I 4 Porting Di Street Fighter per Game Boy – Parte 1

Bellissimi, impressionanti a livello tecnico, portatili e assolutamente non necessari

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Ho sempre avuto, fin da bambino, una predilezione per le console portatili: Game Boy, Game Boy Color, Game Gear, Game Boy Advance e tante, tantissime altre. Ancora oggi mantengo questa, chiamiamola, ossessione per lo schermo compatto, con annessi tasti, tanto che, con regolarità, tiro fuori la mia PSVita o il mio 3DS e lo sfrutto (anzi a dirla tutta ci gioco più adesso che al momento della loro uscita).

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Il fatto che ormai questo mercato sia ad appannaggio della sola Nintendo Switch, un po’ mi dispiace e spero sempre che qualcuno esca con qualcosa che possa, non dico superare (impresa davvero molto difficile), ma almeno rivaleggiare con l’ibrida di casa Nintendo.

E sì, se hai pensato che aspetto Steam Deck, hai pensato giusto. Non parto questo preambolo con l’idea di parlare di console portatili; del fatto che si stava meglio quando si stava peggio o altri discorsi da boomer, nah, non è mia intenzione, parto con un incipit del genere per farti vedere, con una serie di articoli, che le console portatili di una volta erano capaci di vere e proprie magie.

Ho avuto l’opportunità, durante quest’estate, di rispolverare la mia cartuccia, per Game Boy Advance, di Street Fighter Alpha 3, titolo uscito nel 2002 e piccolo miracolo tecnologico che mi aveva fatto chiedere, al tempo (ma me lo chiedo ancora oggi), come sia stato possibile comprimere così tanti dati all’interno di una sola cartuccia (la mia esclamazione fu ben più colorita, ma qui non si può scrivere).

Accecato dalla curiosità ho deciso di vedere se Street Fighter, ovvero il picchiaduro per eccellenza, ha avuto altre trasposizioni portatili e sorpresa, sorpresa, ho trovato ben 4 titoli che, non solo sfruttano al meglio le potenzialità di queste piccole console, ma erano fatti davvero bene (vabbè non tutti), con i dovuti compromessi intendiamoci.

Eccoti, quindi, 4 capitoli di Street Fighter apparsi su console mobili Nintendo. Prima di iniziare, ho volutamente lasciato perdere PSP, PSVita e 3DS dalla lista, visto che già si entra in un territorio dove la potenza inizia a farsi importante, qui voglio solo parlare di quei capitoli della saga di Capcom che ti faranno esclamare: “Ma com’è possibile?!?!”.

Street Fighter II – Game Boy

Iniziamo col parlare di quello che è, a conti fatti, il più strano port creato di Street Fighter, ma anche forse tra i più impressionanti e probabilmente meno necessari, Street Fighter II per il primo, glorioso, Game Boy; attenzione, non il Color, non l’Advance, ma il primissimo, quello in bianco e nero.

Copertina Street Fighter II Game Boy

Rilasciato da Capcom nel 1995 e creato da coloro che erano dietro un altro titolo parecchio strano, ovvero Mega Man’s Soccer, il team Sun L, la casa giapponese decide di rilasciare, anche per la piccola console di Nintendo, la propria interpretazione di quello che era la propria punta di diamante nel campo dei picchiaduro. Mortal Kombat ci aveva provato e, nonostante un risultato parecchio discutibile, stava vendendo bene, non sia mai che lasciamo del mercato agli yankee brutti e cattivi.

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Nonostante prenda sia il nome di Street Fighter II e rubi la copertina dalla sua controparte Super Nintendo, questa versione del titolo Capcom è un mix di vari elementi della serie; un po’ Champion Edition, un po’ Super Edition (e c’è pure qualche tocco ripreso dalla sua versione Turbo, come gli artwork nella selezione dei personaggi).

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Peccato che questo non fu sufficiente, visto che Street Fighter II per Game Boy, arrivò alla fase finale pieno di compromessi, che capiamoci, ci stava, ma alcuni sono davvero inspiegabili, visto che altri titoli, usciti sempre nel 1995, come ad esempio Killer Instinct, avevano dimostrato che era assolutamente possibile creare un buon picchiaduro sulla limitata console Nintendo.

Partiamo con i combattenti, solamente 9 tra cui scegliere ovvero: Ryu, Ken, Chun Li, Blanka, Guile, Zangief, Sagat, Balrog e M. Bison. Assenti personaggi storici della saga come Dalshim oppure Vega. Altro compromesso, prevedibile, è il sistema di combattimento, dove vista la presenza di soli due tasti (il gioco nasce con un’impostazione a sei), il tutto veniva basato sul fatto di quanto a lungo veniva premuto un bottone.

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Questo, come potrai ben immaginare, si tramutava in fortissimo rallentamento nel gameplay, tanto che gli scontri erano appassionanti come una partita di bocce al circolo anziani di paese. Sempre restando in tema controlli, questi erano quanto di più legnoso ci si possa immaginare e provare a fare una qualsiasi mossa diventava un’impresa non di poco conto.

Altra cosa tagliata, questa volta a livello tecnico, sono le voci dei personaggi e il sonoro che viene pesantemente rimaneggiato (anche se a dirla tutta non è davvero niente male, considerando le potenzialità della macchina dove gira) e infine i finali vengono sostituiti da un semplice “Congratulations”, quindi niente più lore dove Chun Li ha il papà ammazzato da Shadaloo o Ryu va in giro per il mondo a fare risse, per vedere se è veramente il più forte.

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Punto positivo, tuttavia, è sicuramente la grafica, la quale, come puoi ben vedere dalle immagini postate in questo paragrafo, rappresenta degli sprite estremamente grandi e molto dettagliati. Peccato che, a causa del sistema di controllo e per una pessima ottimizzazione, il tutto appaia lento e difficilmente giocabile.

Menzione d’onore per la possibilità di poter giocare tramite il Super Game Boy. Non sai cos’è il Super Game Boy? Si tratta di una cartuccia, per Super Nintendo, la quale dava la possibilità di giocare ai titoli Game Boy e Game Boy Color, sullo schermo delle nostre TV.

La maggior parte delle volte queste erano trasposizioni 1:1, ma non Street Fighter II. Il grigiume, veniva totalmente eliminato e gli sprite venivano colorati in maniera abbastanza decente. Quindi se al tempo avevi un Super Nintendo, perché giocare alla sua versione di Street Fighter II, quando potevi benissimo usare quella per Game Boy? Come si dice: Super Nintendo is for boys, Game Boy is for man!

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Nonostante ciò Street Fighter vendette davvero molto bene, visto che riuscì a fregiarsi del titolo di Players Choice, ovvero delle edizioni particolari che venivano rilasciate quando un determinato titolo superava il milione di copie.

Street Fighter Alpha: Warriors Dream – Game Boy Color

Nuovo giro nuova corsa, anche se questa volta va decisamente meglio. Porting creato dalla, purtroppo, defunta Crawfish Interactive, questa versione di Street Fighter Alpha: Warriors Dream è un porting a tutti gli effetti, 1:1 dell’originale uscito in sala e su console con, naturalmente, tutti gli accorgimenti del caso.

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Tanto per iniziare sono presenti tutti e tredici lottatori della versione maggiore, con anche la presenza di alcuni personaggi nascosti come Akuma. Il sistema di controllo è, alla base, il medesimo di Street Fighter II per Game Boy, tuttavia il fatto di avere una tolleranza maggiore, rende il tutto molto più giocabile e godibile (finalmente riusciremo a fare un Hadouken senza dover bestemmiare in lingue che nemmeno conosciamo).

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C’è un cambio di stile nella grafica, dove i personaggi sono nettamente meno dettagliati, ma si da una maggiore enfasi a quello che sono le animazioni (basti vedere Rose e la sua sciarpa la quale sventola in una maniera molto convincente).

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In più, questi, risultano leggermente più piccoli, giusto per dare maggior risalto alle ambientazioni di gioco, le quali perdono, per limitazioni del Game Boy Color, il ciclo giorno e notte, ma nonostante questo restano comunque, in parte, animate. Sempre per alleggerire il tutto, alla fine di ogni match la musica verrà stoppata e il nostro conteggio dei punti sarà su sfondo nero.

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Altri compromessi con cui abbiamo a che fare con Street Fighter Alpha: Warriors Dream per Game Boy Color, sono la pochezza di modalità di gioco (solo 3: Arcade, Pratica e Bio dei personaggi) e la totale assenza di una modalità multiplayer, presente su Street Fighter II. Viene preso in prestito, dalle versioni più blasonate, anche la possibilità di aumentare la velocità di gioco grazie alla modalità Turbo 1 e 2, la quale sono un toccasana e rendono il titolo una vera e propria goduria.

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Capiamoci subito, non un titolo perfetto, ma sicuramente un buon gioco per chi negli anni 2000 possedeva un Game Boy Color e viveva di pane e Street Fighter.

Chiudiamo qui questa prima parte, torno fra qualche giorno per raccontarti degli altri due Street Fighter, questa volta per Game Boy Advance!

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