La cover di 198X

Un indie da scoprire: 198X

198x è uno dei titoli più interessanti nel panorama indie Switch

Avendo spesso a che fare con titoli indie, qui sui iCrewPlay, ormai mi capita sempre più spesso di spulciare l’elenco dei titoli presenti su Nintendo Store e più in generale di documentarmi sui progetti più interessanti in uscita.

Devo ammettere che, di primo acchitto, ero un po’ dubbioso riguardo 198X approdato da poco su Switch, un anno dopo l’uscita per PC.

Dopotutto si tratta dell’ennesimo titolo ambientato negli anni ’80, decennio che ormai è un vero e proprio feticcio della nostalgia, con richiami al cinema di Spielberg e una colonna sonora synthwave.

Messa così può sembrare riduttivo, ma è la verità; dove 198X emerge è nello stile, portato avanti principalmente dalle cutsene che raccontano la storia di The Kid attraverso le 5 ottime ricostruzioni di classici arcade che costituiscono il nocciolo del gioco.

La storia non è del tutto convincente, comprensibile dato che si tratta del primo capitolo di una serie,così come non lo è il narratore in bilico tra l’annoiato e il melodrammatico, ma i filmati hanno un bel tocco cinematografico. Abbiamo già detto di Spielberg, ma è possibile ritrovare anche l’influsso del maestro giapponese Ozu, ad arricchire questi spezzoni.

Per quanto riguarda i minigiochi, che come detto costituiscono il cuore dell’intero titolo, lo stile viene accompagnato da una profonda conoscenza con i grandi classici del passato.

Beating Heart pesca a piene mani Streets of Rage e riesce a farlo bene, mentre Out of the Void è un emulo convincente di R-Type. The Runaway ci riporta alla memoria il famosissimo OutRun, con Shadowplay che invece ci fornisce una rilettura di Shinobi.

A completare il tutto Kill Screen, un GDR le cui tematiche sono più strettamente collegate al gioco principale.

Lo sviluppatore Hi_Bit Studios ha fatto un buon lavoro, insieme ad alcuni importanti collaboratori come Yuzo Koshiro; sulle nostre Switch 198X può tranquillamente stare affianco a titoli come Ninja Warriors, Gradius e ovviamente i già citati OutRun e R-Type, il che è sicuramente il complimento più grande che si possa fare a un gioco che tributa questi grandi classici.
Sicuramente potremo attendere il secondo capitolo di 198X con minore diffidenza e maggiore impazienza.

Fonte

Hai giocato a 198x su Nintendo Switch? Se sì, fammi sapere se sei d'accordo con me o se il titolo ti ha deluso.

Emanuele Ribaudo
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