Card Shark

Card Shark non è un gioco di carte!

Card Shark ti insegna come barare nella Francia del 18°, tra giochi di carte e intrighi a corte

Card Shark ha veramente fatto breccia nel mio cuore! Uscito su Steam il 2 giugno 2022, e già disponibile precedentemente su Nintendo Switch, si mostra come un gioco completamente a sé stante dal suo reale genere. Sviluppato da Nerial, è stato messo sul mercato proprio da Devolver Digital per proporre al pubblico qualcosa di nuovo, fresco e molto intrigante. Il suo costo è di €19,99 ed è completamente in italiano, cosa che per un gioco del genere prende un sacco di valore aggiuntivo. Esiste anche la possibilità di scaricare la DEMO completamente gratuita direttamente dalla piattaforma desiderata e, nel caso in cui non desideri installare alcun tipo di file, potresti optare per la visione continua e costante degli sviluppatori su Steam.

Perché dovresti farlo? Il loro vestiario è completamente in tema con l’ambientazione storica di Card Shark, comprese le parrucche. Fidati: non te ne pentirai; se ti stai chiedendo se il vestiario storico indica anche il genere del gioco, ti sbagli. Card Shark è un titolo d’avventura indie della durata, più o meno, di otto ore circa con diversi finali in base agli imbrogli che riesci a portare a termine. Non te lo aspettavi, vero?

Menzione d’onore per eccellente narrativa, eccellente design e vincitore del best indie al IGF 2022. Premi meritati? Personalmente dico di sì.

Card Shark

Card Shark mostra la storia di un uomo senza nome

La storia di Card Shark è molto lineare e inizia raccontandoti come tutto sia partito da una locanda, nella Francia del 18° secolo. Re Luigi XV è al potere e ovunque si aggirano nobili ricchi, pronti a spendere delle belle cifre nelle locande e nei giochi d’azzardo. Viene presentato subito il personaggio protagonista: un giovane cameriere privo di voce e senza nome, trattato di male in peggio dalla padrona del luogo in cui lavora. Dopo aver ricevuto l’ennesima ingiustificata sgridata da parte della gentil signora, incontriamo il Conte di Saint-Germain che ci propone una piccola truffa nei confronti di un altro nobile spendaccione.

Tra l’essere nulla e l’essere complice di un baro, scegliamo la seconda opzione così da guadagnare qualche soldino. Ed è proprio in questo punto che viene spiegato il primo stratagemma per barare, iniziando così la storia di come un semplice cameriere sia riuscito a diventare un baro professionista. Questo porterà il giovane uomo in tutta la Francia grazie alla carovana di truffatori in cui entra a far parte, arrivando anche alla corte di Versailles e scoprendo numerosi intrighi con re Luigi XV al centro dell’attenzione. I segreti portano denaro e il nostro baro inizierà a capirne i vantaggi insieme al suo fidato amico. Attento, però, perché anche la fiducia viene basata sul vile denaro.

Durante questa grande avventura incontrerai nomi abbastanza noti nella storia del paese; un esempio è proprio il Conte di Saint-Germain. Nella realtà non è mai stato un baro o un truffatore; il suo lavoro era quello dell’alchimista, trovando anche un impiego direttamente alla corte di Versailles. Non solo lui, ma anche altri personaggi con varie storie modifiche per dare una connotazione ben precisa in questa storia di fantasia.

Card Shark

Tanti trucchi con carte, monete e tanto altro

Principalmente, Card Shark, offre una marea di stratagemmi che effettivamente tutti conosciamo nella vita reale. Quante volte ti è capitato di vedere, specialmente nei film, delle carte mischiate in un determinato modo o di notare carte nascoste dentro le maniche delle camice? Quelle sono tutte mosse strategiche per barare e portare alla vittoria la partita. Nonostante siano trucchetti abbastanza conosciuti, man mano che andrai avanti in Card Shark troverai qualche dettaglio in più per rendere quello stesso sotterfugio completamente diverso. Grazie a ciò avrai la possibilità di scovare ben 28 trucchetti all’interno di Card Shark.

Bisogna fare una precisazione: il gameplay offerto durante questi trucchi non è altro che un minigioco in stile QTE. Memoria, buon occhio e fortuna saranno buoni compagni e questo rende completamente inutile il livello di difficoltà. Anzi, non è propriamente esatto; la difficoltà viene scelta non appena si parte con l’avventura ed equivale solo al fatto di volere, oppure no, la morte definitiva del personaggio. Barare all’inizio o alla fine di Card Shard è esattamente la stessa cosa e potresti perdere alla fine, come all’inizio.

Parlando della difficoltà, però, è inevitabile non raccontare del grande problema riscontrato inizialmente; per scegliere in maniera coscienziosa, Card Shark offre la possibilità di capire il tipo di difficoltà selezionata con una piccola descrizione. Essa può essere una spiegazione di ciò che troverai nella partita e di cosa affronterai o anche una semplice citazione. Il problema sta proprio all’ultimo livello, dove la schermata delle descrizioni sforava di gran lunga lo schermo del PC. Non ho potuto leggere gran parte delle frasi, anche se abbastanza intuibili, e questo è un fattore non propriamente piacevole da vedere.

Card Shark

Più finali, ma non troppo

Card Shark possiede più finali, è vero, ma in teoria basterà rigiocarlo e rifare esattamente le stesse mosse fatte in precedenza. Tutto uguale, tranne per le ultime parti del gioco, determinanti per la selezione di una differente conclusione. Non rende il gioco propriamente longevo, ma è talmente ben fatto che una persona può rigiocarselo tranquillamente solo per il gusto di riscoprire ogni singolo stratagemma. Un altro problema, però, è che dovrebbe rifarsi i piccoli tutorial iniziali portati ad ogni singola nuova truffa. Specialmente all’inizio, dove l’avventura prende piede molto lentamente per spiegare almeno un quarto degli imbrogli.

Inoltre, ho trovato personalmente qualche errore qua e là nei vari dialoghi e potrebbero essere letti nuovamente durante una nuova giocata. Un esempio? “Scivolano tre le crepe del sistema”; noti niente di sbagliato nella frase? No, non è qualche spiegazione arcana dove le protagoniste sono tre crepe. Quel ‘tre’ non doveva esserci e, al suo posto, doveva essere digitata un ‘fra’. Ad ogni modo, le ambientazioni sono meravigliose, create da Nicolai Troshinsky e le musiche non sono da meno. La colonna sonora è opera di Andrea Boccadoro, che accompagna benissimo tutto il mondo di Card Shark. Per giocarsi su Steam dovrai rispettare i seguenti requisiti minimi:

  • Sistema operativo: Windows 7;
  • Processore: Intel Core i3-530/AMD A8-3850 o equivalente;
  • Memoria: 4 GB di RAM;
  • Scheda video: Intel HD Graphics;
  • Memoria dedicata: 2 GB di spazio disponibile;
  • Note: Pad consigliato.

Scheda confidenziale su Card Shark

Senza nome, senza fama, senza gloria e senza voce: cosa può mai fare una persona così? Lavorare, ovvio, ma quando il mondo sembra andarti contro non c’è molta soluzione; eppure, quella stessa sciagura sembra portare una ventata d’aria fresca, con il volto di un anziano Conte di Saint-Germain. Lo stesso propone al giovane muto una truffa verso altri nobili, pronti a farsi derubare pur di giocare e rimanere incantanti. L’accettazione è praticamente d’obbligo, perché tra l’essere niente e l’essere un baro, si sceglie la via del denaro. Il denaro che muove ogni cosa, dalla beltà delle persone alla fiducia dei propri compagni; ogni cosa ha come base la sporca moneta che, presto, ti mostrerà una faccia della medaglia che mai ti saresti immaginato. Attento, però, perché i trucchi di magia non devono essere scoperti. Pena? Probabilmente una pallottola in corpo o direttamente la ghigliottina.

Cosa mi piace

Cosa non mi piace

Esistono ben 52 achievement da sbloccare su Steam, con ulteriori 13 carte da collezionare.

Grafica

90

Impatto

80

Longevità

70

Sonoro

90

Personalmente ho adorato Card Shark, nonostante i problemi riportati. Il gioco scorre fluidamente e non ho trovato ulteriori problemi, se non un po’ di lentezza iniziale che sfocia ben presto in una corsa contro il tempo per volere sempre più soldi, sempre più segreti. Piccola premessa, però: ci vuole tantissima attenzione e una discreta memoria durante i minigiochi in stile QTE. Questo perché, magari, devi ricordare delle carte ben specifiche o i trucchi iniziano a mescolarsi tra loro creando tecniche sempre diverse! La soglia della concentrazione è a livelli altissimi e forse è anche per questo che l’ansia da prestazione si è fatta sentire abbastanza spesso. Non capitava di sentire tutta questa apprensione da un bel po’ e non stiamo neanche parlando di un gioco horror o thriller.

Inoltre, essendo tradotto completamente in italiano, tutti possono giocarci senza impedimenti! Ovviamente non esiste alcun doppiaggio; personalmente ho provato a fare nella realtà qualche stratagemma proposto dal gioco e devo dire che, bene o male, sono riuscita a portare a compimento la missione. Tra il divertimento generale e la voglia di una rivincita, mi sono chiesta se questo gioco non verrà usato come espediente per poter fare qualche piccola truffa nella vita reale. Certo, ormai non siamo più nel 18° secolo e gli imbrogli sono incentrati su altro, ma Card Shark ha un sistema di spiegazione visiva così dettagliata che un utente potrebbe benissimo replicare le azioni in gioco.

VOTO COMPLESSIVO

8

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