Assassin's Creed Valhalla

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Assassin’s Creed Valhalla: le critiche della community e le scuse di Ubisoft

La rabbia dei fan giapponesi circa la forte censura dell'ultimo Assassin's Creed Valhalla ha portato Ubisoft a chiedere scusa alla community

Assassin's Creed Valhalla

PlayStation 4

Nei panni di Eivor al tempo dei Vichinghi, Ubisoft riesce come sempre a immergerci in un mondo ben costruito

Disponibile su:

PlayStation 4
Xbox Series S
Xbox Series X
Google Stadia
Xbox One
PC
PlayStation 5

Genere: Action RPG

Nei panni di Eivor al tempo dei Vichinghi, Ubisoft riesce come sempre a immergerci in un mondo ben costruito

Assassin’s Creed Valhalla, ultima fatica di Ubisoft che sta riscuotendo un grandissimo successo in tutto il mondo (qui il nostro articolo circa le vendite rispetto agli altri capitoli della serie), ha ricevuto delle fortissime critiche da parte della community asiatica ed in particolare giapponese circa il livello di censura troppo elevato. Andiamo con ordine e analizziamo la vicenda nel dettaglio.

Ok la censura, ma Assassin’s Creed Valhalla senza sangue non è accettabile!

Iniziamo col dire che da sempre in Giappone vigono delle regole di rating e censura molto più stringenti che in occidente, quindi i giochi particolarmente violenti vengono prodotti in maniera differente e specifica per le terre del Sol Levante. Questa volta però, pare che Ubisoft abbia esagerato con Assassin’s Creed Valhalla.

Del resto, i giapponesi sono consapevoli di questo diverso livello di censura che si riscontra in titoli anche molto violenti quindi evidentemente le critiche sono fondate. Un esempio è Biohazard, il nome giapponese della serie Resident Evil: per le ultime versioni giapponesi della serie, Capcom ha sempre rilasciato una versione attenuata e una “Versione Zcon più budella esposte. Anche in questo caso, però, la versione Z di questi titoli tende a includere meno sangue rispetto alle versioni occidentali.

Il motivo principale della rabbia dei giocatori giapponesi, che hanno portato a criticare fortemente Assassin’s Creed Valhalla nelle recensioni e nei commenti sui siti di vendita come Amazon, è l’essersi sentiti ingannati da Ubisoft. A partire dal 18 novembre, giorno del lancio del gioco, le versioni giapponese, coreana e taiwanese di Assassin’s Creed Valhalla, non hanno visto scorrere praticamente una goccia di sangue a fronte di centinaia di colpi di ascia e di spada inflitti.

I giocatori asiatici hanno accompagnato le loro critiche con delle argomentazioni abbastanza condivisibili e valide: alcuni hanno detto che la mancanza di sangue rovina l’esperienza di gioco che dovrebbe portare il giocatore a sentirsi un brutale vichingo conquistatore, altri hanno fatto notare che la mancanza di sangue a seguito di un colpo inferto, non fa capire se effettivamente il colpo sia andato a segno. Insomma, che sia una questione di sensazioni o di reale utility per il gameplay, il sangue durante un combattimento in Assassin’s Creed Valhalla per i giocatori giapponesi risulta davvero necessario.

Inoltre i fan nipponici hanno anche fatto notare che nell’elenco reso pubblico da Ubisoft circa le modifiche di censura (che trovi di seguito) non è stata inserita questa drastica riduzione dei sanguinamenti durante gli scontri, a sottolineare la poca trasparenza da parte di uno dei più grandi sviluppatori sulla piazza.

Ecco l’ elenco di censura per la versione giapponese di Assassin’s Creed Valhalla, pubblicato il 25 ottobre:

  • riduzione rappresentazione di arti mozzati
  • modifica delle scene di tortura in cui si vedono gli organi interni
  • modifica delle rappresentazioni di teste decapitate
  • copertura di personaggi femminili in topless

Come si legge dalla lista, non si fa alcun riferimento a riduzione drastica di schizzi di sangue durante i combattimenti (anche se ci si aspettava una riduzione in tal senso) tanto da diventare praticamente una rimozione totale del sangue presente nel gioco.

Inoltre, la “presa in giro” che i giocatori giapponesi denunciano da parte di Ubisoft è dovuta anche alla presenza, nel menù di impostazioni della loro versione di Assassin’s Creed Valhalla, di un’opzione specifica riguardo la presenza di sangue ma che in realtà non porta alcun cambiamento all’esperienza di gioco: sia con l’opzione della riduzione di sangue attiva che disattiva, nel gioco di sangue non se ne vede praticamente per niente (tanto che alcuni giocatori avevano pensato ad un bug, ma si è poi capito che non lo era).

Come funziona il rating giapponese

CERO (Computer Entertainment Rating Organization), gestisce tutte le valutazioni dei giochi per console in Giappone, fatta eccezione per i giochi Doujin (giochi indie giapponesi) in uscita su PC e Eroge (giochi con contenuto sessuale esplicito). Sostanzialmente, se un gioco non ha una classificazione CERO, non può essere rilasciato in Giappone.

CERO ha cinque diverse classi di età. In Giappone, Assassin’s Creed Valhalla è classificato CERO Z, 18+, il punteggio più alto. Inoltre, a differenza dell’occidente, alcune raffigurazioni non sono mai tollerate, nemmeno nei giochi classificati CERO Z, come scene estremamente cruente in giochi come Resident Evil o capezzoli di personaggi femminili esposti (ecco spiegata la lista delle modifiche apportate da Ubisoft riguardo personaggi in topless, torture con organi interni a vista e teste mozzate nella versione giapponese di Assassin’s Creed Valhalla).

Il controllo dell’identità è obbligatorio per acquistare giochi CERO Z, anche in digitale. Su PS Store, ad esempio, viene chiesta la tua carta di credito giapponese anche se paghi tramite Paypal. Inoltre I giochi CERO Z non possono essere normalmente essere esposti nei negozi. Ciò significa meno vendite complessive. Pertanto, gli sviluppatori giapponesi tendono a evitare a tutti i costi una classificazione CERO Z. In generale, gli sviluppatori giapponesi cercano di ottenere un punteggio il più basso possibile, tenendo conto di questo aspetto durante lo sviluppo.

Inoltre, è importante notare che le raffigurazioni di violenza o di sessualità esplicita nei giochi con una rappresentazione in stile anime non aumentano le valutazioni, a differenza di quanto accade nei giochi con uno stile iper-realistico come Assassin’s Creed Valhalla.

Tutto ciò dimostra come effettivamente Assassin’s Creed Valhalla, per essere lanciato in Giappone, aveva bisogno di un lavoro di censura, ma ancora non si spiega la scelta di questa drastica rimozione di sangue durante i combattimenti.

Le giustificazioni iniziali Ubisoft

Il 18 novembre, Ubisoft sul suo Ubiblog giapponese ha spiegato che si trattava di un cambiamento necessario per il rilascio del gioco in Giappone, dopo aver consultato le organizzazioni di rating:

Dato che Assassin’s Creed Valhalla è stato valutato troppo violento rispetto a quanto concesso dalle regole di rating giapponesi, ci siamo resi conto che sarebbe stato difficile pubblicare il gioco in Giappone così com’è senza modifiche. Pertanto, dopo aver riesaminato il contenuto del gioco per il rilascio giapponese e aver consultato le organizzazioni di rating giapponesi in merito alla questione, abbiamo deciso di includere la rimozione di varie raffigurazioni di sanguinamenti tra le correzioni. Abbiamo preso queste misure per essere in grado di rilasciare il gioco in Giappone nello stesso periodo di rilascio del resto del mondo.

La replica di CERO

Il 19 novembre, il sito giapponese Netlab ha contattato CERO in merito alle giustificazioni date da Ubisoft. L’agenzia ha però negato un suo coinvolgimento riguardo la decisione di eliminare i sanguinamenti:

Quando abbiamo valutato Assassin’s Creed Valhalla, molto prima di tale rimozione degli schizzi di sangue dei combattimenti, il contenuto che è stato presentato includeva la stessa quantità di raffigurazioni di sangue dei giochi precedenti della serie, cosa che gli ha permesso di superare l’esame con una valutazione CERO Z“. Ciò significa che Assassin’s Creed Valhalla ha superato la sua valutazione in Giappone senza la rimozione degli schizzi di sangue.

La conclusione della vicenda

A seguito delle affermazioni di CERO, il 19 novembre, Ubisoft ha aggiornato il suo blog per scusarsi con i giocatori e tutte le parti coinvolte, e ha riconosciuto che la rimozione degli schizzi di sangue è stato un errore da parte sua:

Dopo aver esaminato il problema segnalato l’altro giorno in merito alla censura delle raffigurazioni di sangue in Assassin’s Creed Valhalla per la versione Giapponese, ci siamo resi conto che ciò è stato problema generato all’interno della nostra azienda. Chiediamo sinceramente scusa a tutte le parti interessate e ai nostri clienti ”.

Non è chiaro cosa abbia portato Ubisoft ad auto-censurare Valhalla in quel modo e cosa è successo internamente allo studio, ma a giudicare dalle scuse di Ubisoft, è probabile che un aggiornamento aggiungerà di nuovo gli zampilli di sangue così da permettere ai giocatori giapponesi di diventare veri vichinghi e conquistare l’Inghilterra con la giusta dose di sangue concessa dal loro sistema di rating facendo sotterrare l’ascia di guerra e la katana rispettivamente a Ubisoft e ai discendenti dei samurai.

Ti ricordiamo che Assassin’s Creed Valhalla è disponibile per PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One e Xbox Series X/S (in edizione esclusiva Amazon che trovi qui).

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Cosa ne pensi di tutta questa vicenda? Credi che i fan giapponesi abbiano fatto bene ad alzare tutto questo polverone o non era necessario? E quali pensi possano essere i motivi che abbiano spinto Ubisoft a comportarsi in questo modo? Dicci la tua nei commenti! A rileggerci presto!

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23 ore fa

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