- recensione

Un titolo che poteva essere di più se il suo sviluppo non fosse stato travagliato

Unlucky Seven
2+

Una recensione degli aspetti positivi e negativi di Unlucky Seven. Un titolo abbandonato e ripreso da altri sviluppatori che hanno cercato di mandare avanti il progetto.

Una recensione degli aspetti positivi e negativi di Unlucky Seven. Un titolo abbandonato e ripreso da altri sviluppatori che hanno cercato di mandare avanti il progetto.

Unlucky Seven

Unlucky Seven è un indie in accesso anticipato, sviluppato da Puzzling Dream e pubblicato da Ultimate Games S.A. e Art Games Studio S.A., rilasciato il 30 agosto 2019 su Steam. Per il suo sviluppo è stato utilizzato il motore grafico Unity.

La realizzazione del titolo è stata travagliata, in quanto durante la sua realizzazione il gioco è stato abbandonato dai suoi sviluppatori e come dicono i developers di Puzzling Dream “E come potrete capire, è complicato continuare il lavoro di qualcun altro. Stiamo provando a dare ai giocatori ciò che si aspettano, ma per farlo abbiamo bisogno delle vostre opinioni e feeling sul titolo”, questo per spiegare anche il motivo dell’early access.

I sette sfortunati

La trama è divisa in due parti: una in cui si vedono i nostri sette sfortunati protagonisti in viaggio verso il motel del padre di Ellen, dove la ragazza festeggerà il compleanno, e una seconda parte dove Robert e il padre della ragazza escogitano un piano per uccidere tutti gli invitati.

Ogni protagonista ha un motivo personale per raggiungere quel luogo, che sia ubriacarsi o  scoprire se la propria ragazza intrattiene una relazione con un altro uomo.

Il titolo utilizza spesso il black humor nei dialoghi per dare un messaggio, sfondando la quarta parete e parlando direttamente al giocatore. Una mossa davvero carina per “inculcare” alle persone messaggi sociali che dovrebbero essere alla base della convivenza, ma che ancora non arrivano a tutti. Tutto questo in modo davvero pungente, alle volte.

Ed il gameplay?

Il gameplay di Unlucky Seven è basato su enigmi da risolvere e su piccole scelte iniziali che avranno influenza sul gameplay e sul comportamento dei protagonisti.
Questi non sono complicati, in quanto ci sarà sempre qualcuno o qualcosa che ti dirà esattamente cosa fare e in quale ordine eseguire le azioni, dunque basterà esplorare la zona per trovare tutti gli oggetti utili. Un consiglio: tieni sempre vicino a te carta e penna.

Ogni protagonista sarà giocabile, e ognuno avrà proprie conoscenze e almeno un oggetto unico nel proprio inventario che potrà essere più o meno utile nell’avventura.

Mettendo da parte i puzzle, il gameplay di Unlucky Seven gira molto intorno all’inventario, poiché sia per risolvere i suddetti enigmi sia per andare avanti nel titolo bisognerà raccogliere degli oggetti che andranno nell’inventario e utilizzarli al momento giusto.

Inoltre sono presenti dei Quick Time Event e sono divisi in due tipi: il primo impone di premere ripetutamente il tasto E della tastiera, il secondo premere di nuovo lo stesso tasto ma al momento giusto. Gli sviluppatori non hanno voluto osare molto evidentemente, rimanendo sul classico. Una cosa molto fastidiosa per quanto riguarda questi Quick Time Event è data dal fatto che quando si preme ripetutamente, non ci si rende conto che bisogna smettere, si salta la linea di dialogo, quindi non è comprensibile se l’enigma sia concluso e se abbia avuto un riscontro positivo.

Per interagire con gli oggetti bisognerà essere perfettamente paralleli a essi, quando si avrà il nome dell’oggetto sullo schermo significherà che è possibile interagirvi, il che è una buona scelta di design per non rendere lo schermo pieno di scritte o troppo confusionario. Ma è proprio qui che si sente la mancanza di un puntatore, visto che bisognerà fare spesso avanti e indietro col personaggio per ricordarsi dove si trova un determinato oggetto, in questo caso l’uso di un cursore sarebbe stato molto più efficiente.

Unlucky Seven è composto da livelli ben divisi tra di loro da un caricamento in stile VHS, proprio per richiamare lo stile anni ’80 che il gioco ha. Ma questa struttura ha un problema molto grande. Quale? Se si dovesse chiudere il software, che sia tramite l’uscita dal gioco di design o il più violento Alt + F4, la partita non sarà salvata, quindi quando si inizierà di nuovo a giocare, si dovrà ricominciare il livello dall’inizio. Cosa che ovviamente è molto frustrante.

E l’aspetto tecnico?

Le animazioni di Unlucky Seven sono molto fisiche: si sente davvero il peso dei personaggi rendendo realistici i movimenti. Nel gioco non è possibile correre.

La colonna sonora è una buona vaporwave, l’unico momento in cui l’ho trovata davvero sgradevole è stato quando due tracce si sono sovrapposte, anche se è “giustificato di trama” non è giustificabile l’inquinamento acustico che si ottiene, dunque è una pessima scelta di design.

Le ambientazioni non sono quasi mai ripetitive e nonostante sembrino minimali, sono ben curate. Riescono a far immergere il videogiocatore all’interno del titolo, tramite piccoli dettagli o oggettistica all’interno di una stanza. Alcune di loro riescono anche a mandare dei messaggi non troppo silenziosamente, vedasi i cavi che collegano i robot. C’è stata della cura dietro Unlucky Seven, ma non è bastata.

Il titolo ha un adattamento in italiano dei balloons (in quanto gioco ovviamente non prevede il doppiaggio), ma questa traduzione ha delle piccole imperfezioni che si possono riscontrare maggiormente vicino all’endgame arrivando al punto di vedere codice di gioco all’interno del balloon per la formattazione del testo. Una cosa poco carina ma che è facilmente patchabile.

Unlucky Seven urla mediocrità

Purtroppo il titolo sembra essere un compito dato e fatto male, la trama è piatta e prevedibile se non per alcuni piccoli momenti folli.

Gli enigmi più che problemi da risolvere sembrano liste di cose da fare. Quindi non è richiesto il minimo impegno per raggiungere il finale della storia e non c’è senso di appagamento quando si riesce a risolverne uno.

Sarebbe stato carino avere un sistema di scelte più ampio per rendere il titolo più dinamico magari per salvare almeno un protagonista, e QTE un po’ più punitivi in caso di fallimento. Il problema maggiore di Unlucky Seven è proprio la mancanza di difficoltà. Non è nè un titolo story-driven ma nemmeno un titolo con più ramificazioni.

Senza contare la grande mancanza del salva ed esci o delle salva partita cosa che comunque può essere aggiunta tramite un aggiornamento.
Unlucky Seven poteva e doveva essere molto di più. È possibile acquistare Unlucky Seven a 10,99.

Musica orecchiabile

Ambientazioni realizzate con cura

Black Humor pungente che parla al giocatore

Enigmi troppo semplici

Trama mediocre e piatta

Aspetto tecnico mediocre

I trofei vengono sblocati man mano che il gioco va avanti e sono semplici da ottenere.

Grafica
Sonoro
Longevità
Impatto

Voto

Unlucky Seven poteva essere molto di più, ma le pecche dal punto vista del gameplay e dell’aspetto tecnico non lo salvano da una valutazione negativa, nonostante la cura che gli sviluppatori hanno avuto per le ambientazioni.

Si respira aria di cyberpunk (o dovrei dire “furrypunk”) anni ’80, grazie alla musica vaporwave che accompagna il titolo in modo davvero gradevole.

Se solamente non fosse per quegli enigmi troppo semplici da risolvere, da sembrare quasi superflui, privando di quella sensazione che fa dire “ce l’ho fatta” alla risoluzione.

Il titolo è un susseguirsi di dialoghi scritti in modo mediocre per mandare avanti una trama piatta e senza veri plot twist, salvati solo dal black humor utilizzato dai personaggi per sfondare la quarta parete.

Unlucky Seven è davvero un titolo sfortunato, che non riesce ad essere quel diamante grezzo che sicuramente sarebbe potuto essere se ci fosse stata più cura da parte degli sviluppatori. L’ambientazione è importante, ma un videogioco è soprattutto ludico.

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Unlucky Seven poteva essere molto di più, ma le pecche dal punto vista del gameplay e dell’aspetto tecnico non lo salvano da una valutazione negativa, nonostante la cura che gli sviluppatori hanno avuto per le ambientazioni.

Si respira aria di cyberpunk (o dovrei dire “furrypunk”) anni ’80, grazie alla musica vaporwave che accompagna il titolo in modo davvero gradevole.

Se solamente non fosse per quegli enigmi troppo semplici da risolvere, da sembrare quasi superflui, privando di quella sensazione che fa dire “ce l’ho fatta” alla risoluzione.

Il titolo è un susseguirsi di dialoghi scritti in modo mediocre per mandare avanti una trama piatta e senza veri plot twist, salvati solo dal black humor utilizzato dai personaggi per sfondare la quarta parete.

Unlucky Seven è davvero un titolo sfortunato, che non riesce ad essere quel diamante grezzo che sicuramente sarebbe potuto essere se ci fosse stata più cura da parte degli sviluppatori. L’ambientazione è importante, ma un videogioco è soprattutto ludico.

Voto

2+