Grand Theft Auto 2 è abbastanza vecchio da sembrare quasi incompatibile con il concetto stesso di ray tracing. Eppure un modder è riuscito a costruire un renderer Direct3D 9 capace di portare il classico Rockstar dentro NVIDIA RTX Remix, con illuminazione moderna, widescreen e perfino Frame Generation.
Il progetto si chiama GTA2 RTX Remix ed è pubblicato open source da gebdag su GitHub. La parte più interessante non è soltanto il colpo d’occhio: per far funzionare Remix su un gioco del 1999 è stato necessario creare un ponte tecnico che traducesse il vecchio rendering in qualcosa che una pipeline moderna potesse intercettare.
GTA 2 con RTX Remix sembra un esperimento impossibile
Il renderer converte l’illuminazione originale e genera nuove sorgenti luminose a partire dagli eventi del gioco. Esplosioni, incendi e colpi d’arma da fuoco possono quindi influenzare la scena invece di restare effetti separati dal resto dell’immagine.
RTX Remix aggiunge poi il resto della magia. NVIDIA descrive ufficialmente il proprio runtime come una piattaforma capace di introdurre tecnologie come path tracing, DLSS e rendering neurale nei classici compatibili. Su GTA 2 il risultato è particolarmente curioso perché l’inquadratura dall’alto e la grafica originale non erano certo pensate per riflessi, ombre dinamiche e materiali moderni.
Non è solo una mod grafica: risolve anche limiti vecchi di decenni
Il progetto interviene anche su alcuni limiti tecnici del gioco. Il supporto al 16:9 evita che automobili e pedoni spariscano ai lati dello schermo come accade con una semplice estensione artificiale della visuale. Il renderer include inoltre mappe emissive per alcune texture e un pannello richiamabile in gioco per modificare illuminazione e ora del giorno.
Con Remix Plus è disponibile anche un ciclo dinamico dell’ora, mentre il README del progetto segnala la possibilità di arrivare a 60 fps tramite Frame Generation. Non significa che GTA 2 sia diventato improvvisamente un gioco moderno: il fascino sta proprio nel contrasto tra la struttura del 1999 e una pipeline grafica nata quasi tre decenni dopo.
Il dettaglio più folle è ciò che c’è dietro le immagini
GTA 2 nasce da una tecnologia molto diversa da quella dei giochi su cui normalmente lavora RTX Remix. Per questo gebdag ha realizzato due componenti dedicate: un renderer Direct3D 9 e uno shim per il dispositivo video. In pratica il progetto ricostruisce il collegamento necessario affinché Remix possa vedere e trasformare un titolo che, in origine, non era stato progettato per nulla del genere.
Il codice è pubblico e il progetto è stato testato soprattutto con la versione 9.6 di GTA 2. Servono Windows 10 o 11 a 64 bit e il runtime RTX Remix. È uno di quei casi in cui la mod è interessante quasi quanto il gioco: non perché aggiunge una missione o una nuova auto, ma perché dimostra fin dove può arrivare il retrogaming quando qualcuno decide di non accettare i limiti tecnici originali.
RTX Remix sta diventando una macchina del tempo per il PC gaming
Su iCrewPlay avevamo già seguito RTX Remix come strumento per riportare in vita i classici. Negli ultimi anni il concetto è passato dalla teoria a progetti sempre più strani e ambiziosi.
Lo stesso spirito si vede anche in mod più recenti: pochi giorni fa abbiamo raccontato come GTA IV abbia ricevuto DLSS, FSR e HDR grazie alla community. GTA 2 porta però l’idea ancora più indietro nel tempo.
Ed è questo che rende la storia così bella: un gioco nato quando il 3D accelerato era ancora una conquista può oggi diventare un banco di prova per path tracing, illuminazione dinamica e Frame Generation. Non è una remaster ufficiale e non prova a esserlo. È semplicemente la community che prende un pezzo di storia del gaming e gli costruisce attorno una tecnologia che nel 1999 sarebbe sembrata fantascienza.


Entra nella conversazione
Condividi il tuo punto di vista: non serve creare un account. I contributi restano soggetti alla moderazione editoriale.