Hidden Object Adventure: Captain Nemo sulla piattaforma sbagliata

Partiamo dal presupposto che Captain Nemo è un gioco che risulta vecchio al primo sguardo, già dalla pagina del negozio Steam. Il tutto si riduce ad un semplice “trova l’oggetto” e “trova le differenze” ripetitivo e mal contestualizzato. Di conseguenza: un gioco adatto piuttosto ad uno store mobile che ad uno per Computer.

Non per nulla il CrispApp Studio sviluppa principalmente per smartphone, che sarebbe il dispositivo su cui questi giochi dovrebbero rimanere. L’interfaccia iniziale stessa è chiaramente da gioco per telefoni, così come il sistema di movimento e di zoom, tipici di certi porting. Basti pensare che per leggere l’introduzione, a scorrimento manuale, bisogna cliccare sulla parte di testo e con il tasto ancora premuto scorrere verso l’alto poiché usando la rotellina del mouse lo scorrimento sembra quasi soggetto all’attrito.
Nonostante ciò il titolo rimane mediocre a prescindere dalla piattaforma.

Prendere un libro e sfruttarlo male

La “trama” del gioco, che risulta essere un semplice contesto per cercare oggetti nello sfondo, è una rivisitazione di “20.000 leghe sotto i mari” (1870, I viaggi straordinari – Jules Verne). Mi sfugge il processo mentale che abbia portato a creare un gioco di questo tipo su tale romanzo e a cosa abbia fatto pensare sia stata una buona idea. Tralasciando l’anacronismo di certe situazioni, interpretazioni e design, oltre questo vi è la semplice reazione:”ma perché hanno preso ispirazione da questo libro se per creare un contesto del genere ci si può ridurre a cose molto più semplici?” ma ammetto di apprezzare l’originalità e un po’ l’azzardo che hanno avuto.

Conseguente a questa ispirazione è il fatto che i personaggi risultano gli stessi del libro: Capitan Nemo (da titolo), Consiglio, Ned Land. Lo scopo, di trama, è quello di trovare il famoso mostro sottomarino che affonda le navi che trovava sul suo cammino. I protagonisti si metteranno quindi alla sua ricerca. Sta di fatto che ovviamente il gameplay e la trama cozzano in maniera rilevante.

Un’immagine incollata al mare

Dal punto di vista grafico c’è poco e molto da dire allo stesso tempo. L’ambientazione è spesso un semplice disegno spiaccicato su una foto e poco più, che si sintetizzano a giochi di luce mal posti, con poche eccezioni. Alcuni livelli saranno infatti anche piacevoli alla vista. Il punto più importante è ovviamente però quello degli oggetti a schermo: sono ovviamente tanti ma la risoluzione è più bassa rispetto a quella dello sfondo e rende il tutto poco chiaro. Non devo ovviamente spiegare come una cosa del genere sia cruciale per un gioco il cui scopo è di trovare una carabina in una sala da pranzo, ad esempio.

Nemo review

“Capitano, c’è un cane nella nostra cabina…”

Vi parlerò quindi di qualcosa che mi ha fatto sorridere, anche se negativamente. Il primo livello consiste nel trovare gli oggetti che ci servono in quanto Capitan Nemo dovrà partire. Fin qui è tutto regolare e gli oggetti da dover trovare risultano anche coerenti. Le magagne arriveranno più avanti, quando dovremo trovare gli oggetti precedentemente presi, nella stanza in cui soggiornerà il capitano. Passando oltre il fatto che gli oggetti da trovare saranno diversi, ciò che mi ha fatto rimanere perplesso è stata la presenza di “Cane x3” tra gli oggetti da trovare. Questo è solo uno degli esempi ma non è tutto. Il primo cane lo si trova in bella vista davanti a noi ma degli altri due, inizialmente, non ne vedevo nemmeno l’ombra. Sono quindi rimasto sbalordito dal comprendere come gli oggetti da trovare si riferiscono anche a piccole immagini o quadri raffiguranti gli oggetti stessi. Non è che ciò che ci serviva era il quadro in se ma solo l’immagine di ciò che ci è richiesto. Mi chiedo dunque: che senso ha, dato il pretesto? Ancora non riesco a trovare una risposta.

Soundtrack(s)

La musica che ci accompagnerà nel gioco è a dir poco ripetitiva. Le tracce saranno solo 4 o 5 in tutto il gioco e non variano per livello ma solo ogni 3/4 di essi avremo qualcosa di diverso da ascoltare. Si nota poi quanto esse siano scarne e prive di personalità. Gli effetti sonori sono invece semplici e neutrali. Non penso ci sia molto altro da dire.

Conclusioni

Hidden Object Adventure: Capitan Nemo è un gioco deludente sotto tutti i punti di vista. Disegni carini che però sono mal posti. Colonna sonora indecente. Gameplay noioso tanto quanto il pretesto.

Ciò che però voglio sottolineare è che l’idea di ispirarsi ad un libro come quello di Jules Verne è a dir poco geniale ed originale. Il punto è: perché farlo in questa maniera? C’erano modi migliori e anche il gameplay più semplicistico e casual può divenire interessante, con un pizzico di impegno.

Vi invito tuttavia a dargli uno sguardo, in buona o cattiva luce, sulla sua pagina di Steam e magari a dare uno sguardo ai lavori di CrispApp sui vari store per telefoni. Non si sa mai!