Voto

Undead Horde cover

- La recensione

Uccidere per resuscitare, combattere per sconfiggere i vivi, con la soddisfazione di essere un vero necromante

Diventa un necromante e resuscita i morti. Questo, in estrema sintesi, è il fulcro di Undead Horde, l’ultima fatica di 10Tons’.

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Undead Horde cover

Personalmente mi aspettavo un titolo un po’ più divertente, ma non mi aspettavo che fosse così coinvolgente.

Anche se il gioco ha qualche mancanza e problema sparso, in massima parte è un action RPG pulito, che riesce a raggiungere quanto prefissato. Ma facciamo un passo indietro e procediamo con ordine.

La storia è essenziale, molto probabilmente la componente più debole dell’intero gioco, che rischia di diventare ripetitiva a lungo andare.

Thriller Night

Come giocatori dovremo ricoprire il ruolo del già menzionato necromante, muovendoci attraverso varie location sparse per il mondo di gioco, resuscitando i morti, uccidendo i vivi, facendoli ritornare a loro volta in vita per combattere nel nostro esercito.

Quello che mi ha colpito al primo impatto è quanto il titolo sia profondo, pur rimanendo facilmente accessibile a tutti, con un lavoro molto fluido.

Dopo avere affrontato un breve tutorial, la partita inizia nell’hub del mondo, un posto in cui ci troveremo ogni qualvolta falliremo nelle nostre battaglie. E’ proprio qui che passeremo una buona parte del nostro tempo, raccogliendo merci e assemblando il nostro esercito prima di uscire all’aperto; più giocheremo e più questo hub si riempirà.

Nell’hub avremo accesso ai venditori, potremo acquisire le missioni e sbloccare nuovi servitori da aggiungere alla nostra schiera. Ovviamente progredire è importante per tirar fuori il massimo dall’hub.

Ad aiutarci, il fatto che tutto sia ben spiegato e immediatamente applicabile. Ti serve ottenere merci migliori dai venditori? Basta pagarli per aumentarne il livello. E’ necessario reclutare un certo tipo di combattente per uno specifico livello? Basta uccidere degli appartenenti a quell’unità per averli a disposizione via hub.

In buona sostanza tutto è così ben costruito che è difficile perdersi e andare in confusione; lo stesso si può dire per le meccaniche generali del gioco, i menù e la struttura centrale.

Una volta finito con l’hub, siamo pronti ad affrontare la mappa. Qui, una rete di livelli interconnessi ci presenta differenti missioni e sfide; ogni livello è connesso all’altro, il che vuol dire che si può attraversare l’intera mappa a piedi.

E’ in ogni caso a disposizione un sistema di spostamento veloce che ci consente di spostarci istantaneamente, se necessario. Entrando in un livello, avremo a disposizione la mappa nell’angolo in basso a destra dello schermo, insieme a delle statistiche che ci forniscono informazioni sulla consistenza dei nemici presenti.

Questa informazione rientra in due categorie: roccaforti nemiche e truppe. Le truppe verranno costantemente respawnate dalle fortezze, diventa quindi imperativo pulire queste roccaforti prima che la situazione si faccia troppo caotica. Fatto questo potremo dedicarci liberamente al massacro dei soldati nel livello, finchè non ne rimarrà nemmeno uno in piedi.

Undead Horde
Il massacro dei soldati provoca una certa soddisfazione

Una volta fatto questo verremo informati che abbiamo ripulito l’area, che rimarrà libera definitivamente. Il rovescio della medaglia è dato dal fatto che non sempre avremo accesso all’intero livello, ma dovremo prima risolvere delle missioni.

Essenzialmente, questo significa che avremo tanto da fare in ciascun livello, prima di liberarlo completamente; complice un’esperienza di gioco ben bilanciata questo sistema non si rivela particolarmente ostico.

Normalmente avanzeremo in un livello prima di passare ad un altro per ottenere un oggetto o completare un obiettivo, quindi torneremo indietro per proseguire nel primo. Avendo elementi RPG, l’equipaggiamento gioca un ruolo importante in Undead Horde, fortunatamente anche in questo caso il titolo è molto semplice dal momento che non c’è differenza tra quanto venduto dai mercanti e quanto invece raccolto per strada.

Nei panni del necromante, abbiamo a disposizione due attacchi: uno fisico e uno magico. Il livello di danno e tutti gli impatti che ci aspetteremmo da un GDR dipenderanno ovviamente dal nostro equipaggiamento;  a disposizione avremo un’arma da mischia, un bastone magico e alcuni tomi mistici in grado di aiutare sia noi che la nostra armata. Ogni oggetto viene accompagnato da un pannello informativo, così da farci capire istantaneamente a cosa serve e come utilizzarlo.

C’è anche un level system da tenere in considerazione, con il livello del nostro personaggio che cresce acquisendo XP; livellare ci consente non solo di avere accesso ad equipaggiamento migliore dai venditori, ma anche a sviluppare le statistiche base del necromante in una tra tre opzioni. Raggiunto il level up, ci vengono infatti presentate 3 carte tra cui scegliere e che impattano su salute, danno e mana; il procedimento è molto intuitivo e le opzioni a nostra disposizione saranno ben differenziate, apportando al gioco l’elemento rischio contro ricompensa.

Undead Horde
La scelta delle carte per lo sviluppo del personaggio

E’ importante, scegliendo l’equipaggiamento e le statistiche da incrementare, rimanere al passo con la difficoltà del gioco, le cose possono complicarsi se ci facciamo prendere dalla pigrizia.

Pur essendo il re dei (non) morti, possiamo comunque morire

Salute e mana vengono mostrate su schermo e, se scendono fino allo zero, moriremo o esauriremo le nostre capacità magiche; chiaramente all’interno dei livelli ci saranno punti dove potremo recuperare sia la salute che i mana, che ci consentiranno di mantenere un alto livello di resilienza. Tuttavia, rimane abbastanza facile mangiare la proverbiale polvere, qualcosa che ho sofferto più di quanto avrei voluto.

In questo caso, come già detto, torneremo all’hub con la possibilità di tornare subito indietro, con l’unica penalità dettata dal respawn totale delle truppe, nelle aree non ripulite.

Pur avendo la possibilità di resuscitare i morti, il nostro necromante ha delle limitazioni: possiamo evocare un numero stabilito di servitori, numero che varia da quanto “potere” è necessario per evocarli. Chiaramente i soldati più forti necessitano di più potere di quelli deboli.

Questa capacità cresce di pari passo al livello, così come alcuni equipaggiamenti, tuttavia in massima parte per attraversare i livelli dovremo adottare un approccio strategico.

Il gioco adotta un gameplay dual stick, con una prospettiva a volo di uccello; ci troveremo ad attraversare le location ben disegnate del gioco, uccidendo i nemici (e resuscitandoli affinchè si uniscano a noi) nella strada verso il raggiungimento degli obiettivi.

I nemici e gli alleati spaziano tra diverse tipologie di creature: dagli orsi ai polli fino a orchi e titani, molti dei quali utilizzabili sia in mischia che come arcieri. Il gioco ci dice costantemente dove dovremmo essere, il come arrivarci è il problema.

All’inizio le nostre abilità non sono particolarmente profonde e i nostri poteri deboli, ma naturalmente le cose cambiano in seguito. C’è una vasta gamma di incantesimi su cui puntare, molti dei quali obbligatori per superare i livelli più tosti.

Personalmente, ho trovato utile tenere alta la salute; non solo per sopravvivere agli attacchi pesanti, ma anche per sopravvivere agli attacchi velenosi e altri effetti che i nemici mettono sul piatto man mano. Purtroppo qui casca l’asino una prima volta: i nostri servitori vanno giù molto rapidamente. Non importa quanti servitori avremo al momento sotto il nostro comando, sembrano tutti morire facilmente sotto gli attacchi nemici, anche se sono molto più numerosi dei nemici.

E qui arriviamo al secondo problema, la ripetizione.

Il punto di forza del gioco diventa anche il suo principale limite. Resuscitare i morti è divertente, qualcosa di unico, ma è sconfortante vederli cadere così facilmente.

Può quindi capitare di morire perché in inferiorità numerica, o di dovere resuscitare le truppe al volo, che non è il massimo e che spesso può riportarci dritti all’hub. Potremo anche decidere di evocare alcuni dei boss battuti, ma anche loro muoiono facilmente.

E’ un aspetto che andrebbe limato, tolto il quale Undead Horde rimane un gioco molto divertente, una valida scelta per coloro i quali sono poco avvezzi alle complicazioni tipiche del genere, mentre chi è in cerca di un nuovo Diablo può tranquillamente passare oltre.

Comunque sia, va detto, il gioco offre un’esperienza robusta che appartiene allo stesso filone del titolo Blizzard; il sistema di gioco è ben fatto e anche se le missioni possono essere talvolta troppo standardizzate, l’azione offerta è sempre gradevole.

  • Scheda
  • Commento finale
  • Trofei

Altamente rigiocabile

Grafica e audio discreti

6.5

A tratti ripetitivo

Longevità 7

Grafica 6.5

Impatto 7

Sonoro 6

Undead Horde è un action RPG sorprendentemente profondo, riesce ad essere unico e a risaltare anche nella sua variante strategica. Il contenuto offerto, nonostante sia talvolta ripetitivo, lo rende un titolo raccomandabile in grado di intrattenere il giocatore per ore.

Non sono presenti trofei su Nintendo Switch

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