Sviluppato e pubblicato da Spilt Milk Studios Ltd, Trash Goblin è un bizzarro e colorato nonché stilisticamente intrigante gestionale di bottega fantasy caratterizzato da un ritmo volutamente lento e privo di difficoltà o ansie videoludiche. Insomma, un titolo cozy a 360° che riesce anche a strappare più di un sorriso oltre a offrire una storia leggera e gradevole. Noi ci siamo messi a lavoro nella nostra piccola bottega su Nintendo Switch e questa è la nostra recensione. Pronto ad agguantare spugna e scalpello?
Trash Goblin un gioco rilassante e divertente
Trash Goblin per Nintendo Switch, ossia la versione qui in analisi, è la trasposizione 1:1 dell’omonimo titolo precedentemente pubblicato nel 2025 per PC. Si tratta di un titolo votato al rilassantamento quasi totale, pienamente identificabile come cozy games e dotato di una campagna single player che può anche sforare le dieci ore. Il tutto, facendoci indossare i panni di un piccolo goblin, lo stesso del titolo. L’avventura è basata su attività di routine e abbastanza ripetitive, vissute in prima persona e costantemente circondati da personaggi fantasy di svariate razze.
Il nostro scopo, come da breve incipit, è quello di gestire una piccolissima bottega, così piccola che basta girarci su noi stessi per poter praticamente osservare tutto l’osservabile. E noi, in quei quattro angoli, ci passeremo praticamente tutta l’avventura. Rigorosamente senza stress o rischi di sorta e neanche scadenze o penalità. Stranamente, infatti, i clienti con cui avremo a che fare, seppur bizzarri e strampalati, non sembrano fornire alcun tipo di urgenza nella loro ricerca di roba decisamente assurda.

Si va dal manico di una brocca a un occhio di vetro, passando per cappelli stregati, corni e altri ammennicoli di vario genere che dovremo ricercare, sistemare e pulire. Perché sì, la nostra è una vera e propria “Ammennicoleria”, un luogo angusto, destinato ad evolversi e che ben presto potremo anche gradualmente personalizzare, nel quale si consumeranno oltre che commissioni anche storie e racconti. Ed è tutto ben coeso, interessante e leggero. Una leggerezza che potrebbe non piacere a tutti ma che abbiamo trovato armoniosamente in sintonia con tutti gli elementi proposti dal gioco.
Anche perché è una leggerezza intelligente, impreziosita da un umorismo cartoonesco azzeccato e che si palesa già solo nel tutorial. Un esempio? Il nostro primo cliente è Aimon, ossia colui che funge da mentore e assistente, portandoci anche i sacchi pieni di misteriosi oggetti da scalpellare e pulire. Ebbene, Aimon con una scusa si allontana per poi apparire dalla parte degli acquirenti dotato di sfavillanti baffi e fingendosi un acquirente inedito. Il dialogo a scelta multipla fine a se stesso e privo di conseguenze a cui saremo chiamati a rispondere, è l’ulteriore conferma dell’ironia espressa dal titolo e che funziona dall’inizio alla fine, senza lungaggini di sorta.

Scalpella, lava e consegna
Trash Goblin è un gestionale in prima persona di bottega di ammennicoli che richiede, essenzialmente, di ripetere una serie di attività da puzzle game. La prima è quella di scalpellare un oggetto misterioso. Si tratta di un mucchio di cubi che potremo roteare cercando il punto giusto da scalpellare e seguendo le poche e intuitive regole legate alla tipologia di quadrato che andremo a picconare. Una volta tolti nel giusto modo i quadrati superflui, l’ammennicolo si svelerà a noi.
Lo svelamento non combacia sempre con l’oggetto richiesto dal cliente e potrebbe essere necessario diversi tentativi di scalpellamento e svelamento prima di trovare quanto richiesto. E va bene così, fa parte del gioco e l’accumulo di ammennicoli agevola comunque eventuali ulteriori e future richieste. Inoltre, a oggetto svelato non si conclude di certo l’affare. Ogni ammennicolo deve essere pulito, soprattutto se richiesto. E qui si va di colpi di spugna. Come lo scalpellamento, si tratta di maneggiare, roteare e pulire le zone sporche in modo semplice, rilassante e intuitivo. Tutto in prima persona 3D.

Sono operazioni cicliche ma sinceramente rilassanti, degli scaccia pensieri fugaci privi di difficoltà specifiche o di ansie temporali. Non c’è fretta. E, seppur un giorno ludico sia scandito da determinati spicchi a loro volta legati alle azioni svolte con gli ammennicoli stessi, non dobbiamo temere di non riuscire a soddisfare una richiesta in quel giorno. La si può soddisfare il giorno seguente senza fretta alcuna. E parlando di dormire, il nostro goblin potrà riposare nell’angolo del sonno. Questi è il primo di quattro angoli tra cui quello dedicato ai clienti, quello del tavolo dove gestire gli ammennicoli e quello dedicato al nostro assistente e non solo.
Dopo le prime giornate, si aggiungerà anche un sistema di personalizzazione e fusione di ammennicoli che punta a rendere l’esperienza ancora più stravagante e con un tocco di creatività extra. Sinceramente apprezzata oltre che coerente con la filosofia stessa del gioco. Coi soldi guadagnati dalle varie commissioni, invece, potrai effettuare degli upgrade e delle personalizzazioni sia al tuo negozio sia ai tuoi stessi strumenti, in un progresso graduale e piacevole da “vivere”.
Considerando il gran numero di ammennicoli, le moltitudini di fusioni possibili, il cast variegato di clienti, gadget aggiuntivi stravaganti e tanto altro ancora, Trash Goblin soddisfa ma a patto di accettare la sua filosofia di esperienza che è sia positiva che negativa. Il titolo, infatti, è ludicamente limitato a quelle determinate azioni già elencate e l’assenza di sfida potrebbe annoiare chi è in cerca di una sfida vera e propria. Anche l’esplorazione è praticamente assente, essendo relegati a quattro angoli, tradotti in quattro schermate e visitabili premendo un semplice tasto. Eppure, bastano quattro angoli per dar vita a un rifugio estremamente rilassante e originale.

Grafica e sonoro
Graficamente parlando, Trash Goblin ci ha sorpreso in positivo. La cura riposta nello stile grafico è enorme. Sia 3D che, soprattutto, per gli artwork 2D. Il fantasy trasuda da ogni spazio e, nonostante non ci siano grandi varietà in termini di location, quel poco che viene messo in scena funziona e mostra una grande coesione del mondo di gioco proposto. Anche la modellazione 3D degli ammennicoli, seppur semplice, è in linea con il gioco stesso. La palette cromatica fa il resto, dando un boost armonioso e gradevole.
Anche il sonoro contribuisce con efficacia all’atmosfera del titolo, offrendo sonorità rilassanti, orecchiabili e mai ridondanti. Nulla di memorabile, sia chiaro, ma riescono a rilassare e ad accompagnare la routine videoludica senza mai essere fastidiose. Molto gradita anche la presenza dei sottotitoli in lingua italiana, sorprendentemente esaustivi e in grado di impreziosire ulteriormente l’intera esperienza di gioco, oltre a permetterci di godere al meglio dell’umorismo dei vari personaggi.
Infine, da segnalare che Trash Goblin si difende molto bene in entrambe le modalità offerte dall’ibrida Nintendo. Personalmente, abbiamo molto apprezzato la modalità portabile che ben si sposa all’idea di piccola bottega che, in questo specifico caso, diventa anche portabile. Peccato per l’assenza dei salvataggi manuali.
