The Sinking city recensione

The Sinking City rimosso dagli store per una causa legale

A causa di una disputa legale attualmente in corso tra Frogwares e Nacon, The Sinking City è stato rimosso dalla maggior parte degli store digitali.

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Come appassionato di lunga data sia di videogiochi sia delle letture del maestro di Providence, non potevo non portarti la recensione di un titolo che tenta di dare un gameplay all’orrore di Lovecraft. Sarà andato a buon fine questo matrimonio?

The Sinking City

In questi ultimi giorni di agosto le battaglie legali sembrano aver assunto un ruolo di primo piano nell’industria videoludica. Alla disputa tra Epic Games e Apple se ne aggiunge un’altra, di portata certamente minore, ma non per questo meno degna di nota, che vede come protagonisti la software house Frogwares e il publisher Nacon (precedentemente noto come Big Ben Interactive).

L’oggetto della contesa è il titolo The Sinking City, rilasciato il 27 giugno 2019 per PC, PlayStation 4, Xbox One e Nintendo Switch. Se vuoi saperne di più sul gioco puoi trovare qui la nostra recensione, ma attualmente l’investigativo a tinte lovecraftiane non sta attirando l’attenzione per la sua discreta qualità.

A rendere nota la situazione in cui versano attualmente i diritti del titolo sono stati direttamente gli sviluppatori di casa Frogwares tramite l’account Twitter ufficiale della compagnia, con un tweet che conteneva al suo interno una lunga lettera, dai toni decisamente risentiti, indirizzata proprio al publisher Nacon:

Pare che i problemi siano sorti a causa degli accordi di base legati ai diritti, che Nacon non avrebbe rispettato. Al momento del lancio, Frogwares ha trasferito i diritti di marketing a quattro differenti piattaforme: Steam, Epic Games Store, PlayStation 4 e Xbox One, così da rendere possibile la vendita sui ripettivi store. Dopo i 40 giorni previsti dalla legge però, Nacon non ha proceduto a retribuire gli sviluppatori sulla base delle prime vendite effettuate.

Le motivazioni potrebbero essere più gravi e contorte del previsto però, in perfetto stile lovecraftiano aggiungerei dal momento che siamo in tema, infatti Nacon deteneva i diritti anche di Call of Chtulhu di Cyanide Studio, titolo che presentava tematiche analoghe a The Sinking City, attingendo dallo stesso materiale di base, infatti Frogwares fu costretta a ritardare il lancio del proprio titolo per non avere contemporaneamente sul mercato due prodotti molto simili nel giro di pochissimo tempo.

Come se non bastasse, oltre a creare una certa concorrenza tra le software house di cui possedeva entrambe le IP, Nacon ha anche tentato di impossessarsi del codice sorgente di The Sinking City, come se avesse già da tempo programmato un colpo basso nei confronti degli sviluppatori. Per questo insieme di cause, Frogwares ha deciso di recidere i rapporti col publisher lo scorso 20 aprile, data che viene menzionata nel tweet a cui si faceva riferimento prima, e di richiedere un rimborso per una cifra pari a un milione di euro, corrispondente agli importi non versati nei 40 giorni dal lancio da parte di Nacon.

Attualmente è possibile acquistare la versione digitale di The Sinking City tramite il sito di Frogwares o il Nintendo eShop, in quanto la software house si è occupata in prima persona della distribuzione sull’ibrida della casa della grande N, oppure recuperare una versione retail sugli shop online o presso distributori fisici.

Resta con noi per scoprire tutte le novità su questa contorta vicenda che riguarda un titolo… altrettanto contorto!

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E tu che ne pensi di questa nuova disputa legale? Faccelo sapere nei commenti!

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