COD Warzone, streamer accusati ingiustamente di cheating

Nel corso di queste settimane sono stati accusati diversi streamer di utilizzare le hack su COD Warzone, ma qualcuno ha chiesto giustizia

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Nel corso di questi ultimi mesi, i cheater su COD Warzone hanno continuato indisturbati a rovinare l’esperienza videoludica dei giocatori occasionali, ma anche degli streamer. Nonostante la recente ondata di ban che ha coinvolto decine di migliaia di cheater, gli utenti che sfruttano aimbot, wallhack e altre tipologie di “trucchi” per vincere, non accennano a diminuire. Inoltre diversi utenti hanno cominciato a segnalare alcuni pro-player di cheating e dopo numerose segnalazioni qualcuno ha chiesto giustizia direttamente ad Activision e Raven Software.

COD Warzone cheat

COD Warzone senza cheater? Un futuro molto lontano

I giocatori appassionati alla saga di Call of Duty, hanno cominciato a popolare la mappa del battle royale fin dal primo giorno che è stato presentato sul mercato e tutto sembrava andare bene. Con il passare delle settimane, diversi hacker specializzati nella realizzazione di retro-server e cheat, hanno iniziato a testare dei software che rendevano la mira infallibile e permettevano ai giocatori di vedere i nemici attraverso i muri. Ovviamente all’inizio la percentuale di utenti che si avvaleva di tali “aiuti” era talmente bassa che incontrarne uno durante una partita e riconoscerlo era pressoché impossibile e quindi la cosa è passata inosservata.

Ad oggi su COD Warzone non è ancora stato implementato un sistema di anti-cheat efficace e sembra che a pagarne le conseguenze non siano soltanto gli appassionati, ma anche chi per lavoro mette su schermo le proprie abilità. In passato, il noto campione italiano degli eSport, Pow3r è stato vittima di minacce da parte di un team di cheater che cospiravano contro di lui e anche in quella occasione Activision sembra aver fatto finta di non accorgersi di niente.

Moto Call of Duty: Warzone Black Ops Cold War moto hacker

Nonostante tali eventi si siano manifestati sempre più spesso, gli streamer hanno riscontrato problematiche sempre più gravi fino ad essere bannati dal titolo o dalla propria piattaforma di streaming ingiustamente. Negli utlimi giorni sembra che a pagarne le conseguenze sia stato ZLaner, un ragazzo alquanto abile su COD Warzone che ha ricevuto parecchi avvisi da parte di Raven Software. Il team di sviluppo ha dichiarato che l’utente è stato pesantemente segnalato nel corso delle proprie partite e sono stati effettuati degli accertamenti. Ad oggi lo streamer non è stato bannato dal titolo, ma ha comunque subito un danno d’immagine non indifferente.

Ai propri abbonati, durante una live, si è espresso così: “Non posso più giocare e collezionare kill cercando di essere il migliore su Warzone senza ricevere una quantità infinita di scetticismo a causa della presenza dei cheat che stanno distruggendo il gioco. Verranno mai effettuate delle ondate di ban consistenti o introdotto un anti-cheat?”. Giocare è diventato veramente impossibile e sempre più videogiocatori abbandonano il titolo. Non sappiamo se e quando verrà introdotto un anti-cheat, ma visti i trascorsi la fiducia in Actvision e nei team di sviluppo va diminuendo ogni giorno.

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Cosa ne pensi della gestione dei team di sviluppo di COD Warzone? Credi che un anti-cheat verrà mai implementato? Ti è capitato di incontrare dei cheater nelle tue lobby? Faccelo sapere nei commenti!

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