Eiyuden Chronicle: Rising

Eiyuden Chronicle: Rising, recensione (Nintendo Switch)

Eiyuden Chronicle: Rising non è Hundred Heroes

Lo abbiamo scritto anche nel sottotitolo, ma tocca sottolinearlo di nuovo, onde evitare che i giocatori possano farsi un’idea sbagliata sulla prossima fatica di Rabbit and Bear Studios: Eiyuden Chronicle: Rising è un prequel di Eiyuden Chronicle: Hundred Heroes, ambientato nello stesso mondo, ma con gameplay totalmente differente. Le uniche cose in comune saranno appunto il mondo di gioco, la storia collegata fra i due titoli e alcuni dei personaggi.

Premessa doverosa in quanto troppa gente sta urlando già alla disfatta di Hundred Heroes dopo aver giocato Rising, e secondo il parere dello scrivente, oltre a sbagliare titolo, non avrebbe neanche un valido motivo per denigrare quest’ultimo.

Eiyuden Chronicle: Rising

Eiyuden Chronicle: una storia importante

Essendo una delle parti in comune con il prossimo Hundred Heroes, molta dell’importanza contenuta in Rising risiede proprio nella sua trama, che andrà a preparare il terreno per tutti gli eventi che affronteremo nel sequel. Pur avendo come personaggio principale CJ, una giovane “razziatrice onesta”, non possiamo considerarla la vera protagonista del titolo, in quanto chi la fa veramente da padrone sono gli eventi narrati durante la sua storia.

CJ, discendente di una famiglia di razziatori, lascia il suo villaggio alla ricerca di un tesoro che le possa permettere di ritornarci, in quanto una delle prove per essere a tutti gli effetti membro del suo clan, è quella di dover trovare un tesoro superiore a quello del proprio padre. Impresa non da poco conto visto che il padre di CJ ha trovato una lente di runa gigantesca.

Durante il suo viaggio, la razziatrice sente parlare del villaggio di Nuova Nevaeh, dove un violentissimo terremoto ha fatto emergere delle antiche rovine ricche di tesori. Arrivata a destinazione, la giovane deve iniziare ad aiutare la popolazione locale, per ottenere dei particolari timbri che le consentiranno di ricevere il permesso per esplorare le rovine e appropriarsi dei tesori sepolti; ancora non sa che un susseguirsi di eventi sta per preparare la strada a Hundred Heroes.

Eiyuden Chronicle: Rising

Gameplay

Al contrario di quello che sarà il sequel (si, lo sottolineo di nuovo), Eiyuden Chronicle: Rising è un gioco di ruolo a stampo action in due dimensioni, e che aggiunge alle sue meccaniche un po’ di city building, anche se quest’ultima parte è un po’ automatica o per meglio dire forzata. Preso il controllo di CJ, inizieremo a esplorare sia la città che i paesaggi vicini, come la cava o la foresta per citarne alcuni. Solitamente la base del gioco è quella di raccogliere missioni nel villaggio per poi completarle nei dungeon, popolati da mostri e boss vari.

Salta subito all’occhio che CJ potrà interagire solo con pochi elementi su schermo, e in modo limitato (ad esempio non possiamo parlare con un abitante se questi è al di fuori di qualche quest), questo rende il gioco più lineare, ma anche meno dispersivo. Una volta accettate le missioni, esploreremo i vari dungeon dove ad attenderci ci saranno nemici di ogni genere.

Senza soluzione di continuità, affronteremo i nemici con le nostre armi a disposizione, che inizialmente saranno davvero limitate. Difatti, benché per le prime missioni avremo solo CJ nel team, e questa avrà solamente due attacchi base per offendere i nemici, entra in gioco un intrigante sistema di sviluppo del personaggio, basato su armi ed equipaggiamenti.

Eiyuden Chronicle: Rising

Una volta messe in piedi le diverse strutture della città, aiutando i vari cittadini, avremo la possibilità di ottenere diversi benefici come quelli di migliorare le armi e le armature. Migliorando le armi, avremo accesso a tutta una serie di nuovi attacchi e combo più lunghe; CJ passerà da una misera combo di 2 colpi a ben 4, mentre Garoo avrà la possibilità di effettuare i colpi caricati e via dicendo. Avremo poi due tipologie di miglioramenti per le armature; con il primo aumenteremo le statistiche, mentre col secondo sbloccheremo nuove abilità come il doppio salto, la schiava e il blocco.

Ognuno dei tre personaggi, CJ, Garoo e Isha, godrà di propri miglioramenti e caratteristiche uniche, che una volta padroneggiate daranno il via ad azioni e combo frenetiche durante i combattimenti, ma non solo, serviranno infatti per raggiungere punti precedentemente inaccessibili durante l’esplorazione.

In Eiyuden Chronicle: Rising controlleremo tutti e tre i personaggi e per cambiarli o far loro proseguire l’attacco, basterà premere il tasto a lui assegnato. In poco tempo avremo preso la mano, e più abilità sbloccheremo, più sarà divertente devastare i nemici. Piccola nota dolente sul livello di difficoltà in generale e sulle boss fight, che non presentano una vera e propria sfida neanche al livello più difficile.

Eiyuden Chronicle: Rising

Aspettando Hundred Heroes

Eiyuden Chronicle: Rising in definitiva fa proprio quello che era nelle sue intenzioni, ovvero far conoscere il mondo di Allraan prima del titolo di punta, raccontandone gli avvenimenti e facendoti già affezionare ad alcuni personaggi i quali risultano davvero ben caratterizzati.

Graficamente non eccelso ma ben definito, Rising si presenta molto piacevole soprattutto nel design dei protagonisti e nelle ambientazioni, mentre i mostri risultano abbastanza sottotono. Già da qui però si riesce a respirare quell’aria di Suikoden che la schiera di fan chiede da moltissimo tempo, e riconoscere i diversi easter egg e omaggi ai precedenti titoli (si, il costruttore è definitivamente Flik) è davvero piacevole.

Il comparto sonoro pur non presentando una grossa varietà di brani, riesce a proporne diversi che rimangono in testa e che sembrano richiamare alcuni motivetti della serie madre; personalmente credo che l’ost della cava sia una rivisitazione più ritmata di Distant Mountain del primo Suikoden.

I controlli soffrono di un leggero input lag, che soprattutto nelle prime fasi, quando le nostre azioni saranno veramente poche, si farà sentire eccome, mentre migliorerà man mano che capiremo le tempistiche e sbloccheremo i diversi attacchi disponibili. Una grossa nota di demerito va a un mostruoso numero di missioni secondarie che diventano subito insensate e ripetitive, senza nessun mordente e costringeranno a molto backtracking, ma fortunatamente un ottimo sistema di viaggio rapido riuscirà a rimediare in parte.

L’hype per Hundred Heroes è aumentato a dismisura.

Scheda confidenziale su Eiyuden Chronicle: Rising

Prima che i cento eroi si unissero, c’era la storia di tre di loro…

Cosa mi piace

Cosa non mi piace

La versione per Nintendo Switch di Eiyuden Chronicle: Rising non prevede obiettivi o trofei sbloccabili.

Grafica

75

Impatto

80

Longevità

70

Sonoro

85

Eiyuden Chronicle: Rising deve essere preso per quello che è, ovvero un progetto secondario che serve da antipasto per la portata principale Hundred Heroes, prevista per il prossimo anno.

Rising regala una buona esperienza di gioco, dovuta da una caratterizzazione dei personaggi curata, un interessante sistema di combattimento e diverse meccaniche secondarie divertenti, ma presenta anche tantissime quest secondarie prive di senso e che servono solamente da riempitivo.

In definitiva, se sei un fan della serie Suikoden, alza pure di mezzo punto il voto finale, in caso contrario, se cerchi un GDR profondo e variegato, il voto di Rising scende a 6,5.

VOTO COMPLESSIVO

7.5

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