destiny 2 stagione degli eletti

Destiny 2 – Stagione degli Eletti: ne vale la pena?

Vediamo una piccola "recensione" dello stato attuale della Stagione degli Eletti di Destiny 2

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L’equilibrio tra Luce e Oscurità è in bilico; il destino del genere umano vacilla con l’arrivo di un nuovo e implacabile nemico nell’universo. Addentrati su Europa, scopri i segreti sotto i ghiacci, salva il mondo.

Destiny 2

Ormai è iniziata la Stagione degli Eletti di Destiny 2, quindi abbiamo potuto dare un’occhiata approfondita alle novità che Bungie ha introdotto nel suo looter shooter. Alcune piaceranno a tutti coloro che sono sempre alla ricerca di nuovo potere, nuove armi e nuovi modi di far esplodere  chi osa mettersi contro il Viaggiatore. Altre aggiunte, invece, potrebbero non piacere a chi si aspettava una rivoluzione completa della struttura di gioco.

Dato che siamo ancora all’inizio della Stagione degli Eletti, molti guardiani si stanno facendo la stessa domanda: ma ne vale la pena? Vediamo di dare una risposta approfondita.

Il ritorno dei Cabal

L’incipit narrativo che muove la Stagione degli Eletti è quello di una nuova invasione Cabal. Questa è guidata da Caiatl, figlia di Calus ed erede di Ghaul. La Cabal ha preso in mano le redini del suo popolo ed è pronta a tutto pur di trovare una nuova casa per la sua specie. Con questo obiettivo in mente, decide quindi di invadere il sistema solare, per proporre un’alleanza ai guardiani: unirsi all’impero Cabal, per fronteggiare insieme la minaccia crescente dell’alveare.

Questa sorta di “alleanza”, però, vedrebbe i guardiani e i terrestri sottomessi all’impero Cabal e, in un certo senso, inglobati nella loro cultura belligerante. Per questo motivo, Zavala e Osiride rifiutano la proposta di Caiatl, dando quindi il via alle ostilità.

Come sempre, durante le stagioni, tutto questo è affidato a brevi scene di intermezzo, a dialoghi durante l’esplorazione o a interazioni veloci nel nuovo HUB di gioco. Chiaramente, è anche possibile rinvenire dettagli di lore meno evidenti dalle descrizioni sparse per oggetti, armi e missioni.

La trama della Stagione degli Eletti, quindi, chiuderebbe un cerchio iniziato alla fine della Guerra Rossa e, forse, darà un posto ben preciso ai Cabal nell’imminente conflitto contro le forze dell’alveare. La storia, per quanto interessante, resta comunque marginale, data la brevità delle scene di intermezzo e dei dettagli di lore. Siamo quindi davanti alla classica struttura narrativa di Destiny a cui ci ha fatti abituare Bungie per tutto questo tempo: non è un difetto, ma nemmeno un pregio. Amarla od odiarla dipende interamente dai tuoi gusti personali e da quello che cerchi nella tua esperienza di gioco.

Tra una martellata e un engramma

Arriviamo ora al piatto forte della Stagione degli Eletti, ovvero i contenuti prettamente ludici. Il conflitto tra guardiani e Cabal prende la forma di una nuova modalità, chiamata Campi di Battaglia. Qui una squadra di guardiani dovrà affrontare diverse ondate di truppe Cabal all’interno di arene ambientate sui vari pianeti. Ognuna di queste mappe è diversa in qualche modo, variando leggermente la formula di base con piccole meccaniche.

In ogni caso, l’obiettivo dei Campi di Battaglia è sempre lo stesso: uccidi le ondate nemiche e arriva alla fine per poter sfidare il comandante nemico a una prova d’onore. Per farlo, dovrai completare qualche obiettivo secondario, come la raccolta di chiavi, la distruzione di alcuni oggetti con delle sfere esplosive o l’uccisione di mini-boss. Una volta raggiunto il comandante, invece, ti troverai davanti a un combattimento diviso in varie fasi, diverso per ogni mappa.

L’idea alla base di questa nuova modalità non è male e sarà sicuramente apprezzata da tutti coloro che amano il farming, la raccolta di loot e, più in generale, i combattimenti di Destiny. Purtroppo, però, va segnalata una generale mancanza di varietà, dato che l’attività va ripetuta tante (davvero tante) volte. In fondo, i nemici sono sempre gli stessi, lo svolgimento della missione non muta e il boss finale è sempre uguale, in quella determinata mappa.

Trattandosi di un’attività da ripetere parecchie volte, sarebbe stato bello sperimentare delle variazioni, come quelle viste già in passato. A questo si aggiunge una difficoltà molto bassa, che darà pochissimo filo da torcere ai guardiani veterani o semplicemente a coloro che sono abituati ai Cala la Notte. Il punto è sempre quello: la struttura alla base è sicuramente valida, ma tieniti pronto a farmare parecchio, dato che viene spremuta al massimo.

Il loop del Martello della Prova

L’attività dei Campi di Battaglia, poi, è inserita in un più vasto loop di farming. Questo, come sempre, si basa sulla caccia ad engrammi ed equipaggiamento progressivamente più potenti, in modo da alzare il livello di luce del nostro guardiano, fino al raggiungimento del cap prefissato.

Come puoi leggere anche nella nostra guida dedicata direttamente al Martello della Prova, questo nuovo artefatto Cabal sarà al centro di tutto. Dopo averlo ottenuto, infatti, sarà possibile inserire dei medaglioni spendendo Oro Cabal, che può essere guadagnato completando le varie attività settimanali. Infine, completare una partita nei Campi di Battaglia con un medaglione inserito, permette di ottenere una carica del martello, che può essere utilizzata a sua volta nel processo di decodifica degli engrammi ombrosi.

Proprio questo processo, che permette di restringere la casualità dietro il sistema degli engrammi, è un’idea davvero valida. La possibilità di scegliere una categoria di oggetti da voler ottenere (armi, armature, entrambi, ecc) riducendo quindi l’eventualità di ottenere equipaggiamento non voluto (con conseguente smontamento furioso), è un’aggiunta da non sottovalutare.

Il loop, quindi, è servito: svolgi attività per ottenere Oro Cabal, inserisci un medaglione e completa i Campi di Battaglia per ottenere Cariche. Dopo averlo fatto, decodifica gli engrammi ombrosi ottenuti. Ripeti. Anche stavolta, vale lo stesso principio di prima: Bungie ha scelto di poggiare fin troppo sulla struttura base del gameplay di Destiny che, per quanto possa essere ben fatto, alla lunga rischia di diventare ripetitivo.

Ben presto, infatti, questo loop di farming diventa tedioso, sopratutto per la mancanza di varietà dei Campi di Battaglia e per la ripetizione delle classiche attività proposte ormai da tanto tempo. Inoltre, la nuova modalità rischia di diventare davvero troppo facile con il salire della luce, proponendo quindi una sfida fin troppo scontata. Come sempre, se ti piace il sistema di combattimento messo in piedi da Bungie, allora ti divertirai, ma tieni a mente che l’ombra del farming estremo è sempre presente.

La voce dall’altra parte

Arriviamo ora al punto più alto della Stagione degli Eletti: la nuova impresa esotica per ottenere il Racconto dell’uomo Morto. Questa è una missione autoconclusiva che vede il nostro guardiano attraversare una nave Cabal ormai abbandonata da tempo a vagare nello spazio. Un’apparente richiesta d’aiuto di un guardiano, infatti, si trasforma presto in una missione degna di Dead Space, con corridoi claustrofobici e poco illuminati, stanze buie piene di mostri poco amichevoli ed enigmi ambientali che aggiungono un pò di pepe all’esplorazione.

L’intera missione alterna enigmi, meccaniche, combattimenti e fasi platform, in un mix davvero divertente e interessante dall’inizio alla fine. L’atmosfera generale, poi, vicina alle classiche produzioni horror, spezza il ritmo delle sparatorie epiche, diventando una piacevole alternativa al classico gameplay di Destiny 2.

Lo stesso dicasi per la trama alla base dell’impresa, interessante fin da subito. Tutto questo, poi, viene coronato dall’ottenimento di un fucile da ricognizione davvero particolare, sia nell’estetica che nell’utilizzo. Sicuramente, un grande picco qualitativo, che ci auguriamo di vedere in futuro con altre missioni “più narrative” simili a questa.

In sintesi

In poche parole, vale la pena giocare la Stagione degli Eletti? Dipende. Come ho ripetuto più volte durante l’articolo, sta al tuo grado di apprezzamento del gameplay alla base di Destiny.

Le nuove attività sono interessanti, gli engrammi ombrosi sono un’ottima aggiunta, e i frammenti di lore sparsi qua e là possono piacerti. Tieni a mente, però, che alla base di tutto questo ci sono le classiche attività e sparatorie tipiche del titolo Bungie. Se hai sempre amato la caccia al loot, hai voglia di tornare su Destiny 2 e non ti dispiace immergerti nuovamente nel suo mondo, allora apprezzerai la Stagione degli Eletti e i suoi contenuti.

Se invece cerchi delle novità davvero degne di nota o delle rivoluzioni nel gameplay o nella narrazione, allora farai meglio a rifletterci.

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