Qual è il miglior ordine della saga di Dark Souls per chi vuole iniziare nel 2026? La risposta più semplice è anche quella che consigliamo alla maggior parte dei nuovi giocatori: Dark Souls Remastered, Dark Souls II: Scholar of the First Sin e infine Dark Souls III.
La trilogia può sembrare meno immediata di quanto suggeriscano i numeri nei titoli, soprattutto perché intorno a Dark Souls gravitano Demon’s Souls, Bloodborne, Sekiro ed Elden Ring. Non appartengono però tutti alla stessa serie narrativa. Se vuoi scoprire specificamente Dark Souls, puoi concentrarti sui tre capitoli principali e sui rispettivi DLC.
Quale Dark Souls giocare per primo nel 2026?
Per una prima esperienza completa consigliamo Dark Souls Remastered. È la versione moderna del primo Dark Souls e permette di partire dalle fondamenta su cui sono stati costruiti i due sequel: Lordran, i Falò, le Anime, l’Umanità e soprattutto il rapporto fra Fuoco e Oscurità.
Bandai Namco conferma sul sito ufficiale di Dark Souls Remastered che questa edizione comprende anche Artorias of the Abyss. Significa che puoi affrontare il primo capitolo insieme alla sua espansione senza dover recuperare contenuti separati.
Iniziare da Dark Souls III non è sbagliato: ha controlli più rapidi, combattimenti più vicini alla sensibilità moderna e una presentazione generalmente più immediata. Il problema è che numerosi luoghi, personaggi, oggetti e temi acquistano un peso molto maggiore dopo aver attraversato almeno il primo Dark Souls.
L’ordine consigliato della trilogia di Dark Souls
Se non hai mai giocato la serie, l’ordine di pubblicazione rimane quello più efficace. Non servono cronologie elaborate o salti fra giochi diversi:
- Dark Souls Remastered, includendo Artorias of the Abyss.
- Dark Souls II: Scholar of the First Sin, includendo Crown of the Sunken King, Crown of the Old Iron King e Crown of the Ivory King.
- Dark Souls III, seguito da Ashes of Ariandel e infine The Ringed City.
È anche la composizione della Dark Souls Trilogy ufficiale di Bandai Namco, che riunisce Dark Souls Remastered, Dark Souls II: Scholar of the First Sin e Dark Souls III: The Fire Fades insieme ai rispettivi DLC.
Giocandoli così si percepisce inoltre l’evoluzione di FromSoftware. Dark Souls costruisce le regole, Dark Souls II sperimenta con numerose variazioni e Dark Souls III riprende diversi elementi dei predecessori per portarli verso una conclusione.
Perché iniziare da Dark Souls Remastered
Il primo Dark Souls resta il punto di ingresso migliore soprattutto per il modo in cui insegna a leggere il mondo. Lordran è costruita come una grande rete di aree interconnesse: aprire una porta, scoprire un ascensore o trovare una scala può improvvisamente collegare luoghi che sembravano lontanissimi.
Il combattimento è più lento rispetto a Dark Souls III ed Elden Ring. Proprio per questo può essere un buon insegnante: obbliga a osservare stamina, peso dell’equipaggiamento, distanza dagli avversari e finestre per attaccare senza richiedere immediatamente riflessi estremamente rapidi.
Anche la narrazione della trilogia parte realmente da qui. Non serve conoscere ogni descrizione degli oggetti, ma familiarizzare con Gwyn, la Prima Fiamma, i Lord e il ciclo del Fuoco rende molto più significativi numerosi riferimenti successivi.
Se vuoi completare tutto dopo la prima run, su iCrewPlay trovi anche la nostra guida ai trofei di Dark Souls. Per una prima partita consigliamo però di non trasformare subito Lordran in una checklist: scoprire percorsi e segreti autonomamente è una parte importante dell’esperienza.
Dark Souls II va giocato o si può saltare?
È probabilmente la domanda più frequente quando si parla dell’ordine della serie. Dark Souls II è differente dal primo e dal terzo capitolo sotto diversi aspetti, ma non consigliamo di saltarlo se l’obiettivo è conoscere davvero la trilogia.
La sua storia si svolge a Drangleic e appare inizialmente più separata dagli eventi di Lordran. Il collegamento esiste però soprattutto a livello di temi: cicli, regni destinati a decadere, maledizione dei non morti e tentativi di sfuggire a un destino che continua a ripetersi.
Scholar of the First Sin è inoltre la versione da scegliere sulle piattaforme moderne. Bandai Namco la identifica come edizione che riunisce il gioco e le tre espansioni Crown, offrendo l’esperienza completa del secondo capitolo.
Anche alcuni sistemi richiedono un breve periodo di adattamento. La velocità di utilizzo di determinati oggetti e aspetti della schivata sono legati a caratteristiche che il gioco non spiega sempre bene, mentre la perdita progressiva della salute massima dopo le morti può sorprendere chi arriva direttamente dal primo episodio.
Perché Dark Souls II è importante prima del terzo capitolo
Non devi giocare Dark Souls II soltanto per comprendere la trama di Dark Souls III. Il suo vero valore all’interno della trilogia è mostrare che il mondo non ruota esclusivamente attorno alle persone e ai luoghi conosciuti nel primo gioco.
Regni sorgono e cadono, i nomi cambiano e le stesse ossessioni riemergono sotto forme differenti. Questo concetto diventa molto importante quando Dark Souls III affronta apertamente le conseguenze di un mondo che continua a prolungare il proprio ciclo.
Scholar of the First Sin ha inoltre una quantità enorme di armi, build e boss, mentre le tre espansioni rappresentano una parte significativa dell’esperienza. Se ti appassiona il completismo puoi recuperare in seguito anche la nostra guida ai trofei di Dark Souls II: Scholar of the First Sin.
Dark Souls III è il migliore per iniziare?
Dipende da ciò che cerchi. Se vuoi semplicemente capire se il gameplay dei Souls fa per te, Dark Souls III è probabilmente il capitolo della trilogia più immediato per un giocatore abituato agli action RPG moderni.
Il personaggio reagisce più rapidamente, il combattimento ha un ritmo superiore e diversi sistemi risultano meno macchinosi. Chi arriva da Elden Ring potrebbe quindi sentirsi più a casa rispetto a quanto accadrebbe nelle prime ore di Dark Souls Remastered.
Come punto di ingresso narrativo, però, perde qualcosa. Dark Souls III è dichiaratamente il capitolo conclusivo della serie e utilizza continuamente l’eredità di ciò che è accaduto prima. Bandai Namco presenta infatti The Ringed City come l’ultima espansione di Dark Souls III, costruita come viaggio verso la fine del mondo.
Se puoi dedicare tempo all’intera trilogia, meglio quindi arrivarci dopo i primi due episodi. Se invece hai già provato Dark Souls Remastered e lo hai abbandonato esclusivamente perché troppo lento, iniziare da Dark Souls III può essere un’alternativa sensata.
Quando giocare i DLC di Dark Souls
Le espansioni meritano di essere inserite direttamente nella rispettiva partita, ma il momento preciso varia leggermente da capitolo a capitolo. Per un primo viaggio basta seguire una regola semplice: affronta il DLC verso la parte avanzata del gioco e, quando possibile, prima di passare definitivamente al New Game Plus.
- Dark Souls Remastered: Artorias of the Abyss appartiene al primo gioco e va affrontato nella stessa run.
- Dark Souls II: le tre Crown possono essere affrontate nella fase avanzata dell’avventura; insieme formano un percorso tematico particolarmente importante.
- Dark Souls III: gioca prima Ashes of Ariandel e poi The Ringed City. Quest’ultima funziona come chiusura ideale dell’intera trilogia.
Soprattutto nel primo Dark Souls è utile informarsi sul punto di non ritorno prima del boss finale, perché la struttura del passaggio al New Game Plus può differire dalle abitudini maturate con titoli FromSoftware successivi.
Demon’s Souls viene prima di Dark Souls?
Demon’s Souls è uscito prima e rappresenta un predecessore fondamentale del genere, ma non è Dark Souls 0. Possiede un proprio mondo, una propria storia e regole narrative separate. Non è quindi necessario completarlo prima della trilogia.
Può essere molto interessante giocarlo successivamente per osservare l’origine di numerose idee che FromSoftware avrebbe sviluppato in Dark Souls: recupero della valuta dopo la morte, mondi ostili, multiplayer asincrono, boss costruiti come prove di apprendimento e narrazione indiretta.
Se disponi di PS5, il remake di Demon’s Souls può anche essere una porta d’ingresso visivamente più moderna, ma per comprendere Lordran, Drangleic e Lothric non aggiunge informazioni narrative necessarie.
Bloodborne, Sekiro ed Elden Ring fanno parte della saga?
No. È utile distinguere fra saga Dark Souls e giochi comunemente raccolti sotto l’etichetta Soulsborne. Bloodborne, Sekiro: Shadows Die Twice ed Elden Ring condividono alcune idee di game design con Dark Souls, ma possiedono universi narrativi indipendenti.
Non esiste quindi un ordine obbligatorio che imponga di giocare Bloodborne fra Dark Souls II e Dark Souls III oppure Elden Ring alla fine della trilogia. Puoi affrontarli quando preferisci.
Anzi, alternarli può rendere evidenti le diverse interpretazioni della formula FromSoftware: Bloodborne privilegia aggressività e recupero della salute, Sekiro costruisce il combattimento attorno a deviazioni e postura, mentre Elden Ring applica molte idee dei Souls a una struttura open world.
Se arrivi da Elden Ring, da quale Dark Souls partire?
Anche in questo caso suggeriamo Dark Souls Remastered, ma è importante sapere cosa aspettarsi. Non troverai un grande mondo aperto, una cavalcatura o la stessa libertà nel scegliere continuamente una destinazione alternativa quando un boss sembra troppo difficile.
Il primo Dark Souls è inoltre sensibilmente più lento. La gestione del peso, delle animazioni e della stamina richiede maggiore pazienza e alcune comodità che oggi sembrano naturali sono assenti o funzionano diversamente.
Non conviene però interpretarlo come una versione semplicemente vecchia di Elden Ring. Il design interconnesso di Lordran rappresenta ancora uno dei suoi elementi più caratteristici e produce un’esplorazione molto differente dall’Interregno.
Se vuoi il Dark Souls più accessibile, scegli il terzo
Chi non è interessato a seguire immediatamente tutta la trilogia può invece partire da Dark Souls III. È la nostra scelta alternativa per chi cerca soprattutto combattimento, boss e un’esperienza tecnicamente più vicina ai giochi FromSoftware recenti.
Non significa che sia necessariamente il capitolo più facile. Alcuni boss sono molto più veloci e complessi rispetto a quelli del primo gioco. È più accessibile nel senso che controlli, movimento e numerosi sistemi risultano più familiari a chi gioca nel 2026.
La conseguenza è però un percorso inverso più difficile: abituarsi prima alla rapidità di Dark Souls III e poi tornare alle animazioni più deliberate di Remastered può far sembrare il primo capitolo ancora più lento.
L’ordine migliore cambia se interessa solo la storia?
No. Se la priorità è la lore, l’ordine Dark Souls Remastered, Dark Souls II e Dark Souls III diventa ancora più consigliato. La saga non racconta una storia tradizionale con gli stessi protagonisti in ogni episodio, ma costruisce progressivamente un insieme di concetti, simboli e cicli.
Non serve comprendere immediatamente ogni dettaglio. Una parte del fascino deriva proprio dal riconoscere più avanti un nome, un luogo o un oggetto e reinterpretare quello che avevi visto molte ore prima.
Dark Souls III in particolare utilizza il passato come elemento centrale della propria identità. Arrivarci dopo aver attraversato Lordran e Drangleic rende diversi incontri molto più significativi senza bisogno di leggere spiegazioni esterne prima di giocare.
Dark Souls nel 2026: il percorso che consigliamo
Se vuoi recuperare tutta la saga per la prima volta nel 2026, non c’è bisogno di complicare l’ordine. Parti da Dark Souls Remastered, completa Artorias of the Abyss, passa a Dark Souls II: Scholar of the First Sin con le tre Crown e termina con Dark Souls III, Ashes of Ariandel e The Ringed City.
Non saltare automaticamente Dark Souls II perché hai letto opinioni contrastanti e non sentirti obbligato a giocare prima Demon’s Souls. Allo stesso modo, Bloodborne ed Elden Ring possono essere affrontati indipendentemente perché non costituiscono capitoli della stessa continuità narrativa.
L’unica vera eccezione riguarda chi trova Dark Souls Remastered troppo distante dalle proprie abitudini. In quel caso Dark Souls III può essere un ingresso più immediato e, una volta comprese le regole fondamentali della formula, si può tornare al primo episodio. Per tutti gli altri l’ordine numerico resta ancora il migliore: Dark Souls 1, Dark Souls 2 e Dark Souls 3. È anche il modo più naturale per vedere come una delle saghe più influenti di FromSoftware costruisce, trasforma e infine conclude il proprio ciclo.