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Fifa 20, quando una licenza mancante crea più shitstorm di un gioco monotono

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In Fifa 20 la Juventus non sarà presente con nome, maglia e stemma ufficiali.
Credo che questa notizia la conosca ormai chiunque abbia accesso a un portale di notizie. La società torinese ha siglato un accordo esclusivo con i rivali di una vita della serie calcistica griffata Electronic Arts, ossia la giapponese Konami con il suo eFootball PES 2020.
Questa mancanza ha scatenato sia l’ironia del web, che ci ha riso sopra creando dei meme ad hoc, sia la furia dei fan della serie.
Molti commenti al veleno sono apparsi sotto i post delle pagine ufficiali di Fifa 20, alcuni di questi (per non dire quasi tutti) esprimevano tutto il dissenso per l’importante licenza sfumata e minacciavano il cambio di preferenza in favore della concorrente Pro Evolution Soccer.

Chi respira videogiochi ogni giorno come me, avrà sicuramente seguito la conferenza Electronic Arts all’E3 2019. Personalmente, credo sia stata una delle più fallimentari della fiera losangelina. Sebbene ciò che proponeva nei suoi giochi il colosso californiano non sembrava essere una completa rinnovazione dei brand in suo possesso, sarebbe poco oggettivo dire che un leggero input di cambiamento non s’è visto. Il problema è stato il poco accattivante metodo di comunicazione che la software house ha scelto per presentare i suoi titoli: perchè presentare un contenuto chiesto a gran voce dai fan come Fifa Street implementato in Fifa 20 con dei professionisti che parlano e senza un accenno di gameplay?
Questo, unito alle interviste ai developer in stile late show, hanno fatto calare la mia attenzione verso un Fifa 20 che comunque sembra abbia deciso di aggiungere altra carne al fuoco, ma che, modalità Volta a parte, può essere rindondante come gli altri capitoli.

D’altro canto c’è eFootball PES 2020, che ogni anno sembra risalire sempre più da quel baratro che da anni ha affossato il franchise, quindi Electronic Arts farebbe bene a non dormire sugli allori.
Nonostante questa introduzione, lo scopo dell’ articolo non è mettere a confronto i due titoli: se è quello che cerchi, ne abbiamo già parlato in separata sede.

Sicuramente, l’assenza della Juventus è stata come un fulmine a ciel sereno, soprattutto se mettiamo in conto che Fifa si è sempre fatto forza delle numerose licenze in suo possesso per creare un’esperienza quanto più realistica in termini visivi.
Ma la mia domanda è la seguente: davvero merita un caso mediatico questa faccenda?
Perché gli acquirenti abitudinali di Fifa hanno iniziato la rivolta solo a causa di una licenza in meno, quando il gioco è da anni che sembra non rinnovarsi?

Se facciamo un paio di passi a ritroso, potremmo ricordare che c’è stato un periodo dove le software house non assecondavano le richieste delle community, a prescindere da quanto queste fossero valide.
Il primo esempio che mi viene in mente è la Capcom che si rifiutò d’inserire i tanto desiderati 60 fotogrammi al secondo nei loro giochi, affermando che non fosse necessario perchè l’occhio umano non percepisce oltre i 30 fps.
Questo accadeva quando internet già esisteva, ma era visto agli occhi delle software house come un enorme connessione di piccole community che potevano discutere sui loro giochi preferiti senza mai avere una vera influenza sul mercato. Quindi, chi sviluppava non gli concedeva importanza, mentre chi invece giocava non poteva davvero suggerire agli sviluppatori come fare un lavoro migliore.

Oggi, nel 2019, internet può prendere un’azienda e ridurla come se fosse appena passata in un distruggidocumenti.
Assecondare le community è fondamentale per le vendite di un videogioco perchè determina soprattutto il successo o il fallimento di un progetto. E questo ha creato uno squilibrio.
Adesso che noi videogiocatori possiamo far valere la nostra opinione, sembriamo impuntarci prevalentemente sulle cose meno importanti.
Perchè mai censurare le statue in Assassin’s Creed Origins? Oppure, perchè Sekiro dovrebbe avere una easy mode?

Ripeto la mia domanda: conoscendo tutti i problemi che Fifa si porta dietro da ormai un decennio, è giusto disertarlo solo adesso per la mancanza di una licenza?
Chi risponde affermativamente, forse, dovrebbe prendere una bilancia e pesare meglio le sue priorità. Tra l’altro, se fosse davvero questo il problema principale, non capisco come possa migliorare passando a PES, visto che ha molte meno licenze di Fifa.

I veri problemi di Fifa riguardano il gameplay mai realmente rinnovato da Fifa 16, i glitch che creano degli escamotage per segnare in modi inconcepibili, lo spettro del momentum, del quale gli stessi sviluppatori ne affermano l’esistenza per poi smentirsi, e modalità di gioco mai concretamente approfondite, a meno che non si parli di FUT, solo per citarne alcuni.
Eppure, la community è passata sopra a queste lacune e ogni anno Fifa è primo nelle classifiche di quasi tutto il mondo. Addirittura, da quanto emerso nel resoconto finanziario di qualche giorno fa, FUT risulta fatturare circa il 28% dei ricavi totali di Electronic Arts. Sembra che, nonostante le lamentele, queste siano fine a se stesse e i fan della serie continuino a prescindere le loro partite online su Fifa.

Lungi da me fare discorsi alla Mr Robot, ma sembra che noi gamers rinunciamo alle cose migliori solo per restare attaccati a quello che ci sembra bello.
Ormai noi videogiocatori siamo diventati dei Dorian Gray moderni, pronti a colpevolizzare senza criterio quello che non ci piace e crogiolarci su quello che reputiamo migliore, con lo schermo a sostituire il quadro in cui ci rispecchiamo ossessivamente nel nostro narcisismo.
Sicuramente, vedere Cristiano Ronaldo indossare la maglia ufficiale della Juventus e comprarla in game per indossarla nei match del FUT è una feature piacevole: ma dopo l’elenco precedente di difetti, è giusto non comprare Fifa 20 solo per la presenza del Piemonte Calcio?

Ciò non toglie che, aldilà delle oggettive pecche elencate, il divertimento è una cosa soggettiva ed è un bene che chi nonostante questo ami Fifa, possa sentirsi libero di giocarci tranquillamente.

Fifa 20 sarà disponibile dal 27 settembre 2019 su PlayStation 4, Xbox One, PC e Nintendo Switch.

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