Alan Wake Remastered

Alan Wake Remastered – Recensione

Ritorna lo scrittore tormentato di Remedy, con una Remastered che guarda innanzitutto a riportare in auge la serie

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Alan Wake Remastered rappresenta il ritorno tanto atteso di un franchise che ha fatto il suo debutto nel lontano 2010 su Xbox 360. Il titolo, sviluppato da Remedy, è un thriller psicologico con elementi horror che ha colpito all’epoca per la sua ispirazione e vicinanza ai romanzi di Stephen King, che il protagonista non manca di menzionare nel corso dell’avventura, oltre ad un’atmosfera e una storia che testimoniarono ulteriormente il talento dello sviluppatore finlandese.

Va detto anche che il progetto Alan Wake partì da lontanissimo: inizialmente doveva essere un open world particolarmente strutturato, poi ridimensionato a una filosofia più lineare e votata principalmente al contesto narrativo, sacrificando forse un po’ di attenzione per quanto riguarda la profondità del gameplay. È una delle cause delle critiche principali rivolte alla produzione all’epoca, ma che comunque riuscì a conquistare stampa e appassionati.

La Remastered, sia chiaro, non interviene certo su questi aspetti e la struttura ludica è pressoché immutata. Le aree di intervento sono tutte relative al comparto tecnico, non in maniera particolarmente clamorosa bisogna ammettere, ma comunque sufficiente per riportare in modo dignitoso la saga sugli scenari videoludici in attesa di un sempre più probabile Alan Wake 2.

Alan Wake Remastered – Recensione: proprio come ce lo ricordavamo

Alan Wake Remastered è ambientato nella fittizia cittadina di Bright Falls, che sembra essere proprio uscita da uno dei romanzi di Stephen King. Il protagonista, Alan Wake, è uno scrittore che ha perso l’ispirazione da un po’ di tempo e si reca qui in vacanza in compagnia della moglie Alice, in cerca di tranquillità e di uno spazio lontano dal lavoro. Il luogo scelto è un cottage in mezzo a un meraviglioso lago.

Alan Wake Remastered Recensione PC
Siamo arrivati a Bright Falls! Si prospetta una vacanza rilassante. E invece no!

Si scopre presto che l’obiettivo della compagna è quello di far trovare al marito una macchina da scrivere all’interno dello studio dell’abitazione, con la speranza che il posto isolato possa permettergli di ritrovare l’ispirazione. Alan Wake non la prende bene e, dopo un litigio con Alice, abbandona il cottage nel bel mezzo della notte.

La situazione precipita proprio in questo momento: all’interno della casa va via la luce e la donna, che ha paura del buio, inizia a chiedere aiuto. Alan corre verso l’abitazione trovandosi però immediatamente coinvolto in una serie di eventi paranormali che sembrano mischiare incubi e realtà. Alice scompare improvvisamente e l’obiettivo del protagonista diventa quello di ritrovarla e scoprire il mistero che si cela dietro la misteriosa casa e i sogni che lo tormentano.

L’incipit è un ottimo apripista per una storia dalle mille sfaccettature, ben scritta e ricca di numerosi colpi di scena, che già in epoca Xbox 360 avevano conquistato gli appassionati. La sceneggiatura è intrisa della tipica qualità delle produzioni Remedy, con personaggi ben caratterizzati e un alone di mistero che spinge il giocatore a volerne sapere di più, fino ai titoli di coda che sembrano chiudere il cerchio.

In realtà, ed è una precisazione importante, la storia si conclude soltanto con i due DLC aggiunti post-lancio nel 2010 e che qui sono direttamente integrati nel pacchetto. I due contenuti aggiuntivi rappresentano di fatto il vero finale della produzione, cui elementi poi si ricollegano in qualche modo ai titoli successivi dello sviluppatore, Quantum Break e, soprattutto, Control. La scelta, intelligente e che mira ad evitare ogni possibile polemica, permette di godersi appieno l’esperienza Alan Wake.

Alan Wake Remastered Recensione Xbox
Un raro momento di apparente tranquillità.

Il gameplay, come anticipato, non è stato minimamente toccato in questa Remastered, mostrandosi così com’era nel 2010. Una buona notizia se vogliamo vederla nell’ottica di preservazione dell’opera, senza il rischio che eventuali novità potessero rovinare quelle che erano le sensazioni offerte dal titolo originale. D’altro canto, già in epoca Xbox 360, la struttura ludica prestava il fianco a qualche incertezza, che forse si sarebbe potuto pensare di correggere con questa versione.

Scendiamo però nel dettaglio. Il sistema di gioco di Alan Wake Remastered propone una tradizionale visuale in terza persona in stile Resident Evil 4 in cui ci si muove all’interno di ambienti non esattamente lineari, ma neanche associabili ad un open world. Diciamo che il gioco Remedy vuole offrire un minimo di esplorazione finalizzato alla raccolta di collezionabili, identificabili in thermos di caffè puramente estetici e pagine di manoscritto che si ricollegano invece direttamente allo storia, oltre a vari documenti secondari.

Già nelle prime ore di gioco, scopriamo infatti che Alan Wake inizia a trovare per terra le pagine del suo nuovo racconto, che in realtà non ha mai scritto. La raccolta di questi fogli quindi non diventa solo un mero accumularsi di collezionabili, ma di oggetti che finiscono per espandere e fornire qualche dettaglio in più sulla lore del titolo. Un espediente intelligente che è tipico dei giochi Remedy: anche nel recente Control, infatti, la raccolta di documenti era quasi fondamentale per comprendere ancora di più la criptica trama della produzione.

Tornando sui binari, alle fasi di esplorazione e raccolta di collezionabili, si alterna una struttura a mo’ di sparatutto che esalta il concetto dello scontro infinito tra luce ed oscurità. I nemici che Alan si trova ad affrontare sono letteralmente inghiottiti dalle tenebre e, prima di poterli eliminare con un’arma da fuoco, è necessario liberarli da questa gabbia di buio puntando su di loro con la torcia. Quest’ultima non è ovviamente infinita ed è necessario ricaricarla con delle pile che troveremo per i vari livelli: nelle situazioni più complicate vanno dosate allora con attenzione.

Alan Wake Remastered Recensione PS5
Eliminare i nemici richiede prima “liberarli” dall’oscurità, altrimenti sarà tutto inutile.

Lo schema di Alan Wake Remastered si ripete dunque così per tutta la durata dell’avventura, che si attesta intorno alle 10-15 ore, mostrando sul lungo andare il fianco ad una certa ripetitività di fondo, perché il design dei nemici non cambia praticamente mai e i pochi “boss” che si incontreranno basano il pattern sempre sul concetto di luce e ombra. Presente qualche piccolo enigma ambientale, ma nulla di indimenticabile.

Insomma, oggi come allora, il gameplay non è certamente il piatto forte della produzione. Certo, non siamo davanti a qualcosa da ritenersi insufficiente, tutt’altro sa essere divertente e coerente fino alla fine, ma se già nel 2010 era un aspetto oggettivamente criticabile, oggi lo diventa ancora di più e forse si poteva fare qualcosa in sede di rimasterizzazione per minarne un po’ i difetti.

Alan Wake Remastered – Recensione: le novità della nuova versione

Va da sé dunque che le novità di Alan Wake Remastered sono tutte praticamente tecniche. Si è lavorato moltissimo per rendere il tutto più cinematografico soprattutto per quanto concerne i filmati, che possono adesso godere di un maggior dettaglio sui modelli poligonali dei protagonisti e l’inserimento di un sistema di luci completamente nuovo che dona maggior risalto all’intera produzione.

E per intera mi riferisco anche alle sessioni di gioco. Chi dovesse aver giocato il titolo originale del 2010, special modo di recente, noterà senza dubbio un aspetto visivo decisamente più brillante, merito del lavoro fatto sulla gestione dell’illuminazione appunto, ma anche nel conferire una nitidezza e una definizione complessiva di ogni aspetto degli ambienti di gioco veramente differenziata in meglio.

Alan Wake Remastered Recensione
Situazioni come questa esaltano ancora di più la fluidità e il dettaglio dei 4K e 60 FPS!

Il tutto, specialmente su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X/S, risalta in maniera netta il lavoro di qualità fatto nella rinnovata costruzione degli scenari, abbelliti dalla presenza della risoluzione 4K e di un frame rate ancorato sui 60 FPS, per un’esperienza di gioco che ne risulta indubbiamente fresca e rinnovata.

Siamo di fronte ad una rimasterizzazione, venduta peraltro al prezzo budget di 29,99 euro, e che quindi non si spinge particolarmente oltre per quanto riguarda le modifiche tecniche. E tutto sommato va bene così. L’obiettivo di Alan Wake Remastered è indubbiamente quello di riportare in auge un brand fermo da diversi anni e che adesso sembra avere finalmente la possibilità di vedere l’arrivo di un seguito ufficiale. Smussati i difetti tecnici dell’epoca, diventa un gioco bello da vedere nonostante gli anni alle spalle, pronto ad essere apprezzato dai nuovi giocatori, specialmente su PlayStation, su cui la saga debutta per la prima volta.

Alan Wake Remastered è disponibile per PC, PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One e Xbox Series X/S.

Scheda confidenziale su Alan Wake Remastered

Alan Wake è uno scrittore di successo che da anni ha perso la sua ispirazione. In compagnia della moglie Alice, si reca nella piccola cittadina di Bright Falls, in cerca di pace e tranquillità. Quello che troverà però cambierà per sempre la sua vita.

Cosa mi piace

Cosa non mi piace

Alan Wake Remastered propone un sistema di trofei e obiettivi legato alla progressione nella storia, alla raccolta degli oggetti collezionabili e al completamento del gioco in modalità Incubo.

Grafica

80

Impatto

80

Longevità

80

Sonoro

80

Alan Wake Remastered è un’operazione che mira prima di tutto a segnare il ritorno di una saga assente da diverso tempo e che punta ad aprire la strada ad un sequel ufficiale, sempre più probabile. Ludicamente parlando è lo stesso gioco del 2010, con un gameplay divertente che sul lungo andare presta il fianco ad una certa ripetitività ed una progressione che non è all’altezza di quella che invece appartiene alla storia, affascinante e coinvolgente ancora oggi, specie con la presenza dei due DLC che rappresentano di fatto il vero finale. Le modifiche sono tutte dunque sul versante tecnico, con una smussatura dei difetti dell’epoca e un miglioramento generale dell’intero impianto visivo che vale il prezzo del biglietto. Per 29,99 euro, Alan Wake è ancora oggi un’avventura che bisogna assolutamente vivere, specialmente se dovesse essere la prima volta.

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