ubisoft aggiunge il crossplay ai giochi

Ubisoft procede a vele spiegate verso gli open world

Il colosso francese vorrebbe continuare sulla strada battuta delle strutture a mondo aperto

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Un RPG semplicistico e nostalgico basato su una popolare webserie di quasi 20 anni fa

Terrain of Magical Expertise

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Da tempo immemore, il marchio Ubisoft è sinonimo di garanzia quando si parla della spettacolarità degli open world.
Se da una parte non tutti gli episodi di Assassin’s Creed, titolo di punta del publisher, riescono a soddisfare completamente e alcuni risultano decisamente poco riusciti, il punto forte di tutti i capitoli resta sicuramente la struttura dell’open world.
Fin dai tempi di Ezio Auditore infatti, i team di Ubisoft hanno sempre sfornato delle mappe esteticamente ben fatte e dettagliate: anche quando un capitolo ha fatto cilecca (Unity Docet) Ubisoft non ha mai fatto passi falsi nella struttura del mondo aperto.

Con il passare degli anni, gli open world hanno iniziato a subire un miglioramento in qualità, ma anche in quantità: la mappa di Assassin’s Creed Odyssey è semplicemente enorme, circa il 62% più grande di quella del suo predecessore Origins, che presentava un Egitto Tolemaico già abbastanza dispersivo.
Queste informazioni portano a una domanda: quanto è sostenibile in termini economici un progetto di tale fattura?
Yves Guillemot, CEO di Ubisoft, durante un’intervista concessa a Games Industry ha affrontato l’argomento:

“È uno sforzo sostenibile, perché il mondo è grande e il numero di giocatori che possono giocare ai nostri giochi è immenso. Quello che abbiamo visto negli ultimi anni è il numero di giocatori che giocano ai nostri giochi in costante crescita.

Nuovi mercati si stanno aprendo e i giochi vivono molto più a lungo di prima. Quindi al momento vediamo che possiamo continuare ad aumentare gli investimenti perché sappiamo che possiamo avere un ritorno sugli investimenti sul lungo periodo.”

Probabilmente, Guillemot si riferisce anche alla durata della permanenza dei fan su di un titolo specifico, che è sicuramente aumentata grazie all’enorme mole di contenuti che vanno a sommarsi.

Guillemot ha continuato:

“I nostri team non si fermano dopo aver lanciato il gioco. Abbiamo enormi studi che continuano a creare contenuti affinché i giocatori possano rimanere negli universi in cui amano coesistere. Il fatto che abbiamo alcuni giocatori che acquistano oggetti in questi giochi sta dando ai nostri team la possibilità di continuare a creare dei contenuti extra.”

Cosa c’è da aspettarsi dai nuovi titoli Ubisoft?

Secondo Guillemot, il giocatore medio ha trascorso circa 60 ore in Assassin’s Creed Odyssey. Il modello Ubisoft mantiene e costruisce nuovi contenuti nel flusso del gioco, garantendo cosi il ritorno di una buona fetta d’utenza sui giochi aggiornati.
Con Assassin’s Creed Odyssey, questa sorta di “game as service” ha funzionato, grazie alle numerose espansioni aggiunte sia gratuitamente che a pagamento. Resta da capire se e quanto questo modello può essere applicato alle restanti pubblicazioni di Ubisoft.

Solo il tempo potrà darci una risposta.
Assassin’s Creed Odyssey è disponibile per PC, PlayStation 4 e Xbox One, e inoltre farà parte del parco titoli di giochi disponibili al lancio di Google Stadia.
Nel caso non l’avessi ancora acquistato, è possibile farlo su Amazon con il 61% di sconto a €27,99.

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