti assicuro meriterebbero di avere seduta stante.

Senza indugiare oltre e dunque perderci in frasi di circostanza, entriamo nello specifico e scopriamo i motivi per i quali Lemnis Gate risulta essere un videogioco a cui dare una chance.

Trama? Non c’è tempo per quello

Alla pari di un qualsiasi altro sparatutto a eroi, ovvero quei giochi in cui viene richiesto all’utente di scegliere fra più personaggi prima di premere il grilletto, Lemnis Gate non fa sfoggio di una trama avvincente ma si avvolge di una lore sottile e accennata.

Le cose che più contano all’interno di un’esperienza competitiva, dopotutto, non hanno nulla da spartire con il comparto narrativo né tantomeno con la qualità di regia o dialoghi. Ti lamenteresti mai di certe mancanze in un gioco come Rocket League?

“Squadre ostili sono apparse nei nostri siti esterni e stanno intaccando il normale scorrere del tempo, causando anomalie temporali”.

Domande retoriche a parte, comunque sia, sarebbe stato ingiusto aspettarsi un approccio diverso da chi crede che il gameplay debba venire prima di tutto; un mantra che il team canadese a cui dobbiamo Lemnis Gate segue con convinzione.

Non è quindi un caso se l’FPS preso sotto esame si dimostra ben a fuoco sin dalle prime ore, grazie anche a un tutorial congegnato nei particolari, che fornisce i mezzi utili a impararne i fondamenti: le capacità dei 7 agenti a nostra disposizione, la morfologia delle 12 mappe nelle quali ci batteremo e la struttura peculiare a cui si adattano le modalità di gioco.

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Dal tiro a segno all’intramontabile battaglia contro l’I.A. – passando per il controllo del drone con cui seguire lo svolgimento di ogni scontro – fare pratica su Lemnis Gate prima di abbracciarne il cuore competitivo è a dir poco consigliato.

Il gameplay di Lemnis Gate: turni racchiusi in un loop temporale

A prescindere dal modo in cui si sceglie di passare il tempo in compagnia di questo FPS decisamente sui generis, il quale come anticipato unisce la frenesia tipica degli scontri a fuoco alla strategia che – senza esagerare – contraddistingue la dama o gli scacchi, è fondamentale che i giocatori si abituino ad agire in un lasso che non supera i 25 secondi.

Meno di mezzo minuto è infatti ciò che Lemnis Gate concede a chi è intento a compiere il proprio turno, dopodiché avviene lo scambio e toccherà alla squadra avversa rispondere per le rime a qualsiasi nostra mossa. A ogni ripristino forzato di questo breve ciclo temporale, inoltre, i provvedimenti eseguiti fino a quel momento si reiterano anche nei turni successivi, dando vita a un incalzante botta e risposta tra gli Agenti schierati e manovrati sul fronte.

Durante l’intervallo che intercorre tra una giocata e il turno seguente, periodo in cui è possibile adocchiare l’intera mappa tenendo traccia di quanto è accaduto e quindi ricapiterà, è importante che gli sfidanti si concentrino sugli obiettivi che dipendono ovviamente dal tipo di duello:

  • Recupera Materia Esotica: come fossero bandiere, le unità di questa sostanza devono essere colte una a una e riportate al proprio portale (ovvero il punto di spawn degli Agenti) per ottenere punti. In questa modalità, come d’altronde in tutte le altre, è possibile portarsi in vantaggio abbattendo i nemici ma una kill non varrà mai quanto la conquista dell’obiettivo.
  • Dominio: lo scopo è quello di prendere il controllo di particolari strutture scatenandogli contro il nostro arsenale.
  • Cerca e distruggi: una squadra attacca, l’altra difende. Lo scopo? Disintegrare i cosiddetti Resistori presenti sulla mappa o, a seconda del proprio ruolo, evitare che ciò accada.
  • Deathmatch: Sono certo che puoi arrivarci da solo.

Va da sé che le costanti in Lemnis Gate risultano rappresentate dal doversi destreggiare fra i proiettili vaganti: le abilità e i movimenti eseguiti in precedenza, gli immancabili tentativi di prevedere l’avversario, gli sforzi per evitare che lui faccia lo stesso e l’impiego di una strategia basata sull’osservazione di molti elementi oltre al tempismo.

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È in questo contrasto nato dall’accostamento di un sistema a turni con alti tassi di epinefrina che Lemnis Gate sorprende per solidità e bilanciamento, riuscendo nell’intento di esaltare in egual modo entrambe le componenti che ne definiscono il potenziale.

Il comparto tecnico

Se è vero che da un lato abbiamo un FPS originale, meritevole di attenzioni, rifinito, ben calcolato e dalla profondità stratificata – nel quale l’esperienza può dar vita ad azioni degne della migliore competizione eSport – dall’altro ci troviamo di fronte a un prodotto che necessita di ulteriore impegno da parte dei creatori.

Anche tralasciando infatti la lista di bug gravosi e già segnalati che mi auguro avranno quindi vita piuttosto breve, rimangono altri aspetti che andrebbero rivisti o quantomeno migliorati al più presto. Queste problematiche di Lemnis Gate, che ti assicuro non hanno a che fare né con il valido gunplay né con il design delle mappe, minano il ben di Dio che il titolo potrebbe offrire e rischiano di suscitare una cattiva impressione.

Primo fra tutti il sistema di partite classificate che, almeno su PlayStation 4, funziona a metà: vincere una partita permette infatti di scalare le solite leghe a partire dal Bronzo, ma nel momento in cui si sceglie di giocare in compagnia (2v2 al massimo) tutto appare come disattivato. Un vero peccato data la natura estremamente competitiva del titolo e la bellezza del potersi coordinare in battaglia.

Ultimo punto debole della produzione, che è giusto passi però in secondo piano vista la qualità messa in campo negli altri ambiti, è il suo comparto artistico dal retrogusto vapido e dallo stile poco attrattivo. Dall’estetica degli Agenti a quella dei menu, passando per gli ambienti funzionali al videogioco ma distanti eoni da un buon colpo d’occhio, Lemnis Gate fallisce nell’essere memorabile agli occhi di chi valuta anche certe cose.

Scheda confidenziale su Lemnis Gate

Squadre ostili sono apparse nei nostri siti esterni e stanno intaccando il normale scorrere del tempo, causando anomalie temporali. In altre parole? Un’ottima scusa per battaglie PvP all’ultimo sangue.

Cosa mi piace

Cosa non mi piace

Con i suoi 16 trofei di bronzo, le sue 10 coppe argentate e i 5 riconoscimenti di un oro brillante, il Platino di Lemnis Gate si prospetta essere una preda adatta a chi non teme la sana competizione.

Tra i requisiti piú scottanti per avere l’agognato Platino, che vanno dal vincere un centinaio di partite online al maxare tutti gli agenti, quello di investire tempo al punto da raggiungere il livello giocatore 100.

Grafica

70

Impatto

95

Longevità

80

Sonoro

65

In sostanza, prima di essere uno sparatutto altamente competitivo, Lemnis Gate si afferma come un vero gioiello in termini di bilanciamento e originalità. Il concept su cui si basa infatti, fresco e altresì capace di cavalcare l’onda in aumento dei giochi ideati intorno ai loop temporali, basta a motivarne il supporto che temo sinceramente non stia ancora riuscendo a ottenere.

Al netto di ciò che definirei una tollerabile anonimia stilistica, adombrata da elementi più riusciti quali il design delle mappe o il valido gunplay dai feedback calcolati, l’opera di Ratloop Games si è meritata una valutazione che vorrei incoraggiasse il team di sviluppo a non accontentarsi troppo presto.

Nonostante rimangono le incertezze dovute alla presenza di bug (già noti a chi di dovere) e al sistema di classifiche parzialmente inattivo, il rilascio di patch future basterebbe a rifinire un gioco che ha le carte in regola per troneggiare nel panorama competitivo.

VOTO COMPLESSIVO

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