Disgaea 6 Defiance of Destiny

Disgaea 6: Defiance of Destiny, la nostra recensione

Per la prima volta un capitolo della celebre saga di JRPG tattici è stata sviluppata interamente in 3D: sarà riuscito a convincere i fan di vecchia data.

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Recensire un titolo come Disgaea 6 Defiance of Destiny non è affatto un compito facile: stiamo parlando di una serie cult per quanto riguarda i JRPG tattici, iniziata nell’ormai lontano 2003 grazie a Nippon Ichi Software ed ormai arrivata a contare una ventina di episodi tra principali e spin-off.

In questo caso, ci troviamo di fronte alla 6° iterazione della saga principale (direi che il numero 6 nella denominazione del gioco parla chiaro), la quale si carica sulle spalle diversi oneri, tra cui l’essere un’esclusiva Nintendo Switch e l’essere il primo capitolo della saga con modelli poligonali interamente in 3D.

Sarà riuscito Disgaea 6 Defiance of Destiny a rispettare le aspettative riposte dai fan della serie? Scoprilo in questa nostra recensione!

Disgaea 6 Defiance of Destiny
Un 3D che convince? Vedremo…

Disgaea 6 Defiance of Destiny: la stravaganza come elemento di gameplay

Presente sin dai primi capitoli, il “fattore Disgaea”, o, per dirlo in termini comprensibili, l’estrema stravaganza, è una vera e propria caratteristica di tutti i titoli sviluppati da Nippon Ichi Software. Essa è presente sia nei dialoghi che nelle meccaniche di gioco, presentandosi a tutti gli effetti come un elemento caratteristico della serie.

Cercare di prendere sul serio Disgaea 6 Defiance of Destiny è praticamente impossibile: i dialoghi sono un continuo susseguirsi di gag e battute, la stessa trama presenta dei plot-twist fuori di testa, e buona parte delle meccaniche di gioco si basano su concetti narrativamente corretti, sebbene mancanti di senso logico.

Una volta compreso ciò, potrai goderti il titolo fino in fondo, smettendo di domandarti il perché certe cose avvengano, accettandole come parte integrante del mondo di gioco e facendoti più di una grassa risata durante le tue sessioni di gaming.

Signor Dio della Distruzione, sono venuto a patteggiare!

L’incipit narrativo di Disgaea 6 Defiance of Destiny ci vede gettati nella mischia “in medias res”, con Zed, il nostro protagonista zombie, intento a raccontare ad un signore dei demoni come ha fatto a (SPOILER ALERT!) sconfiggere il Dio della Distruzione. In breve, l’intera storia, o meglio, buona parte di essa, altro non è che un’enorme flashback.

L’irriverente non-morto di cui assumeremo il comando in-game, è infatti stato colpito dalla maledizione della super-reincarnazione, la quale, non solo gli impedisce di morire, ma lo riporta in vita con tutta la memoria muscolare accumulata nel corso del tempo. In termini di gameplay, questa cosa si traduce nel rinascere al livello 1 ma con le caratteristiche di cui eravamo in possesso al momento della morte, in pratica, diventando sempre più potenti ad ogni decesso.

Disgaea 6 Defiance of Destiny
Il design, c’è, la realizzazione, un po’ meno…

Su questo ciclo infinito di morte e rinascita si baseranno sia la trama che il gameplay di Disgaea 6 Defiance of Destiny, con Zed impegnato a diventare sempre più potente per sconfiggere l’antagonista del titolo.

Ad ogni morte, il giocatore, nei panni di Zed, si reincarnerà in un mondo diverso, all’interno del quale dovrà portare a termine quest e sub-quest per ingaggiare un nuovo membro del party e ritentare lo scontro con il Dio della Distruzione.

L’essere sconfitti più volte fa quindi letteralmente parte della narrazione di Disgaea 6 Defiance of Destiny (ed anche del suo gameplay, ma questo lo vedremo tra poco); una volta finiti i mondi in cui reincarnarsi, infatti, il giocatore non dovrà fare altro che livellare sino a diventare abbastanza potente da abbattere il main villain.

Disgaea 6 Defiance of Destiny: gameplay vincente non si cambia…o almeno non troppo

Fulcro del gameplay di Disgaea 6 Defiance of Destiny è, ovviamente, il combattimento. Le meccaniche da strategico a turni con visuale isometrica restano invariate, ponendo il giocatore al comando di un party di pedine con caratteristiche ed abilità diverse.

I campi di battaglia a scacchiera saranno teatro dei più classici scontri in stile Ogre Battle, Final Fantasy Tactics e Suikoden Tactics, con l’aggiunta di piccoli elementi extra, come le mosse-combo o la possibilità di lanciare oggetti e compagni attraverso la mappa.

Elemento di gameplay parecchio interessante, è la possibilità di alternare le azioni delle pedine in campo: una volta spostato un personaggio, non saremo costretti a fargli compiere un’azione, ma potremo lasciarlo li in attesa, magari con l’intento di farlo sollevare e lanciare da un personaggio preposto a tale azione. Ciascuna pedina avrà piena libertà di azione sino alla fine del turno.

Una volta fuori dai campi di battaglia, invece, sarà la componente gestionale ad attivarsi in favore dello sviluppo dei personaggi: come accennato prima, la super-reincarnazione non è solo un elemento di trama, ma anche di gameplay.

Ad ogni morte il livello dei nostri pg verrà resettato ad 1, ma questi ultimi manterranno le caratteristiche guadagnate con l’aumento di livello precedente. Dunque a cosa serve morire? semplicemente a resettare la cifra che indica il livello raggiunto? Assolutamente no! Una volta reincarnati, potremo infatti entrare in possesso di tutto il Karma accumulato nel corso delle battaglie precedenti ed utilizzarlo per migliorare tutte quelle caratteristiche non migliorabili tramite l’aumento di livello.

Tramite questa moneta di scambio saranno ovviamente accessibili tanti altri potenziamenti utili a combattere il Dio della Distruzione. Per farti capire quanto questa meccanica sia fondamentale ai fini del gioco, ti basti sapere che sarà possibile utilizzare la super-reincarnazione in maniera autonoma, ogni volta che lo riterrai necessario, qualora ti servissero dei karma point (che ovviamente dovrai accumulare tramite la meccanica del farming).

Disgaea 6 Defiance of Destiny: i difetti ci sono, bisogna capire se vale la pena di passarci sopra…

Sono 2 i principali problemi riscontrati in Disgaea 6 Defiance of Destiny: una trama/narrazione a tratti ripetitiva ed un comparto tecnico zoppicante.

In merito alla prima accusa, non si può negare che il JRPG segua uno schema ben definito:

  1. Si affronta il Dio della Distruzione
  2. Si viene sconfitti
  3. Ci si reincarna in un altro mondo dove si ottiene un nuovo membro del party
  4. Si riparte dal punto 1

A portare avanti la narrazione nei vari mondi non vi è una grande varietà, dal momento che le situazioni (anche quelle comiche) tendono a ripetersi, abbassando la voglia del giocatore di scoprire cosa lo aspetterà nel prossimo mondo in cui si reincarnerà.

Disgaea 6: Defiance of Destiny, la nostra recensione 1
C’è da dire che Zed si fa voler bene!!!

Il lato tecnico è invece una bella gatta da pelare: con il passaggio totale al 3D, si è deciso di abbandonare gli sprite in 2D, con risultati ben poco soddisfacenti.

Per quanto i modelli poligonali siano, tutto sommato, ben realizzati, il titolo fatica a trovare una resa grafica ottimale. Sono infatti disponibili ben 3 impostazioni grafiche, ma ciascuna di queste mostra il fianco a più di un difetto:

  • la modalità Grafica è l’unica capace di renderizzare il titolo ad una definizione decente, ma abbatte il frame rate sotto i 20 FPS. Sconsigliata senza riserve.
  • la modalità Bilanciata dovrebbe essere la più stabile, ma si rivela essere ne carne ne pesce, raggiungendo i 30 Fps stabili ma abbassando la risoluzione grafica ad un livello scarsamente accettabile per una console comunque più potente di una PlayStation 3/Xbox 360, complice la mancanza del filtro anti-aliasing.
  • la modalità Performance riesce a toccare i 60Fps, ma così facendo ci si ritrova a giocare con modelli poligonali al limite del cubismo.

N.B. C’è da dire che, almeno personalmente, ho comunque preferito questa modalità (la Performance) quando la console era attaccata al dock, in quanto la differenza di risoluzione tra la modalità bilanciata e la modalità performance non era così netta da preferire i 30 fotogrammi al secondo rispetto ai 60.

Disgaea 6 Defiance of Destiny: tiriamo le somme

Mettendo insieme tutti gli elementi raccolti sino ad ora, non si può certo dire che Disgaea 6 Defiance of Destiny venga meno ai capisaldo della serie: gli elementi estremamente bizzarri che hanno caratterizzato tutti gli episodi precedenti sono anche qui presenti, sia nella trama/narrazione che nel gameplay/meccaniche di gioco. Il gameplay tattico a turni non viene snaturato, quanto piuttosto rafforzato con pochi ma precisi elementi per aumentarne la varietà. Infine, sebbene l’esperimento della grafica all-3D sia stato un mezzo buco nell’acqua, può comunque fungere da punto di partenza per i prossimi episodi della serie.

In chiusura ti ricordo che, se vorrai testare con mano il gameplay di Disgaea 6 Defiance of Destiny prima di lanciarti in un eventuale acquisto, una Demo è disponibile sul Nintendo E-shop.

Disgaea 6 Defiance of Destiny non è un titolo che può essere giocato impunemente dall’oggi al domani.

6° episodio di una saga videoludica che non ha intenzione di snaturarsi per attrarre altro pubblico, l’opera di Nippon Ichi Software è chiaramente consigliato agli amanti del genere, mentre potrebbe mettere in difficoltà i neofiti.

Nota a margine sul comparto grafico: il parziale fallimento della grafica 3D deve venir trattato come un punto di partenza; molto basso, certo, ma pur sempre un punto di partenza.

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Scheda confidenziale su Disgaea 6: Defiance of Destiny

Il piccolo zombie Zed è deciso a sconfiggere il Dio della Distruzione! Per farlo è disposto a morire…più e più volte se necessario! Senza dimenticare di trascinare con se un party di maghi e guerrieri provenienti da ogni dove.

Cosa mi piace

Cosa non mi piace

50

Grafica

70

Impatto

75

Longevità

65

Sonoro

Non ci sono trofei per la versione Nintendo Switch.

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