The Mandalorian

The Mandalorian, dovrebbero farci un videogame

The Mandalorian, la serie di Disney+ che segue le vicende di Din Djarin e "Baby Yoda", sarebbe ottima per un videogame

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Uno shoot ‘em up colorato e vivace, sviluppato su base tecnica e con grandi potenzialità: Panorama Cotton è uno di quei titoli che ti fa divertire, seppur con qualche difetto

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Sei un grande appassionato di videogames? Hai sempre sognato di condividere le tue conoscenze e le tue opinioni con un vasto pubblico? Se la risposta è sì, perché non provare a diventare redattore di iCrewPlay.com?

Sì, The Mandalorian, la serie targata Disney+ che si inserisce nell’universo di Star Wars, precisamente 5 anni dopo gli eventi de Return of the Jedi, sarebbe ottima come base per un videogame. Questa volta non dico niente di impensabile, anche perché parlo di un prodotto appartenente a un franchise e di proprietà di una società che normalmente utilizzano proprio il videogame come parte delle operazioni commerciali, quindi secondo me è solo questione di tempo. Tra l’altro Star Wars: Squadrons ha ne già approfittato.

L’universo di Star Wars è da sempre protagonista della scena videoludica, e The Mandalorian risulta una delle uscite più apprezzate dai fan, forse molto di più rispetto all’ultima trilogia – che per comodità chiamerò Star Wars, La Dolce Complicanza, dato che tutti, tutti i personaggi ne sono pervasi più di quanto lo sia l’universo con la Forza.

The Mandalorian, lo Star Wars secondo la ricetta di una volta, prima che ci infilassero tutti quegli ingredienti geneticamente modificati

Seguo Star Wars da sempre, e al di là del giudizio sulla qualità delle due trilogie uscite al cinema per ultime, risulta chiaro che la connotazione come space western ed space opera con chiara vocazione epica che caratterizzavano Episodio IV, V e VI, direi soprattutto il primo, è stata in parte superata successivamente in favore di necessità contingenti, come quella di guardare ai più piccoli per attirare nuovi fan

O come quella di riadattare il design alla base dei personaggi per renderli più vicini ad alcuni nuovi stereotipi – termine che uso in modo letterale, senza accezioni positive o negative – e a una tendenza recente degli sceneggiatori USA, quella di confondere la profondità di un protagonista col numero di volte che piange o smatta come un dodicenne…

In The Mandalorian, invece, viene salvaguardata la parte epica – che, se si piagnucola e/o si ha una crisi di nervi ogni due minuti, ne risente – e soprattutto si recupera quel retrogusto “spaghetti western” (vedi l’originale accostamento fatto dallo youtuber kingkida nel video sotto, e perdonagli qualche errore).

I personaggi, le vicende, gli scenari e in generale l’ambientazione rimandano proprio a quelle atmosfere.

Ma The Mandalorian, oltre ai film di Sergio Leone, fa tornare in mente le storie di samurai (e come I Sette Samurai e I Magnifici Sette ci dimostrano, tra quei due mondi esiste un filo), soprattutto un manga storico, Lone Wolf and Cub, in cui l’ex boia dello Shogun, Itto Ogami, dopo essere decaduto dal suo status a causa di un complotto, si muove per il Giappone insieme al figlioletto Daigoro, cercando un modo per vendicarsi.

Lone Wolf and Cub - Manga

Dal fumetto  sono state appunto tratti film e telefilm, tutte cose arrivate anche in Italia e che, se ti fossero sfuggite, ti consiglio di recuperare. Insomma, il materiale che questa serie ci offre è denso, ricco di riferimenti e di spessore. Quindi fate questo benedetto videogame di The Mandalorian!

Lone Wolf and Cub - Adaptation

Che gioco?

Fin troppo semplice dire che The Mandalorian dovrebbe essere un videogame action/adventure, perché vestire i panni del cowboy/samurai/cacciatore di taglie Din Djarin sicuramente non può che spingerci a esplorare zone sperdute, farci incontrare tipi loschi e nemici spietati. E il tutto dovendo badare anche al piccolo Baby Yoda! O è lui che bada a Mando…
Proprio la presenza del bambino aggiunge la possibilità di mettere quel pizzico di emotività che, se utilizzata con misura e gusto, spesso distingue le avventure meramente block-buster da quelle che restano nel cuore.

Non vedrei troppo bene l’abbondanza di elementi rpg sia per quanto riguarda il personaggio e le sue abilità. Nel senso, mi piacerebbe giocare il Mandaloriano, non un altro personaggio che ripercorra i luoghi e le vicende della serie, in fondo per giocare il Jedi o il Sith ci sono altri titoli, per avere libertà nella creazione del protagonista ci sono tanti gdr: ma se esce un gioco di The Mandalorian, voglio essere il Mandaloriano, punto.

Certo, alcune cose è normale che siano personalizzabili, e alcune componenti di gioco potrebbero variare, tipo il combattimento spaziale rispetto a quello terrestre, se mai volessimo inserire gli scontri tra le stelle.

Ma riguardo le “situazioni tipiche” io vorrei un sistema ben limitato anche se discretamente stratificato, come in Control per intenderci: alcuni gadget, certo, ma non ventimila, scegliere se si sa usare meglio il fucile da cecchino o la pistola, ok, ma non chiamare attacchi orbitali o far apparire una mandria di mudhorn inferociti, è giusto poter scegliere una tattica stealth o uno scontro a colpi di laser, ci sta, ma non trasformarsi in un robot o di botto essere il mago del cyberspazio.
Penso di essermi spiegato.

Serve un bell’action/adventure d’atmosfera, con un’impronta decisa, un comparto narrativo asciutto ma significativo, una dose misurata di emotività e il giusto compromesso tra alcune libertà nel gameplay e il rispetto del personaggio protagonista della serie.

Vuoi giocare i comprimari? Ci saranno dei DLC: this is the way.

Missioni e open world, ma senza esagerare

In The Mandalorian si dovrebbe poter esplorare un open world, e parlo sia di pianeti che galassie, ma senza saturare ogni ambiente e senza rendere il viaggio lungo, a meno che non sia una scelta del giocatore per godersi un momento introspettivo – sono serio, nel primo Red Dead Redempion, cavalcavo al tramonto ogni volta che potevo, senza degnare nessuno di uno sguardo. Ecco, anche questo: non “cagarsi” nessuno è importante.

Voglio dire, il Mandaloriano è un cacciatore di taglie, ma è a sua volta in fuga da nemici, e deve prendersi cura di Baby Yoda, sempre nel rispetto del codice.

The Mandalorian

Quindi, sì, in The Mandalorian a volte Din aiuterà una comunità in difficoltà, magari farà momentaneamente coppia con qualcuno o parteciperà a missioni di gruppo, ma sempre senza offrirsi troppo e quasi mai facendolo gratis, di base sarà immune alla Sindrome Bethesda (per esempi recenti vedi Skyrim).

arrivi in città, tutti ti avvicinano, ti si aprono quest di ogni tipo, ma tocca passare anche per missioni secondarie, chessò, quel vecchio ha perso il cucchiaio da campeggio durante un pic-nic nel prato dietro casa 50 anni fa, appena glielo riporti (era in terra davanti agli scalini della porta sul retro) scopri che Spotty soffre per l’amore non corrisposto e devi dargli una mano.

Spotty è il cane del vecchio, e una volta aiutato a farsi Paris la cagnetta snob, partirà il task successivo, in cui toccherà cercare una cuccia abbastanza grande per Spotty cane incapace, Paris la cagnetta snob e i 243 cucciolini che sono riusciti a tirar fuori quando a te sembrava sembra passato solo il tempo di berti una birra piccola – unica ricompensa per aver aiutato il vecchio di prima.

Ecco, Mando non ci starebbe, per fortuna.

Tutto questo per dire che vorrei tanto il videogame di The Mandalorian, sfrecciare in mezzo alle dune di un pianeta desertico con una speeder-bike, atterrare con cautela su una ghiacciaio battuto dalla tormenta, addentrarmi in una foresta tropicale, combattere contro avversari di ogni tipo, o aiutare i pochi che pagano bene. O che mi hanno incastrato ricordandomi il codice.
Perché? Perché sono Din Djarin, il Mandaloriano e te lo ripeto: this is the way.

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