4 “malvagi” dei videogiochi per 4 riflessioni pseudoironiche sul male

Scopriamo il lato oscuro di alcune saghe videoludiche

Il bene e il male, se manca uno, svanisce anche l’altro. Questo dualismo perpetuo che va via via sempre più a spalmarsi in innumerevoli sfumature, ha portato alla vita svariati malvagi del mondo dei videogame che hanno saputo conquistare l’attenzione (se non il cuore) dei giocatori di tutto il mondo. Come Bowser per Mario, Cortex per Crash Bandicoot, Megatron per Optimus Prime, questo elenco vuole parlare dei cattivi (non propriamente famosi) che sono diventati così “importanti” da essere ormai indispensabili all’interno della loro saga di riferimento. Ma è un elenco che si affaccia anche sugli usi dei player e degli sviluppatori, analizzando anche quei “nemici” invisibili, non sempre scritti nel codice ma che sono lì, pronti a farci soffrire, arrabbiare, piangere o semplicemente ridere. E perché no, magari lasciandoci completamente indifferenti. Scopriamoli insieme!

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Jack il Bello (Borderlands) – inevitabili confronti

Jack il Bello ha letteralmente conquistato Pandora e non solo. Questo pazzo scatenato amante del male ha un carisma enorme e seppur fisicamente possa sembrare una schiappa, le sue battute e il suo modo di reagire hanno segnato l’intera saga di Borderlands. Tra lo “Stallone da culo” e il suo affetto smisurato per i nemici e la vita, lo hanno reso eterno e soprattutto indispensabile. Non volendo fare spoiler, basti pensare che la suddetta nemesi è ovunque (da Borderlands 2 in poi), in ogni prodotto della saga (spin off inclusi). Gli sviluppatori sono consapevoli del suo potere e non possono far altro che assecondare in un modo o nell’altro. Qualsiasi cattivo da ora si ritroverà a essere paragonato a Jack e la sfida sarà sempre difficile. Liberarsi di Jack il Bello potrebbe essere impossibile (è come Star Wars che prova a “non” fare richiami a Darth Vader o come la serie di Far Cry che cerca disperatamente qualche nemico all’altezza di Vaas) e a noi va bene così.

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Tom Nook (Animal Crossing) – malvagità subdola e coccolosa

Lo so cosa stai pensando: “Tom Nook non è un cattivo”. Sbagliato. Uno che come prima cosa ti ammolla un debito gigantesco e che ti costringe per tutto il gioco a cercare di guadagnare dei soldi per ampliare la tua dimora… unico elemento di progressione dell’intero gioco (oltre allo scorrere del tempo con tutti gli eventi stagionali) che cos’è? Parliamo di un dannato tanooki che non fa altro che chiederti cose, di gioco in gioco. E guarda caso, tu sei sempre lì che sogni di avere una grande casa, ripartendo sempre da zero… mentre lui è sempre più ricco. Dal primo capitolo di Animal Crossing a oggi… è passato dal gestire una piccola bottega di “oggettume” a essere il proprietario di innumerevoli ISOLE (alla faccia di Tortimer). Non lasciarti ingannare, Tom Nook è un cattivo subdolo, affarista e senza scrupoli, ed è anche diventato essenziale per l’universo di Animal Crossing, più di tanti altri volti animali (e se vuoi approfondire ancora di più questo losco figuro, leggiti il nostro speciale del Player One).

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“Sei Morto” (Dark Souls) – la ricerca del male

Si tratta di un nemico desiderato da tutti i giocatori di Dark Souls. Chi si approccia a un Dark Souls (ma non solo) lo sa che lo incontrerà prima o poi, DEVE incontrarlo. Lo vuole. Lo brama. Se non incontra questo nemico… non è un vero Dark Souls (e giù di critiche). Di chi stiamo parlando? Della morte! O meglio, della pluri-vista frase “Sei Morto” che appare ogni volta che vieni sconfitto in un qualsivoglia gioco di Dark Souls. Si tratta di un nemico inevitabile e che detta legge da anni a tante altre saghe videoludiche. Un nemico che ha fondato un sottogenere: i soulslike. Un nemico però che deve essere “giusto”, bisogna morire per oggettiva difficoltà, non per bug o situazioni ludicamente impossibili. Un nemico che deve sconfiggerti in modo leale e che quindi va a indicare che TU hai sbagliato qualcosa. Si tratta di una “morte” che vuole insegnarti qualcosa, che ti sprona a migliorare e che crea “dipendenza”. Questo è un nemico che cerchi, di lotta in lotta, di gioco, in gioco, in un’esperienza di crescita fatta di dolore virtuale e imprecazioni reali. Conosciuto anche banalmente come “Game Over”, è in parte nascosto (o sedato che dir si voglia) in altri videogiochi con l’aggiunta di modalità facili ma non qui, non nei Dark Souls. E questo ci piace.

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I soldi (Kingdom Hearts) – il motore oscuro delle tenebre

No, non è Xehanort il cattivo principale di Kingdom Hearts e in fondo, in fondo… lo sai bene anche tu. Il nemico principale di tutta la saga di Kingdom Hearts sono i SOLDI (quelli reali, non quelli immaginari richiesti dall’infame di Tom Nook). Solo una sete immane di soldi può muovere le menti e le mani di creativi e sviluppatori per produrre un quantitativo di spin off (più o meno necessari), frammentando una trama già di per sé non semplicissima e creando un macro universo (ciao Marvel) il cui mosaico è sempre più confuso. Puoi passare mesi a unire i tasselli a cercare motivi logici per determinate produzioni o scelte di sviluppo ma la risposta è una sola: i soldi. Lo sappiamo, i soldi stanno dietro qualsiasi videogioco ed è giusto, ci mancherebbe. Ma Kingdom Hearts è una serie così straziata da remake, remastered, collection, spin-off, DLC e chi più ne ha più ne metta… che il potere dei soldi è innegabile. Un modello che può gareggiare solo con le infinite versioni di Elder Scrolls V: Skyrim e (seppur in misura minore) Grand Theft Auto V. A questi si potrebbe perfino unire The Last of Us. Questi ultimi tre giochi però, sono un continuo riciclo di se stessi ed è quindi un caso diverso da Kingdom Hearts che “costringe” i fan più accaniti ad acquistare ogni singolo capitolo pur di sperare di ottere una visione quanto meno decente della visione del “tutto”. E se proprio vogliamo trovare qualcuno che possa seguire questi stessi passi… basta restare in casa Square Enix, perché Final Fantasy VII potrebbe seguirne l’esempio.

Ci fermiamo qui ma…

Oggi abbiamo parlato di “cattivi” che sono diventati, in un modo o in un altro, indispensabili per la loro saga di riferimento (nel bene e nel male). Sappiamo che ce ne sono tantissimi e potremmo anche tornare con un sequel, o due, o tre… E tu? Di quale “cattivo” vorresti parlare?

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Pasquale Aversano
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