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Deck of Ashes – la recensione di un Roguelike che sa sorprendere

Un Roguelike più interessante di quello che ci si aspetterebbe

Deck of Ashes è un Roguelike che non rivoluziona il genere, ma riesce comunque a offrire un’esperienza di gioco ottima.

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Ultimamente soprattutto sul mercato PC c’è una categoria di titoli che sta spopolando davvero molto, ovvero i Roguelike. Dei giochi dove la morte del proprio personaggio risulta essere permanente. Deck of Ashes rientra in questa categoria, ma offre anche un sistema di deck-building, una meccanica utilizzata anche da altri esponenti del genere. Slay The Spire è probabilmente l’esempio più famoso che si possa fare e il suo successo ha portato molti sviluppatori a voler intraprendere la medesima strada.

Deck of Ashes quindi non può essere sicuramente considerato un titolo molto innovativo dato che non cambia molto le carte in tavola dettate dal genere, ma non per questo risulta essere un prodotto meno interessante. Qualche guizzo di originalità c’è e l’esperienza di gioco risulta essere comunque piuttosto unica soprattutto da alcuni punti di vista. Ma varrà la pena dare una possibilità a questo titolo, oppure è facilmente evitabile? Se vuoi sapere la risposta a questa domanda non ti resta che continuare a leggere la nostra recensione!

Solo 3 personaggi?

Deck of Ashes non possiede una vera e propria storia, ma essendo un Roguelike questo non presenta assolutamente un problema. Quando però sceglieremo il nostro personaggio compariranno delle immagini con un testo volto a spiegare brevemente la sua vita, in modo comunque da avere un briciolo in più di immedesimazione. Per il momento son disponibili soltanto 3 protagonisti tra cui scegliere che sono i seguenti:

  • Buck: il classico omaccione che funge da tank e che usa la forza bruta per risolvere qualsiasi problema si pone sulla propria strada.
  • Lucia: una strega specializzata nell’utilizzo di potentissime magie, tutte basate sulle fiamme.
  • Sly: un assassino veloce e letale, che sfrutta il veleno per uccidere i propri nemici.

So che il primo pensiero che ti sta venendo in mente in questo momento è “ma ci son solo 3 personaggi?”. Beh per il momento sì, ma già da adesso ognuno di essi è davvero molto personalizzabile quindi non devi preoccupartene troppo. L’unica cosa che lascia un poco l’amaro in bocca è la scarsa originalità, difatti alla fin fine troviamo le classiche classi fantasy a cui siamo da sempre abituati (mago, tank e assassin). Creare dei personaggi un poco più originali avrebbe sicuramente giovato molto al titolo, ma questa rimane più come una occasione sprecata piuttosto che un vero e proprio difetto.

 

Deck of Ashes

 

Un gameplay non innovativo ma comunque ottimo

Deck of Ashes propone un gameplay piuttosto classico per il genere e prende quindi spunto da giochi come Slay the Spire, ma aggiungendo qualche tocco di originalità. Ognuno dei nostri personaggi possiede un mazzo diverso all’inizio del gioco, che potrà essere composto personalmente dal giocatore o semplicemente si può scegliere una versione già fatta (i neofiti dovrebbero optare per questa seconda opzione). Il combattimento si svolge a turni e potremo giocare quante carte vogliamo a patto di possedere il mana sufficiente per farlo.

All’inizio di ogni turno infatti guadagneremo 5 mana che saranno spendibili con le varie carte e che possono avere degli effetti davvero molto vari. Fino a qui tutto sembra essere piuttosto simile a un qualsiasi Roguelike con deck-building, ma la novità arriva quando esauriremo tutte le carte. Perché al contrario di altri titoli, in Deck of Ashes il mazzo non si rigenera da solo, bisognerà quindi sacrificare dei punti vita per poter utilizzare nuovamente le carte.

Questo porta a un uso più ragionato delle proprie risorse, per evitare di morire in maniera prematura a causa di questa meccanica. Un piccolo neo nel gameplay sono gli attacchi dei nemici che risultano essere poco chiari, soprattutto per chi magari ha appena iniziato il titolo. Progredendo nella partita si potranno acquistare molti potenziamenti che riguardano le carte o addirittura il personaggio stesso, le opzioni sono davvero molte!

Insomma a livello di complessità Deck of Ashes si pone un gradino sopra a molti altri titoli dello stesso genere, però risulta comunque essere sempre piuttosto chiaro, quindi difficilmente ti troverai in qualche modo spaesato. Inoltre gli upgrade verranno fatti quasi sempre in un hub centrale dove si potranno acquistare potenziamenti, cure e altri oggetti utili alla propria avventura.

 

Deck of Ashes pareri

 

Le modalità di gioco

Deck of Ashes propone 2 modalità di gioco diverse e un tutorial piuttosto ben fatto. Il tutorial del gioco risulta essere davvero completo e non mancherà di spiegare ogni meccanica presente nel titolo. All’interno di esso potremo sbloccare dei potenziamenti, affrontare diverse battaglie contro vari tipi di nemici, per poi concludere il tutto con una pericolosa bossfight. Ovviamente non devi preoccuparti se la difficoltà ti sembra essere piuttosto tarata verso il basso, dopotutto si tratta di un tutorial e fidati che nel gioco vero non sarà tanto facile sopravvivere.

La prima modalità di gioco chiamata Campagna è sicuramente la più riuscita delle due, perché permette di vivere un’esperienza davvero intensa. In questa modalità potremo esplorare liberamente la mappa andando in cerca di nemici, tesori, grotte o eventi casuali. Però il tempo non sarà infinito, infatti a un certo punto saremo costretti a tornare all’hub principale di gioco per poi andare ad affrontare una tremenda bossfight.

La Campagna può essere affrontata in 3 diverse difficoltà (in pratica facile, normale e difficile), ma quella che ti raccomandiamo – anche se sei all’inizio – è la seconda, perché ti permette di vivere un’avventura sì difficile ma mai troppo punitiva.

La seconda modalità di gioco è chiamata Badlands e rappresenta un approccio più classico. Ci troveremo infatti a scegliere tra 3 diverse strade, ognuna costellata da nemici e tesori. Alla fine di ognuna di esse si dovrà affrontare una bossfight, nulla quindi di troppo diverso da quello che offrono altri Roguelike. L’esperienza risulta divertente anche in questa modalità, ma parliamoci chiaro Deck of Ashes mostra davvero tutto il suo splendore nella modalità Campagna.

 

Roguelike

 

Un lato tecnico ben fatto ma non troppo ispirato

Deck of Ashes possiede un lato tecnico di tutto rispetto e non ha nulla da invidiare ad altri titoli simili. Dal punto di vista grafico i vari protagonisti e nemici son realizzati in maniera davvero ottima artisticamente parlando, anche se diverse volte peccano un poco di originalità. Anche per le carte vale lo stesso identico discorso, la mancanza di novità comunque non è eccessiva e non risulta quindi essere un vero problema per il titolo.

Tecnicamente il gioco non dà praticamente mai problemi e durante la mia esperienza non mi è mai capitato di andare incontro a nessun tipo di bug. Il gioco sembra quindi davvero ben confezionato da questo punto di vista e gli sviluppatori stanno lavorando duro per migliorarlo di giorno in giorno.

A breve dovrebbe inoltre arrivare un quarto personaggio chiamato Magnus all’interno di Deck of Ashes che dalle immagini sembra davvero ben realizzato ma soprattutto veramente originale. Il reparto sonoro del gioco risulta essere forse il punto più basso, dato che non propone nulla di che e molte volte non funziona neanche a dovere. Una pecca che però risulta essere piuttosto trascurabile, speriamo comunque che in futuro venga fixato dagli sviluppatori.

 

Deck of Ashes world

 

Conclusioni

Concludendo si può dire che Deck of Ashes è sicuramente un ottimo progetto e che merita assolutamente attenzione. Il titolo propone un gameplay più complesso rispetto alla concorrenza, ma questa “difficoltà” viene superata facilmente già dopo pochissime ore di gioco. Il titolo propone anche una personalizzazione davvero enorme che permette di creare strategie sempre diverse anche se si utilizza più volte il medesimo personaggio.

La modalità Campagna di Deck of Ashes offre inoltre un’esperienza piuttosto diversa dai classici Roguelike, perché ci mette a disposizione una mappa aperta che potremo visitare come meglio crediamo, almeno fino a quando il boss non farà la sua comparsa e ci costringerà a lottare per portare in salvo la pelle. Un piccolo scoglio per alcuni giocatori potrebbe essere la mancanza della lingua italiana, anche se questo non dovrebbe creare particolari problemi, dato che non sono presenti testi lunghi all’interno del gioco.

Graficamente parlando Deck of Ashes presenta un’ambientazioni simile a quella proposta da Darkest Dungeon con dei personaggi e mostri davvero ben realizzati, ma che purtroppo diverse volte peccano di originalità.

Il titolo è quindi consigliato sia a chi è appassionato di Roguelike che utilizzano un sistema deck-builing, ma non solo. Deck of Ashes può essere infatti goduto anche da un completo neofita grazie al suo tutorial davvero ben realizzato. Insomma dovresti dargli una possibilità anche se non ti sei mai avvicinato a questo genere videoludico. Ti ricordiamo anche che su Steam viene venduto ad un prezzo davvero accessibile, quindi non hai proprio scuse per non provarlo!

 

Deck of Ashes recensione

 

Tanti modi per personalizzare il proprio personaggio durante l'avventura.

La modalità campagna è davvero appassionante.

Adatto sia a neofiti che ad esperti del genere Roguelike.

La difficoltà è ben calibrata.

Sonoro da rivedere.

Pecca di originalità in diversi aspetti.

Molti trofei si sbloccano uccidendo tanti mostri, dei boss specifici, completando i dungeon o semplicemente giocando carte.

Grafica
80
Sonoro
65
Longevità
85
Impatto
85
Voto
VOTA
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Deck of Ashes è sicuramente un prodotto decisamente molto valido, ha alcune pecche come un audio non sempre ben sincronizzato e un’originalità poco marcata. Ma i suoi pregi tra i quali il gameplay e l’alta personalizzazione del personaggio all’interno del gioco, lo rendono un must-have per i fan del genere Roguelike.

Il titolo può essere comunque giocato da un neofita a patto di conoscere un minimo di inglese e di accettare una difficoltà in media piuttosto alta, ma che mai risulterà essere ingiusta.

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Miei

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