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- Recensione

Un titolo horror rilasciato qualche anno fa, ma che merita ancora attenzioni...

Layers of Fear - Recensione
Redattore
-
Samuele Lo Truglio

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Il gioco di oggi è Layers of Fears sviluppato da Bloober Team e distribuito da Aspyr. Il titolo è uscito inizialmente a febbraio del 2016 per PC, Xbox One e Playstation 4 e nel 2018 per Nintendo Switch in una versione chiamata Layers of Fear: Legacy che integra il DLC “Inheritance“. Su Switch il gioco è uscito in versione digitale, ma da questo mese verrà venduta in versione fisica – con disponibilità limitata – negli Stati Uniti.

Come di consueto prima di discutere del gioco parleremo un po’ dello sviluppatore e della sua storia e divideremo la recensione in tre parti: Gameplay, Trama e Grafica.

Lo Sviluppatore

Bloober Team SA è stato fondato nel 2008 in Polonia da Peter Babieno e Peter Bielatowicz. Inizialmente lavoravano sotto contratto, ma dopo pochi anni iniziarono a produrre giochi propri e nel 2013 pubblicarono il loro primo titolo A-Men, seguito nel 2015 da A-Men 2. Il successo arriverà nello stesso anno dopo l’ingresso in squadra di veterani del settore; con Brawl e l’anno successivo il gioco della nostra recensione. Dopo Layers of Fear il team ha pubblicato nel 2017 Observer, un altro gioco horror e attualmente è al lavoro su un altro titolo non ancora annunciato.

Gameplay

Partiamo dal presupposto che questo titolo è un’avventura grafica in cui in alcune parti si dimostra un puzzle game, quindi non aspettatevi grandi avventure o azioni frenetiche: questo gioco è un horror psicologico che consigliamo di giocare a luci spente, su un grande monitor o TV e con il joypad. E’ possibile giocare sia con mouse e tastiera che con il joypad, noi inizialmente avevamo scelto la tastiera, ma dai primi minuti di gioco abbiamo capito che era meglio giocare in una posizione più rilassata e quindi siamo passati al joypad. Non abbiamo riscontrato nessun problema di compatibilità e il gioco è pienamente godibile con entrambe le periferiche. Prenderemo le redini di un artista nella sua dimora e la grafica in prima persona ci impedisce di comprenderne le fattezze, inoltre dato che anche per aprire bauli o cassetti non vedremo mai gli arti del personaggio; tuttavia in una sola occasione potremo vederlo sfocato… nel riflesso di uno specchio!

Layers of Fear tela

Che voi scegliate tastiera e mouse o un joypad quel che dovrete fare consiste nel andare avanti, aprire cassetti e porte alla ricerca di lettere ed oggetti che ci permetteranno di comprendere l’artista e di far avvenire flashback che ci faranno conoscere la storia del nostro artista. Il gioco non presenta delle meccaniche complesse, anzi risulta molto semplice e induce a continuare il gioco per capire cosa verrà dopo. Ogni capitolo, ogni porta che apriremo ci porterà alla fine nel laboratorio dell’artista in cui si trova la sua tela; questa stanza cambierà “arredamento” ogni volta che ci torneremo e sarà il fulcro della storia, ma ne parleremo nel prossimo paragrafo.

L’esperienza di gioco risulta nel complesso ottima, non abbiamo mai riscontrato bug o glitch che ci hanno impedito di giocare e fra l’altro la traduzione dei testi in italiano permette agli utenti che non masticano inglese di godere comunque del gioco.

Trama

Finiscila con questo atteggiamento da artista maledetto

Il gioco è ambientato negli ultimi anni dell’800 e inizia con noi, un artista senza nome che torna a casa e la trova vuota, ma capiremo presto che non è vuota “casualmente“, ma i motivi sono molto profondi. Procedendo nella storia scopriremo sempre più dettagli della sua vita e dei membri della sua famiglia: il gioco consiste in 6 capitoli, al termine di ciascuno di questi otterremo un “trofeo” che simboleggia quel capitolo; ciascuno di questi infatti ci narrerà un aspetto della vita dell’uomo come il rapporto con la moglie, con la figlia e i suoi problemi. Dalle informazioni dateci dall’inizio del gioco da lettere e ritagli di giornale capiremo che il nostro artista era uno dei più promettenti e paragonato persino a Leonardo Da Vinci e altri geni italiani, ma le circostanze della vita lo porteranno a cadere nell’oscurità e nell’alcolismo al punto da essere considerato un artista “maledetto”.

Layers of Fear capitoli

Gli artisti maledetti erano artisti che seguivano una corrente francese dell’Ottocento chiamata Bohém i cui i capisaldi erano quelli di vivere la vita al massimo, sperimentando ogni esperienza possibile e molto spesso questi cadevano nell’alcolismo e nell’abuso di droghe. Un carino easter egg ci mostra nella libreria dell’artista un libro intitolato “The Picture of Dorian Gray”, simbolo dell’Estetismo inglese e perfettamente integrabile con la vita del nostro artista.

Trovando i trofei e andando avanti con i capitoli vedremo la tela del nostro laboratorio prendere forma e il risultato finale sarà sorprendente, anche se verso la fine capirete chi è il soggetto del dipinto, non immaginerete mai quel che succederà, ma ancora più sorprendente sarà la stanza che verrà aperta dopo… Un ottimo colpo di scena!

La trama intrigante si amalga bene con il gameplay e sarà veramente soddisfacente finire il gioco, ma una nota stonata siamo riusciti a trovarla e l’abbiamo riscontrata dopo aver finito il gioco. Prima di iniziare verremo avvisati infatti che le nostre scelte influiranno nel gioco, ma onestamente non siamo riusciti a comprendere “cosa” influisce su “cosa”: non ci sono domande a cui rispondere, non ci sono persone da salvare e persone da uccidere e così una volta finito abbiamo pensato che magari si può entrare in una stanza piuttosto che in un’altra. Nella maggior parte dei casi in cui troveremo più porte solo una potrà essere aperta e in qualche occasione in cui abbiamo aperto una porta diversa da quella della prima volta in cui abbiamo finito il gioco – molto difficile dato che le stanze si susseguono in maniera non lineare – siamo entrati in una stanza che non ricordavamo, ma una volta usciti da questa siamo andati in una in cui ricordavamo di esserci stati.

Non molto chiaro questo aspetto decisionale.

Layers of Fear lab

Grafica

Abbiamo giocato il gioco su un computer di fascia medio-alta e con i dettagli al massimo non abbiamo mai riscontrato cali di fps o errori, mantenendoci così sui 60 fps. Il gioco è basato sul motore grafico Unity e si nota che gli sviluppatori hanno prestato molta attenzione nel rendere ogni aspetto della casa molto reale e la cura dei dettagli non è da meno. I dipinti che vengono riportati sono con una qualità alta e risultano molto azzeccati alle fasi di gioco; questi vengono modificati in alcuni casi a fini drammatici e ciò crea nel giocatore un’ottima tensione.

Layers of Fear - Da Vinci
Lo ricordavamo un po’ diverso

Musica

La musica del gioco genera molta suspence nel giocatore e accompagna bene nell’esperienza. Non possiamo non notare che questa è molto curata come ogni altro aspetto del gioco e da quel che ci risulta è anche originale.

Layers of Fear è un’esperienza emozionante che ci fa entrare nella mente di un artista dell’Ottocento, con le aspettative e le pressioni dell’epoca e tormentato da problemi in famiglia che lo porteranno a diventare “maledetto”. La storia intrigante e il gameplay immersivo riempono il giocatore di curiosità e fanno divorare il gioco in poco tempo. Il genere horror è garantito dalla suspense, dai pensieri dell’artista e dalle immagini di gioco. Consigliamo a tutti di giocarlo, specialmente agli amanti degli horror e dell’arte rassicurandovi del fatto che non ne resterete delusi.

Trama intrigante
Grafica attualissima
Esperienza di gioco molto immersiva
Reparto sonoro molto curato
Un tuffo nel mondo dell'arte

1 ottobre 2018
Analisi di

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