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World of Warcraft – I ribelli Pandaren

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Before We Leave

Chiedere perchè combattiamo… è come chiedere perchè le foglie cadono.

Bentornato ragazzo nei racconti di World of Warcraft. Ormai siamo arrivati alla fine del percorso principale, delle razze più grandi di questo mondo fantastico. Torna ancora una volta alla taverna, per ascoltare quest’ultima storia, sono sicuro che ti piacerà.

Chi non muore si rivede, giovanotto! Dai forza, siediti e ascolta quest’ultima storia… per ora. Ormai sai già tutto degli esponenti di Orda ed Alleanza, ma c’è una razza che fa parte di entrambe e nessuna: i pandaren. Esseri misteriosi e dal cuore puro, i pandaren sono stati chiamati da poco alla battaglia e molti di loro hanno scelto a quale fazione dare la loro fiducia, ma esistono da migliaia di anni, tanto che potrebbero essere contemporanei dei troll.

Come i troll, nessuno conosce la loro origine. Si dice che siano nati dagli Antichi, gli spiriti della natura, o che siano imparentati con i furbolg, ma sono così antichi e misteriosi che rimangono un mistero per tutti.

pandaren

Perchè combattiamo? Per proteggere la casa, la famiglia…

Ti ho già parlato dei mogu, ti ricordi? Più di 12000 anni fa, queste creazioni dei titani, corrotte dalla Maledizione della Carne, crearono un impero davvero vasto e divennero alleati con i troll Zandalari. A differenza dei troll, che preferivano un sistema sociale a caste dove ognuno faceva la sua parte, i mogu regnavano grazie alla loro stazza e al terrore. Essi sono infatti esseri enormi, dotati di una forza terribile e di una crudeltà innata e sfruttavano queste abilità per sottomettere tutte le razze che abitavano nel loro impero.

pandaren

Quando i mogu vennero corrotti, i pandaren avevano però già creato la loro florida cultura. Arte, cucina, agricoltura e filosofia, oltre ad una adorazione verso gli spiriti elementali e gli Antichi della natura, in particolare quelli che loro stessi chiamano i Venerabili Celestiali: Chi-ji la Gru Rossa, Niuzao il Bue Nero, Xuen la Tigre Bianca e Yu’lon la Serpe di Giada. Amavano la vita, la cordialità e l’amicizia, fino al giorno in cui i mogu li sottomettero, distruggendo la loro cultura.

Essi conquistarono i loro villaggi, eliminando la loro arte e la loro storia ed impedendo loro di imparare a leggere e scrivere. I pandaren divennero degli utensili da lavoro nelle mani dei mogu, tanto potenti che era quasi impossibile ribellarsi. Chi disobbediva veniva punito con la morte o con torture ed i loro figli lasciati a morire oltre la Muraglia Serpeggiante, una barriera costruita dai pandaren, sotto ordine dei mogu stessi, per riparare i margini dell’impero dagli attacchi dei mantid.

I mantid erano discendenti dagli aqir, l’impero di insettoidi corrotti dagli Dei Antichi, ma erano molto più evoluti. Mentre gli aqir si limitavano a vivere come insetti, i mantid avevano creato un vero e proprio regno con una religione: essi adoravano il Dio Antico Y’shaarij, che venne ucciso dai Titani e il cui cuore infestò la regione dei pandaren.

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…per preservare l’Equilibrio e portare Armonia.

L’imperatore Lei Shen, autoproclamato Re del Tuono, comandava con una cattiveria mai vista, obbligando i poveri pandaren, oltre alle altre razze del luogo, a fare tutto quello che volevano i mogu, fino al giorno in cui il primo pandaren capì una lezione importante. Il povero Kang era un pandaren distrutto, padre di uno dei bambini lasciati ad essere divorati dai mantid oltre la Muraglia. Sappiamo bene che un uomo distrutto è solo qualcuno che non ha più nulla da perdere, giusto? Egli capì due cose essenziali: i mogu fondavano il loro stesso impero sui numerosi pandaren ed erano grossi e lenti.

Così Kang iniziò ad allenarsi nel combattimento senza armi, dato che erano state tolte loro dai mogu per evitare ribellioni violente. Scoprì una terza cosa, ovvero che i loro corpi erano talmente temprati dal lavoro come schiavi da non avere alcun bisogno di armi. Moltissimi si unirono a Kang, allenandosi di nascosto e creando così i primi monaci, combattenti disarmati che traevano potere dal loro stesso spirito.

Divennero rapidi, forti e letali, guidati da un senso di ribellione, dalla speranza e dalla voglia di pace, così attaccarono i loro padroni. I mogu non si aspettavano una ribellione così vasta e si resero conto di aver sottovalutato i pandaren, che erano tanto veloci e potenti da mandarli in confusione: ormai nulla poteva fermare questi coraggiosi eroi. I pandaren erano ormai riusciti a soverchiare, grazie alla loro forza di spirito e all’aiuto delle altre razze presenti nella zona, l’impero dei mogu ed ad appropriarsene. Lo modellarono secondo la loro cultura e nemmeno gli attacchi degli Zandalari, alleati dei mogu, riuscirono a scalfirlo.

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In quel periodo stava nascendo anche un nuovo impero, quello degli elfi Kaldorei, che divenne grande amico con l’impero dei pandaren, il cui nuovo imperatore era il grande Shaohao. Una volta incoronato ricevette una visione dalle acque elementali e vide il destino di Azeroth stessa e della sua terra. Shaohao vide la Guerra degli Antichi e l’arrivo dei demoni della Legione Infuocata, una battaglia che il suo amato popolo non sarebbe stato in grado di affrontare.

Una volta recatosi dalla Serpe di Giada Yu’lon chiese come avrebbe potuto affrontare questa terribile sorte e la risposta che ricevette fu l’ostacolo più grande della sua vita: Shaohao avrebbe dovuto liberarsi dalle sue emozioni negative e diventare puro, immacolato. Sempre in quel periodo la corruzione del cuore del Dio Antico stava serpeggiando per quelle terre, nutrendosi delle emozioni negative. I pandaren chiamarono questa essenza Sha, un male che cresceva e alimentava odio, rabbia e gelosia, e che si manifestava come esseri di oscurità in grado di distruggere tutto il lavoro dei pandaren.

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Così Shaohao intraprese un lungo viaggio, migliorandosi e liberandosi da quelle energie negative che lo bloccavano. Al suo ritorno egli era tanto puro da essere diventato luminoso e dove poggiavano i suoi piedi cresceva la vita. L’amicizia tra pandaren ed elfi si incrinò quando questi ultimi iniziarono ad utilizzare sempre più la magia arcana, che essi sapevano essere fonte di corruzione e malessere, oltre che di grande potere. Così diedero in dono ai Kaldorei una cassa, che a detta loro conteneva al suo interno una grande fonte di potere magico. Gli elfi aprirono la cassa, trovandola vuota. I pandaren volevano che i Kaldorei capissero che piuttosto che corrompersi a causa del potere, era meglio non fare nulla.

Dopodichè, mentre stava per iniziare la Guerra degli Antichi, Shaohao si recò nel centro dell’Impero pandaren e si immolò: egli divenne un tutt’uno con la terra, l’aria e la natura. Per proteggere la sua gente egli diede la propria vita e grazie alla sua purezza di spirito la terra reagì, separandosi dal resto di Kalimdor.

Si creò così Pandaria, il continente diviso da tutti e la zona in cui l’imperatore si immolò divenne ricca di vita, tanto da creare una perenne condizione di primavera, così i pandaren chiamarono la zona Terrazza dell’Eterna Primavera. Ma Shaohao aveva peccato proprio prima di immolarsi, il suo orgoglio era cresciuto. Egli era convinto che i pandaren fossero un bene preziosissimo, tanto da superare le altre razze in cultura ed in saggezza, così lo Sha, che era stato rinchiuso nelle profondità di Pandaria e tenuto sotto osservazione dal nuovo ordine degli Shandaren, avvolse Pandaria da una fitta coltre di nebbie, rendendola nascosta per millenni a tutti.

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Per la mia gente la vera domanda è: per cosa vale la pena combattere?

Quasi tutti i pandaren rimasero a Pandaria, convinti che il mondo esterno fosse ormai distrutto e che non valesse la pena mettere piede all’esterno. Sappi ragazzo che i pandaren sono un popolo poco incline alle novità, mentre gradiscono la compagnia della comunità, le grandi mangiate e soprattutto le grandi bevute. Non tutti però la vedono a questo modo! Vari esploratori scapparono da Pandaria, per visitare il resto del mondo. I due più famosi furono Chen Triplomalto, uno dei più capaci Mastri Birrai dei pandaren, che aiutò la costruzione di Orgrimmar aiutando l’Orda, e Liu Lang, che navigò sul dorso della sua tartaruga esplorando il mondo.

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Ogni cinque anni egli tornava a Pandaria, per raccontare le storie del mondo esterno, ed ogni volta la sua tartaruga cresceva di misura, diventando gigantesca. Date le dimensioni della tartaruga, altri pandaren decisero di seguire Liu Lang, fino a che la tartaruga Shen-zin Su divenne tanto grande da ospitare interi villaggi di pandaren. Un giorno, dopo ormai tanti viaggi, Liu Lang morì e Shen-zin Su smise di interessarsi al resto del mondo, finendo per vagare da sola nel grande mare per tanto tempo, abbastanza perchè chi la abitava si dimenticasse della sua esistenza. La colonia di pandaren iniziò a chiamarla Isola Errante, scordandosi di essere sul dorso di una tartaruga gigante.

Caro ragazzo, possiamo trovare tantissimi motivi per odiarci tra Orda ed Alleanza, ogni razza di questo mondo ha contribuito a vedere la distruzione a cui osserviamo continuamente… tranne i pandaren. Essi sono un popolo intelligente e pacifico, tanto da risolvere i conflitti con la diplomazia e quasi mai con la battaglia. Sono l’ultimo baluardo di bontà su questo mondo e come tali vanno rispettati. Se ti troverai a Pandaria noterai quanto cordiali siano i pandaren: stai con loro, mangia e bevi con loro, divertiti con loro e da loro impara per cosa davvero vale la pena combattere.

Ormai sai già molto di questo mondo, ma se ti va di cercarmi ancora sai dove trovarmi. Ora vado, sono molto stanco e ho bisogno di riflettere… Alla prossima, amico mio.

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