Se non sai quale difficoltà scegliere in Onimusha: Way of the Sword, la scelta migliore per la maggior parte dei giocatori è Story. Il nome può trarre in inganno: non è una modalità pensata soltanto per chi vuole ignorare il combattimento. Offre tempismi più permissivi e indicazioni utili per imparare Parry, Deflect e Issen, ma nelle fasi avanzate può comunque diventare impegnativa.
Action è invece la scelta consigliata a chi ha già confidenza con action basati sul tempismo e vuole che gli errori pesino di più fin dall’inizio. Capcom ha però costruito il sistema in modo meno rigido di una semplice scelta facile/difficile: anche in Action è possibile utilizzare aiuti come l’Action Guide per rendere più leggibili alcuni combattimenti.
| Modalità | A chi la consigliamo | Cosa aspettarsi |
|---|---|---|
| Story | Nuovi giocatori e chi vuole imparare il combat system | Tempismi più permissivi, maggiori indicazioni, sfida comunque crescente |
| Action | Giocatori abituati agli action tecnici | Più pressione negli scontri e meno aiuti di base |
| Action + Action Guide | Chi vuole una sfida maggiore senza rinunciare alle indicazioni | Compromesso personalizzabile |
| Carnage | Chi ha già completato il gioco | Difficoltà aggiuntiva post-game |
Story o Action: quale scegliere davvero?
Capcom ha confermato direttamente a Xbox Wire che Way of the Sword propone due modalità iniziali principali: Story e Action. Action è indirizzata soprattutto a chi ha già esperienza con i giochi d’azione, mentre Story abbassa la barriera d’ingresso.
Il punto importante è che non siamo davanti a una divisione rigida tra una modalità “vera” e una modalità semplificata. Gli sviluppatori spiegano di aver inserito diversi strumenti per regolare la difficoltà in maniera più granulare. Anche scegliendo Action, per esempio, è possibile utilizzare l’Action Guide per ricevere maggiore supporto durante gli scontri.
Perché Story non significa modalità facile
Una delle indicazioni più interessanti arriva dalle recensioni complete pubblicate prima del lancio. Forbes, dopo aver terminato il gioco sia in Story sia in Action, sostiene che Story sarebbe stata descritta meglio come una sorta di modalità normale.
Il motivo è semplice: nelle prime ore Story rende più facile leggere i segnali del combattimento e concede finestre più permissive, ma non elimina la necessità di imparare i tempi dei nemici. Più avanti boss e Genma diventano più aggressivi e il giocatore deve comunque utilizzare correttamente difesa, stamina e contrattacchi.
Per chi entra nella serie per la prima volta, Story permette quindi di apprendere il sistema senza trasformare ogni nuovo boss in un muro. È particolarmente utile perché Way of the Sword non premia soltanto la rapidità: bisogna capire quando bloccare, quando deviare e quando rischiare un Issen.
Quando conviene scegliere Action
Action è più adatta se giochi abitualmente titoli nei quali parry, schivate e lettura delle animazioni sono parte centrale del combattimento. Le recensioni descrivono una modalità capace di diventare molto impegnativa soprattutto contro i boss avanzati, pur senza trasformare Onimusha in un Soulslike puro.
SpazioGames, nella propria recensione, sottolinea proprio questo equilibrio: Way of the Sword prende la precisione richiesta dagli action più severi e la difficoltà dei boss, ma non cerca di punire il giocatore in ogni momento. La sfida è concentrata soprattutto negli incontri importanti.
Se quindi hai già buona familiarità con sistemi come quello di Sekiro, Lies of P o altri action costruiti attorno alle parate, Action è probabilmente il punto di partenza più naturale. Non aspettarti però una copia di quei giochi: Onimusha mantiene un ritmo e una filosofia differenti.
La demo era troppo facile? Il gioco completo è diverso
Questa è una delle domande più frequenti nate dopo la demo. Nei mesi precedenti al lancio molti giocatori hanno definito i Genma troppo passivi e i combattimenti iniziali poco impegnativi. Le discussioni sono proseguite anche a ridosso dell’uscita, soprattutto su Reddit, dove la difficoltà della demo è diventata uno dei temi più ricorrenti.
Il gioco completo non va però giudicato soltanto da quella prova. Le recensioni pubblicate il 31 agosto evidenziano una curva di difficoltà crescente, con boss che richiedono molta più precisione rispetto ai nemici delle prime ore. Akiba Gamers descrive combattimenti che diventano progressivamente più tecnici, mentre GamesRadar segnala un incremento della difficoltà durante l’avventura e un boss finale particolarmente severo.
La demo resta utile soprattutto per familiarizzare con il sistema. Se vuoi sfruttarla come allenamento, nella nostra guida al combattimento di Onimusha: Way of the Sword abbiamo spiegato le differenze tra Parry, Deflect, Issen, Break Issen e Guanto Oni.
Cosa cambia concretamente tra Story e Action?
Le recensioni permettono di isolare alcune differenze pratiche. In Story i tempismi difensivi sono più permissivi e il gioco fornisce maggiori indicazioni per aiutarti a capire come rispondere agli attacchi. PCGamesN segnala inoltre boss meno resistenti e meno dannosi rispetto alla modalità Action.
In Action gli errori vengono puniti maggiormente e diventa più importante riconoscere rapidamente le animazioni. Questo non significa però che il gioco nasconda obbligatoriamente ogni aiuto: l’Action Guide può essere attivata per creare una configurazione intermedia, come spiegato dagli stessi sviluppatori.
- Story: finestre più generose e maggiore assistenza nella lettura degli attacchi.
- Action: combattimenti più esigenti e minore margine per gli errori.
- Action Guide: permette di ricevere supporto anche scegliendo la difficoltà Action.
- Boss: rappresentano il vero salto di difficoltà in entrambe le modalità.
Si può cambiare difficoltà dopo aver iniziato?
Sì. Le prove pubblicate dai recensori confermano che è possibile passare da Action a Story durante la partita. Digital Chumps racconta esplicitamente di aver abbassato la difficoltà durante uno scontro particolarmente problematico per verificare le differenze tra le due modalità.
Questo riduce molto il rischio di scegliere “male” all’inizio. Puoi partire in Action e passare a Story se un boss blocca eccessivamente la progressione, oppure iniziare in Story per imparare il sistema e aumentare successivamente la pressione.
Story è troppo facile per chi conosce già gli action?
Nelle prime ore può sembrarlo. I nemici comuni iniziali non sono particolarmente aggressivi e le indicazioni aggiuntive rendono più semplice reagire. Ma non conviene confondere l’inizio con l’intera avventura: Forbes segnala che anche Story può mettere seriamente alla prova nelle fasi avanzate.
Se il tuo obiettivo è imparare correttamente Parry e Issen senza trasformare ogni errore in una punizione pesante, Story rimane quindi una scelta sensata anche per un giocatore esperto. Se invece vuoi che la padronanza del sistema sia richiesta fin dalle prime ore, scegli Action.
Onimusha Way of the Sword è un Soulslike difficile?
No, non va considerato un Soulslike tradizionale. Condivide con alcuni action moderni l’importanza delle parate, della stamina e della lettura dei boss, ma struttura degli scontri, progressione e gestione della difficoltà sono più accessibili.
La possibilità di mettere in pausa, modificare la difficoltà e utilizzare aiuti specifici rende l’esperienza più flessibile. Ciò non toglie che alcuni boss possano essere molto difficili, soprattutto in Action e nelle fasi finali.
Quale difficoltà consigliamo per la prima partita?
La nostra raccomandazione cambia in base alla tua esperienza:
- Hai poca esperienza con gli action tecnici: scegli Story.
- Vuoi imparare bene Parry e Issen prima di alzare la sfida: scegli Story.
- Giochi regolarmente action basati su parry e schivate: scegli Action.
- Vuoi Action ma temi di perdere indicazioni importanti: abilita l’Action Guide.
- Vuoi la sfida più alta disponibile: completa prima la campagna e punta alla modalità Carnage.
Per la maggioranza dei giocatori che affrontano Onimusha per la prima volta, partire in Story è la scelta più equilibrata. Permette di capire come funziona davvero il combattimento e non impedisce di aumentare successivamente la difficoltà.
La modalità Carnage si sblocca dopo la storia
Chi trova Action troppo permissiva non deve preoccuparsi: le recensioni pre-lancio confermano la presenza di Carnage, una difficoltà aggiuntiva collegata al post-game. Creative Bloq la segnala insieme al New Game+, mentre altre recensioni confermano lo sblocco di un livello di difficoltà superiore una volta raggiunti i titoli di coda.
Questo rende poco utile forzare una prima partita frustrante soltanto per dimostrare di poter affrontare Action. Way of the Sword offre spazio per aumentare la sfida anche dopo aver imparato completamente il sistema.
In sintesi: Story per imparare, Action per mettersi subito alla prova
Story è la scelta che consigliamo alla maggior parte dei giocatori nella prima run. Il nome fa pensare a una modalità eccessivamente semplificata, ma le recensioni mostrano che la difficoltà cresce comunque e che i boss possono diventare impegnativi. Action è invece ideale se vuoi una pressione maggiore fin dall’inizio e hai già esperienza con combattimenti basati sul tempismo.
Ricorda soprattutto che la decisione non è definitiva: la difficoltà può essere modificata durante la partita e l’Action Guide consente di personalizzare ulteriormente l’esperienza. Se vuoi sapere anche quanto tempo richiede una prima run, abbiamo raccolto le stime nella nostra guida su quanto dura Onimusha: Way of the Sword.