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Il mercato dei videogame

Il mondo dei video game in 50 anni di storia ha creato un mercato che è diventata una gallina dalle uova d'oro, vediamo un po'di numeri e nomi delle aziende cha hanno lasciato il loro segno nel gaming

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Il comparto videogame in mezzo secolo di storia ha sconvolto il sistema economico, piazzandosi tra i settori più prolifici al mondo, ma come è iniziata tutta questa fortuna?

La storia dei videogame in pillole

Le prime console degli anni 60 venivano definite brown box per via del colore e dell’effetto legno usato per racchiudere i componenti. Il nome deriva da uno dei primi modelli di successo, Pong sviluppato negli Stati Uniti alla fine degli anni ’60.

brown box pong videogame
La brown box, ideata nel 1967 da Ralph Baer

Ovviamente non è stata la prima console ad essere creata e commercializzata, ma per un insieme di fattori è stata probabilmente la prima a diffondersi maggiormente.

Nonostante i costanti miglioramenti, i videogame conosceranno la vera fama solo più tardi con la mitica PlayStation sviluppata da Sony e messa in vendita nel natale del 1994, ecco a te il primo spot della console giapponese, nel caso non lo avessi visto.

Dall’uscita la console vende oltre 100 milioni di unità, diventando per antonomasia il simbolo del mondo dei videogame che diventa sempre più vasto ed affermato.

Escono le console di nuova generazione e il pubblico aumenta, l’età media dei giocatori si sposta verso l’alto. I videogame smettono di essere prerogativa dei fanciulli, interessando utenti anche sopra i 30 anni, il target preferito dal mercato; giovanile ed economicamente più decisivo.

gaming community
Stanno seguendo una partita dei mondiali di calcio? Niente affatto, questa è la folla per un torneo amatoriale di videogame, una passione condivisa da moltissimi, giovani e non

Dal 1994 al 2020 il mondo del gaming si afferma sul mercato internazionale sempre con maggiore decisione, broker e azionisti non rimangono certo indifferenti al fenomeno.

Il mercato dei videogame

Le aziende che sfornano console trovano nei videogiochi la fonte di guadagno principale, modificando anche pesantemente l’assetto aziendale. Lampante esempio di questo boom economico è Sony. Inizialmente affermatasi come azienda di elettronica e tecnologia di nota qualità, in breve tempo vede i profitti derivati dalle console surclassare le vendite di televisori, walkman e stereo.

Il mercato sembra saturo in alcuni momenti, ma escono console più performanti a cadenze sempre più ravvicinate attraendo sempre più giocatori.

Ai giorni nostri si contano 2,3 miliardi di utenti, quasi un terzo della popolazione mondiale, divisi tra le varie piattaforme. Nel frattempo infatti anche i nostri smartphone si sono piegati di fronte al potere dei videogame allargando ulteriormente l’utenza.

I profitti totali per le vendite di console e videogiochi tramite canali ufficiali (negozi fisici, store online, acquisti da siti) raggiungono la bellezza di quasi 140 miliardi di dollari nel 2018, aumentando il fatturato almeno del 5% ogni anno. Per renderci conto di quanti soldi siano, con una cifra del genere potremmo comprare Amazon e ci avanzerebbe qualche miliardo!

merchandise apex
maglie, cappelli, tazze e molto altro; il merchandise diventa una fonte di guadagno da non trascurare

Alcune software house come potrai immaginare adesso, hanno un potere economico non indifferente grazie a fruttuose operazioni di marketing. Adesivi, magliette, portachiavi, tazze, statuine, cosplay, riproduzioni di armi o oggetti, le aziende riescono a far appassionare tanto i gamer da creare un floridissimo merchandise.

Prendiamo l’esempio di Fortnite, uno sparatutto free-to-play che tramite skin, statuine, abbigliamento vario ha accumulato circa 1,8 miliardi di dollari.

Ninja streamer fortnite
Ninja, noto streamer di Fortnite; Microsoft ha sborsato 30 milioni di dollari per averlo in esclusiva su Mixer

I videogame più venduti

Con un sistema economico del genere è facile immaginare che siano molte le case di produzione che si sono affermate sul mercato. Molte se non tutte queste realtà hanno iniziato a sviluppare i primi titoli nel garage di casa con un paio di amici.

john romero studio softdisk
Lo studio id Software in una foto del ’96. John Romero e team sono diventati famosi con titoli come Wolfenstein3D, Doom e Quake.

Con molta probabilità ora in quel garage ci sarà una Lamborghini, beati loro. Andiamo a vedere adesso la classifica dei videogame che hanno reso i loro creatori i nuovi Paperoni.

  1. Pokémon: non si fa troppa fatica a crederci, Pikachu e amici hanno infatti guadagnato tra videogame e relativo merchandise ben 90 miliardi di dollari fino al 2019.
  2. Mario: i videogiochi più iconici forse della storia, i vari Super Mario, Donkey Kong,negli anni racimolano circa 30 miliardi di dollari.
  3. Call of Duty: la notissima serie di FPS si attesta a 17 miliardi di dollari, niente male paragonando i tempi a disposizione rispetto a titoli sul mercato da più tempo.
trend pokèmon go sells
Il trend di mercato del 2016 con gli incassi derivati solo da Pokèmon Go

La classifica continua con numerosi successi, titoli blasonati che essendo più giovani hanno raggiunto cifre ragguardevoli come la zona 10 miliardi in cui incontriamo titoli importanti come FIFA, Warcraft e Street Fighter.

I videogame più recenti con in media circa 5 anni alle spalle vedono i loro incassi  intorno ad 1 miliardo di dollari; questi dati e queste media fanno capire il valore del marketing e le formule di maggiore successo.

Il fenomeno Pokémon è stato aiutato indubbiamente anche dalla serie a cartoni animati, film e il gioco di carte collezionabili. Insomma tutto merito della gigantesca operazione di marketing messa in piedi con Game Freak a sostenerla.

marketing fallout 4
La giusta campagna pubblicitaria può far conoscere il prodotto alla maggior parte dell’utenza, assicurandosi interessanti fette di vendita

Non sono pochi gli sviluppatori che cercano di avere un successo simile e in questo la diffusione degli E-sport di sicuro ha aiutato. T-shirt che molti gamer indossano come fosse una divisa, qualche accessorio sfoggiato in pubblico, un energy drink brandizzato da bere durante una partita, ma anche molte app che seguono gli utenti fuori casa.

Insomma i videogame stanno uscendo dallo schermo diventando oggetti della vita quotidiana. Un mercato pieno di possibilità, in cui l’idea da un milione di dollari è sempre dietro l’angolo. Chissà quale sarà il prossimo titolo a lasciare un segno nella storia del gaming!

 

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