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- Recensione

Alla scoperta di un titolo magico, realizzato con molta passione da Lunar Great Wall Studios, developer house italiana

Another Sight recensione
Redattore
-
Nicolò Fusco

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Il mondo videoludico è un tema trattato nei modi più disparati dalla critica e dal giornalismo in generale. Se per alcuni i videogiochi sono esclusivamente dannosi e nocivi, per altri sono visti come vere e proprie forme d’arte (certo, c’è anche gente che ha un’opinione bilanciata, ma parleremo di questo un’altra volta). In questi ultimi si rispecchiano proprio i ragazzi di Lunar Great Wall Studios, casa italiana che ha cercato di integrare la cultura nella nostra passione videoludica. Questo è Another Sight.

Trama

Noi impersoneremo Kit, figlia di una famiglia raffinata e nipote di Thomas Edison, l’inventore della lampadina. Kit è la ragazza più educata della Londra del XIX secolo e in un incidente precipita nei sotteranei della metropoli perdendo la vista. Completamente smarrita, trova la sua fortuna in Hodge, un gatto che ha un occhio verde e uno blu (qui si può carpire ,anche grazie all’aspetto della protagonista, un chiaro richiamo ad Alice nel paese delle Meraviglie), che è l’unica cosa che Kit riesce a vedere. I due iniziano così un viaggio all’insegna della magia per uscire all’aria aperta, ma che si rivelerà molto più complesso e fitto di intrighi di quanto immaginato. Durante il viaggio incontreremo anche alcuni personaggi storici importanti come Claude MonetNikola Tesla e Jules Verne i quali ci aiuteranno a districare la matassa che li lega a questo posto misterioso. I dialoghi con i vari personaggi sono realizzati in modo fantastico attraverso delle cutscenes fatte di illustrazioni molto curate. Questo, sommato al rapporto che Kit ha con la famiglia, rende il titolo un piccolo gioiello, seppur ancora grezzo.Ne è un’ulteriore dimostrazione anche la scelta finale, che sebbene sia molto importante, viene trattata quasi con leggerezza, senza creare il legame giocatore-gioco fondamentale in un titolo del genere.

Il gioco

Another Sight è un gioco di avventura in 2D che vi pone costantemente di fronte a enigmi da risolvere per andare avanti. Questo modo di giocare è favorito anche dalla possibilità di controllare Hodge per infilarsi in spazi stretti o sbloccare meccanismi per Kit. Inoltre, verso la fine del gioco ci saranno anche dei punti in cui dovrete utilizzare Hodge per distrarre delle guardie e per far passare la ragazza senza essere vista. I controlli purtroppo non sono perfetti, e ,specialmente quando controllerete il felino, dovrete essere precisi nel posizionarvi in corrispondenza delle sporgenze, in quanto Hodge nei movimenti è un pezzo di legno e vi causerà non pochi problemi. Il titolo è molto lento, e se calcoliamo anche la sua breve durata, ci ritroveremo tra le mani un gioco che sarà possibile completare anche in un solo pomeriggio. Alla fin dei conti il titolo è abbastanza semplice, sia come difficoltà che come essenza, ma resta comunque un’idea molto carina. Le tematiche che vuole trattare sono infatti abbastanza interessanti, ma questa comunicazione con il giocatore non è chiara, abbandonando chi gioca a se stesso.

Il comparto tecnico

La grafica e l’audio sono ben realizzati, con melodie magiche che ci terranno compagnia durante il nostro viaggio e un design cartonesco molto carino. Le cutscenes ,precedentemente citate, sono il fiore all’occhiello di questo gioco, che oltre ad essere molto ben curate, sono gli unici momenti in cui si potrà capire come la trama sta cambiando, dato che durante i vari livelli, tranne alcune frasi pronunciate da Kit non c’è alcuna componente narrativa.

Another Sight è caratterizzato da un solco profondo tra l’idea e la realizzazione. Se da una parte tratta tematiche importanti e cerca di integrare la cultura nel mondo videoludico, dall’altra pecca a livello realizzativo, sia nella giocabilità che in quello che vuole comunicare.

Cutscenes curate nel dettaglio
Tematiche interessanti

12 settembre 2018
Analisi di

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Durata breve
Poca empatia tra il titolo e il giocatore
Comandi imperfetti
Gioco abbastanza semplice

Another Sight – Recensione

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