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The Fighters Legacy #1 – Guilty Gear The Missing Link

Il gioco da cui ha avuto inizio l'omonima serie e il successo di Arc System Works

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Inizia oggi una nuova rubrica interamente dedicata al mondo dei picchiaduro. Come primo argomento, visto che per il 2020 è prevista l’uscita di Guilty Gear -Strive-, ho deciso di dedicarmi a ripercorrere questa saga fin dal primissimo capitolo.

Guilty Gear The Missing Link (il sottotitolo è stato in realtà aggiunto dopo) è un picchiaduro 2D sviluppato dal Team Neo Blood, un gruppo di sviluppatori interni a Arc System Work guidati da Daisuke Ishiwatari, la mente dietro questa incredibile serie (e a ben vedere dietro al successo di Arc System Works). Il titolo uscì per PlayStation il 14 Maggio 1998 in Giappone per poi essere distribuito in America (da Atlus) e in Europa (da Studio 3).

Fu lo stesso Daisuke Ishiwatari a ideare Guilty Gear combinando la sua passione per Street Fighter con quella per i manga e aggiungendo al tutto un pizzico di hard-rock/heavy metal. Il titolo non ottenne un immediato successo, ma si costruì una solidissima fan-base grazie al suo gameplay ultraveloce e spettacolare, nonostante l’estrema difficoltà ed il fatto che i personaggi fossero tutto tranne che bilanciati.

E’ attualmente considerato uno dei pochi videogiochi dell’epoca ad aver avuto un impatto sul genere dei Picchiaduro, escludendo i lavori di Capcom e SNK. Se sei interessato a giocarlo, è disponibile per l’acquisto digitale sia su PlayStation 4 che su Nintendo Switch e Steam. In ogni caso, prepara i tuoi pollici, perché a fine partita fumeranno.

Guilty Gear menù
Il semplicissimo menù del primo gioco

Uno Street Fighter Heavy Metal

Credo che non esista modo migliore per definire all’istante il gameplay di Guilty Gear. Il genere è quello dei picchiaduro 2D, ma il gioco si concentra su azioni rapidissime e combinazioni a profusione. Di base sono usati 6 tasti: pugno (p), calcio (k), slash (s), H-slash (hs), Taunt e Respect. Un personaggio può inoltre lanciare l’avversario in aria premendo insieme S e HS per dare il via ad una combo area (tale manovra sarà chiamata Dust nei titoli successivi, ma qui è definita semplicemente come Launcher).

Tutti i personaggi tranne i due boss hanno la possibilità di “caricare” una delle loro mosse speciali eseguendo il comando direzionale della stessa e tenendo premuto Taunt al posto del normale tasto di attacco. Tali mosse hanno tre livelli di carica e se portate al massimo possono infliggere danni enormi.

Come abitudine dall’uscita di Street Fighter Alpha, anche Guilty Gear ha una barra di energia (chiamata Tension Gauge) che, una volta carica, permette di rilasciare devastanti attacchi chiamati Chaos Attacks. Inoltre, quando un personaggio perde metà della sua vita (passando dalla barra verde a quella gialla) entra in Chaos Mode e può eseguire in modo illimitato i propri Chaos Attacks per il resto della partita (si, hai letto bene).

Guilty Gear introduce inoltre i Destroy Attacks, utilizzabili a prescindere del round o di quanta Tension si abbia. Premendo P e K contemporaneamente, il personaggio esegue un attacco a corto raggio che, se colpisce, colora lo schermo di rosso. A questo punto parte una sfida di velocità e riflessi. Il primo dei due che inserirà il comando QCF (quarto di cerchio avanti) seguito da un qualsiasi tasto, ucciderà all’istante l’altro, vincendo non il round, ma l’intera partita!

I Destroy Attacks possono essere impostati anche eseguendo una parata perfetta, ovvero parando nel preciso istante in cui un attacco avversario connette. Da notare che Guilty Gear è l’unico titolo della serie dove la CPU connette i Destroy Attacks sui giocatori (con somme imprecazioni di quest’ultimi).

Guilty Gear cast
I dieci personaggi + tre del primo gioco

Un Inizio Sotto Tono

Considerando quella che è diventata la storia di Guilty Gear, sorprende che il primo titolo abbia un background così misero che rivela davvero pochissimo. L’ambientazione è quella di un futuro oscuro e distopico dove l’umanità ha appena iniziato a riprendersi da una guerra di 100 anni contro delle armi bio-organiche realizzate dagli uomini e chiamate “Gears.” Un Gear chiamato Testament inizia un piano per resuscitare la leader dei Gears, Justice, e spazzare via la razza umana.

Per paura che questo avvenga, l’Unione delle Nazioni organizza un torneo di combattimento, The Second Sacred Order Tournament, per trovare guerrieri capaci di sconfiggere Testament e fermare il ritorno di Justice. Tuttavia, procedendo nel torneo, i personaggi capiranno che questo non è altro che lo strumento necessario a resuscitare il Gear tramite il sangue dei combattenti.

Molte di queste informazioni sono state in realtà fornite dai titoli successivi della serie che ci dicono anche come sono andati i fatti. A vincere il torneo fu Sol Badguy che, dopo aver sconfitto Testament, provvedé anche a rimettere “a nanna” Justice, riportando nel mondo una pace molto fragile e dando il via ad una serie di eventi che saranno sviluppati nei titoli futuri. Anche altri eventi presenti nei vari finali dei personaggi saranno resi comunque canonici (tipo May che si riunisce a Johnny, Eddie prendendo il controllo di Zato e Baldhead e decidendo di tornare a essere un guaritore).

Guilty Gear SLASH

L’Importanza della Musica

Una delle caratteristiche più rinomate di Guilty Gear è l’importanza della musica che lo accompagna. Le soundtrack della serie sono famose per la loro incredibile qualità, canzoni strumentali di genere hard-rock/heavy metal completamente in contro-tendenza con quelli che erano gli standard dell’epoca, quasi a dichiarare di voler essere un prodotto di nicchia, fatto solo per i giocatori più hardcore.

In più occasioni la musica diventa la vera protagonista del gioco. Difficile dimenticare pezzi come “Holy Orders (Be Just or Be Dead)”, “Conclusion” o “Meet Again” (con il suo coro angelico all’inizio). Da notare che il sottotitolo The Missing Link proviene proprio dal nome della traccia che suona durante l’epilogo dei personaggi.

Un’altra caratteristica musicale rinomata di Guilty Gear è il fatto che mosse e nomi di comandi citino direttamente gruppi realmente esistenti. Per esempio, all’inizio di ogni incontro l’annunciatore dirà “Heaven or Hell” (nome di una canzone dei Gamma Ray oltre che di un album dei Black Sabbath) mentre alla fine dell’incontro apparirà il testo “SLASH” che, oltre all’omonimo tasto di attacco, si riferisce al famoso chitarrista dei Guns’n’Roses. A ben vedere anche il nome della barra, “Tension”, si riferisce alla tensione che si viene a creare sulle corde di una chitarra elettrica.

Guilty Gear pal
La copertina pal del gioco. Quello che avevo io presentava proprio questa.

La Mia Esperienza – Un Amore Nato per Caso

Il mio incontro con Guilty Gear avvenne in modo completamente casuale. Ero giovane e stolto e spendevo il 99% dei miei risparmi in videogiochi che poi consumavo a casa insieme ad un caro amico. Avevo già una notevole passione per i Picchiaduro data da Street Fighter, da Fatal Fury e da quel prodottino che rispondeva al nome di MUGEN (magari un giorno ne parleremo meglio). Recandomi al mio negozietto di fiducia, fu lo stesso proprietario a consigliarmi questo videogioco dicendo che un amante di picchiaduro come me non poteva lasciarselo sfuggire.

Aveva ragione. Me ne innamorai praticamente all’istante e, anche se il mio amico non voleva giocarci, dicendo che era troppo difficile, lo consumai per i mesi successivi… anzi, mi ci consumai. Per la prima volta infatti mi venne una galla sul pollice a seguito di una lunga sessione di gioco in cui ero finalmente riuscito ad arrivare fino a Justice. Lo ricordo ancora come fosse oggi, tanto mi rimase impressa l’emozione di aver finalmente concluso quel titolo che, per un ragazzino giovane come me, aveva una difficoltà abnorme. Pagai il mio trionfo con l’impossibilità di giocare a qualsiasi cosa per il successivo mese… le galle sui pollici fanno male, sai?

Mi è difficile non diventare nostalgico, adesso, quando penso a Guilty Gear. Dovrei ancora avere il titolo originale in casa, da qualche parte (per completezza l’ho ricomprato su PlayStation 4), ma il motivo non è questo, quanto il fatto che mi ricorda un passato ormai andato da tempo. Il negozietto in cui lo acquistai ha chiuso da anni e l’amico con cui giocavo è scomparso nelle pieghe della vita senza un motivo reale. Quello che è restato è il mio amore per questa serie e per i lavori di Arc System Works.

Per oggi direi che possiamo fermarci qui. Mercoledì prossimo proseguiremo il nostro discorso andando a vedere i vari personaggi che fecero il loro debutto in Guilty Gear e dando anche qualche consiglio e indicazione a coloro che decideranno di riaffrontare questo titolo a dir poco ostico. A presto!

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