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Terrinoth: Heroes of Descent, recensione (PlayStation 5)

Una nuova e grande avventura ci attendere

Pasquale Aversano 6 minuti fa Commenta! 8
 
terrinoth
7
Terrinoth: Heroes of Descent

Sviluppato da Artefacts Studio in sinergia con Shine Group e pubblicato da New Tales, Terrinoth: Heroes of Descent è un GDR tattico cooperativo in terza persona 3D con visuale isometrica e di stampo fantasy. Si tratta di un titolo che nasce da una vera e propria serie di giochi da tavolo che arriva così per la prima volta nel mondo console del nostro amato medium, guardando ad altri suoi congeneri del calibro di Pathfinder e del capostipite Dungeons and Dragons. Noi abbiamo vissuto questa nuova odissea su PlayStation 5 e questa è la nostra recensione!

Contenuti
Terrinoth: Heroes of Descent e l’ennesimo mondo da proteggereUn gioco tattico a turni veloce e appaganteGrafica e sonoroTi potrebbe interessare

Terrinoth: Heroes of Descent e l’ennesimo mondo da proteggere

Se te lo stai chiedendo, Terrinoth: Heroes of Descent proviene dal mondo del gioco di ruolo di Descent la cui prima edizione, pubblicata nel 2005, portava il nome di Descent: Viaggi nelle tenebre. Un gioco di ruolo da tavolo da 2 a 5 giocatori che si incentra sull’esplorazione di pericolosi e oscuri dungeon. Ecco, Terrinoth: Heroes of Descent riprende proprio questo concetto, focalizzandosi sui dungeon e su misteri oscuri da svelare. Il tutto con una trama inedita e che funge da prequel a un altro titolo videoludico dell’omonimo mondo: Descent: Legends of the Dark.

Quest’ultimo è un mobile game dal sistema ludico profondamente diverso rispetto a Terrinoth: Heroes of Descent che si insinua nel mondo PC e console con l’obiettivo di traslare l’esperienza originale da cui prende ispirazione. Il gioco, infatti, può essere vissuto completamente da solo o in co-op insieme ad altri 4 giocatori online. No, niente co-op locale, purtroppo. Inutile dire che, insieme a un buon team, l’intera esperienza muta drasticamente, diventando quasi simile a una vera e propria partita da gioco da tavolo.

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Terrinoth: Heroes of Descent, recensione (PlayStation 5)

Passando alla narrazione di Terrinoth: Heroes of Descent, questa non sorprende né sconvolge chi vive di pane e fantasy, ma riesce a intrattenere il giusto, spingendoci lungo una longevità discreta e soddisfacente, per capitoli di storie flebilmente interconnessi e incentrati prevalentemente su dungeon da sviscerare, battaglia dopo battaglia. Messo a confronto con i suoi diretti rivali, infatti, sia narrativamente che ludicamente, Terrinoth: Heroes of Descent si mostra più semplice e diretto il che non è un male. Il neofita, si troverà davanti a un mondo più accessibile e dalla difficoltà sicuramente più morbida senza grossi schemi da dover padroneggiare e studiare.

Tornando alla storia, possiamo dire che Terrinoth: Heroes of Descent ha quattro campagne distinte e autoconclusive dove a spiccare sono sicuramente i personaggi del nostro cast. Caratterizzati a doppio filo con la propria classe con l’aggiunta di qualche cliché di troppo, è interessante scavare nel loro background e vedere come interagiscono tra loro a seconda di come sceglieremo di formare il team, quest’ultimo non può sforare i quattro membri per singola spedizione.  

Chi cerca quindi una narrazione complessa e arzigogolata, potrebbe restare un po’ deluso da Terrinoth: Heroes of Descent anche se possiede un glossario di tutto rispetto, nel suo piccolo. Buono, invece, il ritmo di gioco, che viene favorito dall’azione più rapida e da capitoli discretamente contenuti per un’esperienza complessiva non enorme ma sicuramente godibile nel suo complesso. Il mistero di fondo, ossia la classica “minaccia inarrestabile” che invece bisogna cercare di arrestare, è il collante narrativo per tutte le vicende ma è una motivazione di fondo classica e fumosa che difficilmente lascia il segno.

Terrinoth: Heroes of Descent, recensione (PlayStation 5)

Un gioco tattico a turni veloce e appagante

Terrinoth: Heroes of Descent è un gioco di ruolo con combattimenti tattici a turni in visuale isometrica 3D che vede il fulcro della sua attrattività propria nel gameplay. Avendo già appurato che il titolo spinge molto alla cooperazione tra giocatori per riprodurre videoludicamente le partite in stile simil gioco da tavolo “reale”, il gioco diverte anche in single player. Ogni capitolo, infatti, si sposa perfettamente anche per essere affrontato in solitaria dove per trionfare si sposta il peso decisionale di ogni pedina in campo all’unico possessore del pad.

Il sistema di combattimento è molto standard, intuitivo e veloce. Ogni personaggio ha sue specifiche statistiche, tra cui la velocità che lo pone in determinate posizioni lungo la barra cronologica dell’azione posta in alto e al centro dello schermo. Per ogni turno, il singolo personaggio potrà eseguire determinate azioni tra cui muoversi ed eseguire una o più abilità, anche la stessa, finché non si esaurisce il valore d’azione a disposizione. Ogni abilità può colpire a determinate distanze o in più caselle.

Terrinoth: Heroes of Descent, recensione (PlayStation 5)

Sì, perché il valore tattico del gioco si riscontra in una suddivisione in scacchiera dell’area di gioco dove l’ambiente diventa protagonista stesso dello scontro con trappole, alture da poter sfruttare e altri piccoli elementi da poter sfruttare a nostro vantaggio. Rispetto ai congeneri di riferimento, risulta quasi subito una differenza: Terrinoth: Heroes of Descent è decisamente più semplice. Non tanto in termini di livello di difficoltà, con alcuni scontri che sapranno mettere alla prova le tue strategie, ma in termini di elementi da gestire su schermo.

Niente interfacce arzigogolate e immense e anche le abilità dei singoli personaggi, statistiche incluse, richiedono ben poca attenzione. L’equipaggiamento di ognuno, da poter acquistare e gestire prima di ogni spedizione, non richiede molto ingegno, risultando fin troppo superficiale. Insomma, chi cerca complessità, statistiche e percentuali in cui smarrirsi, potrebbe restarne deluso. In compenso, chi è alle prime armi, non avrà problemi ad ambientarsi.

Terrinoth: Heroes of Descent, recensione (PlayStation 5)

Grafica e sonoro

Graficamente parlando, Terrinoth: Heroes of Descent sa regalare un colpo d’occhio intrigante, aiutato da un buon sistema di luci e ombre, seppur non proprio stracolmo di dettagli. I personaggi sono intriganti e anche il bestiario, seppur abbastanza classico, riesce a donare una buona varietà seppur non molto originale. Il mondo fantasy è sfruttato bene, utilizzando a dovere situazioni e scenari abbastanza classici. Insomma, tutto di buon livello seppur difficilmente memorabile e identitario. Interessanti le missioni opzionali prettamente narrative con scelte testuali a schermo seppur fini a se stesse.

Il sonoro è abbastanza essenziale, con pochi picchi creativi. Un fedele accompagnatore in linea col genere di riferimento e che contribuisce a plasmare atmosfere coerenti e discretamente varie. Il doppiaggio, non sempre presente, funziona a dovere riuscendo a contribuire a differenziare il tono dei singoli personaggi coinvolti. Infine, da segnalare la graditissima presenza dei sottotitoli in lingua italiana, elemento che aiuta non poco a vivere al meglio il gioco.

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terrinoth
Terrinoth: Heroes of Descent
7
Grafica 7
Sonoro 7
Longevità 7
Gameplay 7
Aspetti positivi Accessibile e idoneo per i neofiti del genere In buona compagnia è ancora più divertente Presenza sottotitoli in lingua italiana
Aspetti negativi Chi cerca profondità e stratificazione strategica, potrebbe restarne deluso Narrazione che poteva osare decisamente di più
Considerazioni finali
Terrinoth: Heroes of Descent è un titolo ideale per i neofiti del genere e un po’ meno per chi ha centinaia di ore di esperienza. Il motivo è che si tratta di un titolo molto accessibile e decisamente più semplice da affrontare. La storia svolge un buon ruolo da accompagnatore ma non brilla per momenti memorabili. Così come grafica e sonoro che contribuiscono a plasmare un buon titolo, sicuramente solido ed efficace, anche molto divertente con la compagnia giusta, ma che forse poteva fare ancora di più. Infine, graditissima la presenza dei sottotitoli in lingua italiana.

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