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Intervista a Fabio Ferrara, la mente dietro Suicide Guy

La situazione indie italiana secondo Chubby Pixel

3 minuti

Dopo aver recensito Suicide Guy, titolo indie tutto italiano la cui recensione è nel link a fine articolo, ho avuto il piacere di fare una piccola intervista al suo creatore. Fabio Ferrara: un ragazzo, un game designer, ma soprattutto un creativo e co-founder di Chubby Pixel, insieme all’illustratrice Giulia Airoldi, il cui titolo di maggior successo si può trovare su quasi tutte le piattaforme ed è conosciuto a livello internazionale. Insomma, un curriculum più che dignitoso, no? Ho voluto approfittare di questa possibilità per fare un paio di domande a Fabio, tra esperienze personali e l’ipotetico futuro del videogioco in Italia.

suicide guy

 

Come è arrivata l’ispirazione per Suicide Guy?

Riguardo allʼispirazione, stavo cercando il concept per un gioco che fosse ‘fuori dagli schemiʼ e che potesse attirare lʼattenzione, da li mi eʼ venuto in mente la possibilità di un videogame in cui lo scopo eʼ lʼesatto opposto di quelli classici in cui devi sopravvivere.

Quanto lavoro c’è dietro ad un titolo sviluppato da una sola persona?

Piu di un anno di sviluppo, con lʼaiuto di diversi collaboratori (sound artist, modellatori 3d).

Come ci si sente vedendo quanto apprezzamento riceve il proprio titolo, specialmente considerando
che si tratta di un prodotto italiano gradito a livello internazionale?

Dà davvero molta soddisfazione vedere lʼapprezzamento di un titolo che eʼ pensato per una certa nicchia. La soddisfazione piuʼ grande eʼ stato far ridere con un gioco milioni di persone.

Quanto in alto vorresti che Chubby Pixel arrivasse?

Sarebbe bello poter espandere lo studio e avere dipendenti per sviluppare titoli sempre più grandi e complessi.

Quali sono, se si può dire, i piani per il prossimo futuro?

Ho un mente alcuni concept per nuovi giochi attualmente in sviluppo per console e PC, ma saranno giochi totalmente diversi dai precedenti.

Dalle ispirazioni nei giochi e dal sito personale si denota che Fabio Ferrara è una persona molto
creativa, oltre che uno sviluppatore. Questa grande creatività incide in modo positivo o negativo
su un progetto (cambi repentini di idee, progetti abbandonati, etc)?

Allʼinizio poteva essere negativo dato che avendo molte idee non sai quali portare avanti, ma una volta che imbrocchi quella giusta, la creatività aiuta senzʼaltro a portare avanti partendo da una bozza di concept.

Si può dire che Suicide Guy sia il fiore all’occhiello tra i vari titoli creati, ma ti aspettavi un tale successo?

Sicuramente è il titolo che ha venduto di più e di maggior successo. È anche un concept che pensavo (e speravo) potesse diventare virale, quindi mi aspettavo che potesse avere questo successo.

Quanto pensi possa crescere il valore italiano nel mondo dei videogiochi?

Penso che al momento stia crescendo molto, ma al momento cʼè ancora davvero tanto lavoro da fare perchè venga riconosciuto sia in Italia che allʼestero.

suicide guy

Personalmente sono molto d’accordo con l’ultima risposta datami da Fabio. Trovo che il boom dell’industria indie possa giovare moltissimo al panorama italiano, che per ora ancora arranca un po’, ma non brancola più nel buio. Possiamo vedere diversi titoli italiani, tra cui proprio questo Suicide Guy, diventare più seguiti e famosi, ma la strada è ancora lunga. Quando le buone idee vengono mescolate per bene con un design valido e curato i risultati si vedono, quindi buona fortuna a tutti gli sviluppatori italiani!

Cosa vorresti voluto chiedere a Fabio Ferrara? Qual’è la tua opinione riguardo al presente e futuro dell’industria videoludica italiana?

Quanto ti piace?

Intervista a Fabio Ferrara, la mente dietro Suicide Guy

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