Negli ultimi giorni sta emergendo una situazione che molti creator definiscono una delle più gravi mai viste su YouTube dai tempi dell’Adpocalypse. Migliaia di canali gaming, inclusi nomi molto grandi legati a Roblox, Minecraft e contenuti per famiglie, si sono svegliati trovando una mail inquietante: canale completamente demonetizzato.
In alcuni casi parliamo di youtuber con centinaia di migliaia o oltre un milione di iscritti, che hanno perso in una sola notte entrate costruite in anni di lavoro.
L’accusa: contenuti dannosi per i minori
Il motivo indicato da YouTube è sempre lo stesso:
i contenuti sarebbero potenzialmente dannosi per i minori.
Un’accusa pesante, soprattutto perché molti dei canali colpiti producono video su giochi storicamente associati a un pubblico giovane e family-friendly. Minecraft, Roblox, Sonic, Super Mario, My Little Pony: titoli che da anni vivono proprio su YouTube grazie a creator rivolti a bambini e adolescenti.
All’inizio la situazione è apparsa confusa. Molti youtuber pensavano si trattasse di un errore isolato. Poi, su X, sono iniziati a comparire post con screenshot, mail e testimonianze. Il quadro è diventato chiaro rapidamente: non era un caso singolo.
Un’ondata globale di demonetizzazioni

Cercando termini come “harmful content involving minors”, emergono decine e decine di casi simili, provenienti da tutto il mondo, Italia inclusa.
Non solo grandi canali: anche creator più piccoli sono stati colpiti, spesso senza una spiegazione chiara e senza possibilità di dialogo reale con la piattaforma.
Canali che generavano migliaia di euro al mese hanno visto i guadagni azzerarsi da un giorno all’altro.
Il ruolo dell’intelligenza artificiale
Secondo molte testimonianze, il cuore del problema è l’uso massiccio dell’intelligenza artificiale nella moderazione di YouTube.
Da luglio sono entrate in vigore nuove regole legate all’uso dell’IA nei contenuti. Ufficialmente, YouTube ha dichiarato di voler limitare l’abuso di video generati artificialmente, perché poco graditi al pubblico.
Ma nello stesso periodo è accaduto qualcosa di più grande: l’IA è entrata in modo strutturale nel controllo dei canali.
In pratica, sistemi automatici analizzano video, titoli, miniature, audio e comportamento del pubblico per decidere se un canale viola o meno le linee guida.
Canali usati come “test”
Molti creator hanno l’impressione di essere diventati casi di prova.
I loro video sarebbero stati utilizzati per testare l’efficacia dell’IA nella moderazione, con strike, limitazioni e demonetizzazioni applicate su larga scala.
A quanto pare, i risultati sono stati considerati soddisfacenti, perché oggi l’IA sembra operare a pieno regime, colpendo in una sola settimana migliaia di canali con numeri importanti di visualizzazioni e introiti.
I ricorsi non funzionano
Un altro elemento critico riguarda i ricorsi.
Molti creator, anche molto noti, hanno provato a contestare la decisione. Le risposte ricevute seguono due schemi ricorrenti:
– mail standard che dichiarano tutto “regolare”
– risposte automatiche che dimostrano di non aver compreso il problema
Su X, l’account ufficiale di YouTube ha pubblicato un messaggio generico, invitando semplicemente a richiedere nuovamente la monetizzazione, come se si trattasse di un errore minore.
La posizione di Google e del CEO di YouTube
Nel frattempo, Neal Mohan, CEO di YouTube, ha confermato che l’azienda continuerà a investire pesantemente nell’intelligenza artificiale, nonostante le polemiche e i danni collaterali evidenti.
Questo rafforza l’idea, diffusa tra i creator, che i canali colpiti siano diventati soggetti sacrificabili, utili a migliorare i sistemi automatici della piattaforma.
Shadow ban e crollo delle visualizzazioni

Come se la demonetizzazione non bastasse, molti canali segnalano anche un forte calo improvviso delle visualizzazioni.
In diversi casi si parla apertamente di shadow ban, con video che non vengono più consigliati né mostrati nei feed, anche a iscritti attivi.
Il risultato è devastante: niente entrate pubblicitarie e drastica riduzione della visibilità.
Una notizia poco visibile
Un aspetto che fa discutere è la scarsa copertura mediatica della vicenda.
Molti creator sostengono che la notizia sia poco visibile su Google, e che difficilmente emerga nei risultati di ricerca. Una coincidenza che alimenta sospetti, considerando che YouTube appartiene proprio a Google.
Una situazione che riguarda tutti
Quello che sta accadendo non riguarda solo Roblox o Minecraft.
Riguarda chiunque faccia contenuti gaming, soprattutto se rivolti a un pubblico giovane.
Il messaggio che arriva è chiaro e inquietante: oggi un canale può essere azzerato da un algoritmo, senza un confronto umano reale e senza tempi certi di risoluzione.
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