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Darwin’s Paradox!, recensione (PlayStation 5)

L’odissea di un buffo ma coraggioso polpo

Pasquale Aversano 1 mese fa 8
 
8
Darwin's Paradox!

Sviluppato da ZDT Studio e pubblicato da Konami, Darwin’s Paradox è un divertente e ben congegnato nonché vario platform game in 2.5D che ci mette nei panni di un coraggioso e buffo polpo pronto a tutto pur di tornare nel mare, ossia a casa sua. Il tutto attraverso una narrazione umoristica perfettamente efficace e una serie di enigmi ambientali e fasi ludiche sinceramente divertenti e ben unite tra loro. Pronto a scoprire la nostra recensione per PlayStation 5? 

Contenuti
Darwin’s Paradox! un polpo pronto a tuttoUn platform che sa sorprendereGrafica e sonoroTi potrebbe interessare

Darwin’s Paradox! un polpo pronto a tutto

Darwin’s Paradox! ci ha sorpreso sotto diversi punti di vista. Prima di tutto, sembra un film della Pixar in movimento. Il titolo non sfrutta mai la parola se non attraverso i collezionabili, del tutto opzionali, ma che contribuiscono con ironia ed efficacia ad espandere la lore del titolo e a fortificarne l’ambientazione e i soggetti coinvolti. Eppure, nel suo “mutismo”, comunica tanto e fa ridere ancora di più. La slapstick comedy, ossia una comicità prettamente “fisica” e che vede al centro tanto il polpo quanto i suoi bizzarri nemici, funziona da inizio alla fine grazie a una serie di trovate tanto ludiche quanto narrative e sceniche.

Partiamo dall’oceano dove il nostro polpo, insieme a un polpo più grosso, vive una sorta di tutorial riscoprendo le proprie abilità che vanno dalle abilità di nuoto, alla possibilità di sputare inchiostro dentro cui celarsi fino al completo mimetismo se ci si ferma in un punto. Tutte abilità che però non lo aiutano dal venire catturato insieme al suo compagno. Ma quello non è un rapimento qualunque, oh no, basta vedere COME viene rapito… ossia attraverso un raggio traente proveniente da un vero e proprio UFO.

Darwin's Paradox!, recensione (PlayStation 5)

D’altronde, il gioco stesso non fa nulla per celare uno dei più grandi inganni del gioco: i nemici. I nostri rapitori e la loro identità è palese da subito, basti pensare al nome dell’azienda di cibo che governano e che, rigorosamente, non cerca personale “umano”: UFOOD. Qual è il piano di questi stravaganti alieni produttori di cibo? Ah beh, sta a te scoprirlo. Noi possiamo anticiparti che la narrazione funziona e che ci mette contro una serie di eventi che sfruttano i cliché, li ribaltano e li rendono ancora più spassosi nella loro semplicità.

Darwin’s Paradox! è letteralmente un cartone animato interattivo che funziona dall’inizio alla fine grazie a un ritmo ben studiato e coinvolgente. La varietà è la chiave vincente unita al sapiente mix di abilità del polpo stesso. Quindi sì, anche se la storia non è memorabile o assolutamente originale, riesce a colpire nel segno, divertendo e lasciando anche più di un messaggio che mira tanto all’ambientalismo quando all’ecologismo e al consumismo sfrenato, cieco e ignorante, come è la razza umana dal punto di vista di questi inusuali, goffi ma spietati invasori.

Darwin’s Paradox

Un platform che sa sorprendere

Darwin’s Paradox! è un platform prevalentemente a scorrimento orizzontale in 2.5D che sorprende per varietà e per un sapiente utilizzo delle abilità proprie del polpo. In pratica, il protagonista non si piega alle regole videoludiche e, seppur non si parli di un vero e assoluto realismo, ci si sente fedelmente nei panni di un coriaceo polpo dalle ventose micidiali. Il nostro alter ego, infatti, è in grado di agganciarsi a pareti e soffitto per superare ostacoli in vario modo oltre a essere dotato dell’abilità di saltare, lanciandosi letteralmente e spingendosi coi tentacoli.

A ciò si aggiunge anche il mimetismo che si attiva fermandosi in qualsiasi punto del gioco. Questo è essenziale soprattutto nelle riuscitissime fasi stealth dove basta restare fermo e fuori dal percorso nemico per evitare di essere notati. E che dire del lancio di inchiostro? Questi fuori dall’acqua ci permette di manomettere determinati macchinari mentre, in acqua, dona vita a un getto nero che si espande debolmente creando una nube in cui avanzare in tutta sicurezza. 

Darwin's Paradox!, recensione (PlayStation 5)

Sempre in acqua, per ovvie ragioni, le movenze del nostro polpo diventano più fluide, veloci e sicure con tanto di “dash” che ci permette di velocizzare ulteriormente le nostre nuotate. Ecco, su questo mix di possibilità si plasma l’intera avventura di Darwin’s Paradox! che non ha paura di osare dandoci ora delle pozze di sostanze chimiche fosforescenti con cui bagnarci e tener lontani i topi assassini… finché la sostanza rimane su di noi. 

E che dire dei vari inseguimenti contro un arci nemico involontario dove viene premiato il nostro ingegno unito al tempismo? Perché sì, nella varietà di situazioni di Darwin’s Paradox! ci sono inseguimenti, fasi verticali, momenti fortemente stealth, altri con easter egg di tutto rispetto come Frogger con tanto di ranocchia e strada pericolosissima da attraversare. Senza contare un momento in cui gli enigmi ci vedranno coinvolgere due personaggi fino a cambiare letteralmente “forma”. 

Darwin's Paradox!, recensione (PlayStation 5)

Non approfondiamo oltre questi due ultimi elementi per non sforare nello spoiler ma servono a indicare la varietà di tutto rispetto con cui Darwin’s Paradox! irrompe su console, rinfrescando un genere e regalando un’esperienza che soddisfa dall’inizio alla fine. L’unico reale problema, oltre ad alcune fasi molto “trial and error”, è la brevità dell’esperienza. Possono bastare anche meno di otto ore se si è esperti del genere, un po’ poco considerando che è anche difficile staccarsi dal nostro caro polpo.

Per nostra fortuna, Darwin’s Paradox! offre una buona rigiocabilità grazie a una serie di interessantissimi collezionabili da scovare e che, sempre con ironia, offrono spiragli extra sulla lore del gioco. E tranquilli, c’è la possibilità di selezionare i singoli livelli con estrema comodità e con tanto di indicatori di collezionabili scovati o meno ben in vista. Ultima nota per il finale che arriva di colpo e non soddisfa pienamente, spezzando di netto il ritmo praticamente perfetto mantenuto fino a quel momento.

Darwin's Paradox!, recensione (PlayStation 5)

Grafica e sonoro

Graficamente parlando, Darwin’s Paradox! è un gioiellino. Le animazioni convincono, le ambientazioni sono varie e il tutto risulta fluido e privo di qualsivoglia rallentamento o bug. Molto apprezzata anche la profondità della messa in scena, in alcuni momenti su schermo, lontano dalla nostra posizione, succedono un sacco di cose che affascinano per follia e umorismo. Il mondo quindi, anche se in 2D, presenta una profondità lodevole. Lo sfondo non è qualcosa di statico ma estremamente vivo e spesso irrompe anche nel primo piano coinvolgendoci in modi molto appaganti.

Il sonoro è altresì coerente e perfettamente in linea con l’atmosfera promossa dal titolo. Le sonorità sono varie, gradevoli ed efficaci. Niente doppiaggio ma solo versi surreali, incluso quello del polpo che sembra richiamare i pupazzi di gomma che si danno ai cani. Infine, il titolo include i sottotitoli in lingua italiana e, anche se non c’è molto da leggere, quel poco legato ai collezionabili aiuta a svelare e comprendere piacevoli battute.

Scopri tutto su Darwin’s Paradox!
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Darwin's Paradox!
8
Grafica 8
Sonoro 8
Longevità 7
Gameplay 8.5
Platform 8.5
Aspetti positivi Varietà ludica e scenica di tutto rispetto Protagonista e abilità pienamente azzeccate Gameplay divertente e solido Stile grafico e umorismo coerenti ed efficaci
Aspetti negativi Dura abbastanza poco Il finale non ci ha soddisfatto appieno Alcune fasi trial and error non adatte a tutti
Considerazioni finali
Darwin's Paradox! ci ha sorpreso per varietà e solidità ludica. Il protagonista funziona alla grande, l’umorismo è azzeccato e la grafica presenta una profondità della messa in scena che in alcuni casi sorprende. Peccato solo per alcune fasi trial and error che potrebbero non essere digeribili da tutti e una longevità abbastanza sotto la media. Confidiamo però di rivedere presto il simpaticissimo polpo, perché c’è ancora molto da raccontare e no, il finale non ci ha soddisfatto appieno!

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