Sviluppato da Terrible Toybox NZ e pubblicato da MicroProse Software, Death by Scrolling è un roguelite in pixel art in terza persona 2D single player e con scorrimento dello schermo automatico dal basso verso l’alto, stile “endless runner”. Un mix stravagante da cui spicca l’iconico umorismo dell’autore che, in questo caso, abbandona la tipologia di gioco con cui è diventato famoso, per proporre un progetto “minore” ma in grado comunque di sorprendere. Noi abbiamo affrontato questa stravagante avventura su Nintendo Switch e questa è la nostra recensione!
Death by Scrolling e la ricerca dei soldi per scampare al Purgatorio
Death by Scrolling è un titolo molto diverso da quelli a cui ci ha abitualmente abituato il suo fondatore: Ron Gilbert. Per chi non lo sapesse, Ron è tra gli autori di Monkey Island, iconico creatore di avventure grafiche in 2D tra cui ricordiamo la sua più recente opera: Thimbleweed Park. Ma è anche un autore che sperimenta molto, basti pensare a titoli come DeathSpank e The Cave. Eppure, tutte queste opere hanno un elemento in comune: l’umorismo. Un umorismo delicato, condito da battute stravaganti ma quasi sempre efficaci.
La scrittura di Ron è facilmente riconoscibile, non solo per l’assurdo, quasi mai fine a se stesso, ma anche per la creatività del “joke”. Ebbene, tutto questo torna anche in Death by Scrolling, non per niente è tra gli elementi più riusciti. Ironicamente, Death by Scrolling sembra prendere in giro il suo stesso genere di appartenenza, sfruttando una serie di personaggi assolutamente stravaganti seppur poveri di identità. Un’identità che si plasma di run in run, di dialogo in dialogo, superando le varie “corse” contro la morte stessa.

Prima di tutto, infatti, suggeriamo di leggere lo stravagante tutorial, una sorta di manuale che parla direttamente a noi giocatori e che conferma già il tono generale del gioco che no, non vuole prendersi sul serio neanche per sbaglio. D’altro canto, è assente qualsivoglia reale canovaccio narrativo che, come da genere, è più una sorta di cornice paradossale e ironica che una trama in grado di restare impressa o di colpire come Monkey Island stesso. D’altronde, come anticipato, qui i personaggi hanno molto meno tempo e occasioni per “parlare” e farsi conoscere. E questo è un peccato.
L’obiettivo che dobbiamo raggiungere in Death by Scrolling è quello di sopravvivere accumulando soldi ed evitando il crudele, nonché immortale, Mietitore che ci darà la caccia. I soldi sono la nostra unica salvezza (tanto per cambiare) e potremo impiegarli dandoli al traghettatore che, almeno di base, dovrebbe poi traghettarci nell’aldilà. Tutto ha un tono spensierato, scanzonato e ironico ma la struttura vacilla a causa della ripetitività stessa del gioco. Parliamo, infatti, di un titolo che richiede diversi tentativi e questo porta a una serie di frasi e interi dialoghi destinati a ripetersi in egual modo già dopo poche ore. Ancora una volta, un peccato.

Corri e arraffa le monete
Death by Scrolling è un roguelite in pixel art 2D con lo schermo che scorre automaticamente verso l’alto spingendoti a correre senza mai fermarti… altrimenti è game over. Il titolo, infatti, è incentrato proprio su quello: sopravvivere in una corsa sfrenata senza poter prevedere cosa ti si parerà dinanzi, siano essi nemici o particolari morfologie dell’ambiente, ostacoli, trappole e leve incluse. Tutto ciò, in modo procedurale e quindi mai uguale alle run precedenti. Ciò può causare anche “seri” problemi involontari, come il restare bloccato su un altopiano senza avere tempo di tornare indietro e incappando in uno dei tanti rovinosi game over… E in Death by Scrolling tutto è procedurale, inclusi i nemici, i bonus e le sacrosante monete.
Queste ultime sono il vero obiettivo del titolo: dobbiamo accumularne cinque mila per poter pagare il traghettatore e fuggire da quella sorta di surreale e ironico Purgatorio. Per farlo, oltre a raccogliere le monete sparse in giro per le aree di gioco e dai nemici che andremo a eliminare, possiamo aprire scrigni del tesoro e, soprattutto, soddisfare missioni secondarie opzionali. Queste ci verranno affidate da personaggi non giocanti posizionati nelle aree di riposo, le uniche zone sicure del gioco, tra un livello e un altro. tali missioni non sono altre che scusanti randomiche dove ci viene chiesto di trovare un oggetto e riconsegnarlo.

La particolarità di tali missioni è che l’oggetto va cercato nel bioma giusto. Sì, perché Death by Scrolling ha diversi biomi e dopo una corsa si apriranno due portali che fungono da anticipazione al bioma stessa. Una scelta che andrà a influenzare luogo e nemici ma il cui retrogusto strategico è fin troppo fumoso e ben poco concreto. In ogni caso, agevola a dare maggiore varietà a un titolo che presta il fianco alla ripetitività già dopo qualche run, scoprendo abbastanza velocemente le sue carte e mostrandosi più semplice del previsto.
Il nostro personaggio, ne sbloccherai diversi e ognuno di loro ha determinate caratteristiche e bonus di base di cui tener conto per variare leggermente le varie run, ad esempio, per attaccare si affida a una serie di armi le cui carte vanno recuperate durante la “fuga”. Tali armi, come anche i bonus attivi e passivi, sono tutti randomici e se muori, li perdi. Non solo, hanno anche una “durabilità” che una volta scaduta, porta alla scomparsa di quella data arma o abilità. Questo è sì che è strategico e porta a ragionare su quale nemico colpire, che arma o abilità equipaggiare e se dare priorità a carte “simili” per alimentare la durabilità o cambiarle. Inutile dire che, come prevedibile, gran parte della strategia è affidata al caso, non potendo prevedere cosa troveremo lungo il cammino.

Altro elemento di Death by Scrolling di cui tener conto, oltre ai nemici abbastanza vari ma semplici da affrontare, è il Mietitore. Costui appare a random e inizia a seguirci. Non potremo sconfiggerlo e se ci raggiunge è game over istantaneo. Come evitarlo quindi? Sfruttando il luogo, cercando di incastrarlo contro il livello stesso e il suo incessante scorrere verso l’alto. Inoltre, una volta superato il ponte di fine livello, non potrà raggiungerci nell’hub, facendoci così tirare un sospiro di sollievo.
Da segnalare anche delle particolari carte acquistabili dal gemmaiolo investendo le gemme, particolare valuta che troveremo in gioco insieme alle monete. Tali gemme, unico elemento che non viene resettato col nostro game over, possono essere investite per acquistare carte permanenti che vanno a potenziare passivamente e perennemente la nostra esperienza. Alcune di esse hanno anche una sorta di “malus” mirato a tenere l’esperienza sempre abbastanza bilanciata e mai troppo semplice.

Grafica e sonoro
Graficamente parlando, Death by Scrolling compie il suo offrendo una pixel art abbastanza curata ma anche abbastanza anonima. Non fosse per l’umorismo iconico del suo autore e per alcuni cenni che rievocano proprio i suoi stessi titoli, il gioco rischia di smarrirsi nel catalogo di congeneri, alcuni dei quali offrono uno stile grafico ben più identitario e unico. Anche i biomi sono decisamente classici e con ben poche sorprese.
Il sonoro è gradevole ma non sorprende con trovate identitarie specifiche, limitandosi a fungere da accompagnatore e venendo ogni tanto “invaso” dal vociare del Mietitore che va così ad annunciare la sua pericolosa venuta. Da segnalare poi, la graditissima presenza dei sottotitoli in lingua italiana con cui poter godere al meglio delle battute di Rong. Infine, Death by Scrolling si difende abbastanza bene in entrambe le modalità dell’ibrida Nintendo anche se è quella portatile che si dimostra come rifugio sicuro e comodo per le partite mordi e fuggi del titolo.
