fbpx

The Black Widow su Android e iOS: riservato agli inglesofili

Black Widow, il nuovo RPG horror storico di Flux, racconta la vera storia della prima serial killer australiana... Ma lo fa solo ed esclusivamente in inglese

In questa recensione cerchiamo di darvi tutti gli strumenti necessari per capire se The Black Widow, il nuovo RPG horror storico dello sviluppatore Flux, valga o meno i 2,29 euro di costo al quale può essere acquistato su Google Play e App Store.

Altre recensioni

Speciale 15 ore fa
Necronator: Dead Wrong 26 Febbraio 2020
Fred3ric 24 Febbraio 2020
Company of Heroes 2 23 Febbraio 2020
Zombie Army 4: Dead War 21 Febbraio 2020
Dreams 21 Febbraio 2020
Spaceland 21 Febbraio 2020
Naviga tra i contenuti

Buongiorno a tutti! Oggi parliamo di The Black Widow un RPG (Role Playing Game) a tematica horror e mistero che abbiamo provato per voi nella versione per smartphone Android e che riguarda la storia di una misteriosa serial killer che dovrà essere scoperta dal giocatore interrogandola in maniera interattiva attraverso una tavola degli spiriti… Sì, avete letto bene. In The Black Widow il giocatore dovrà indagare sul vero caso del primo serial killer donna d’Australia ponendo alla stessa, in totale libertà, le proprie domande per cercare di scoprire se la serial killer fosse veramente colpevole o se, al contrario, sia stata ingiustamente condannata a morte.

Informazioni sullo sviluppatore

The Black Widow è un gioco per PC e dispositivi mobili Android e iOS sviluppato e pubblicato da Flux, azienda australiana fondata da Richard Fox a Sydney. Come apprendiamo dal sito ufficiale, la mission di Flux è creare “nuove direzioni nello storytelling interattivo creando giochi di transrealtà in forme pioneristiche di simulazione immersiva. Descritto da ABC News come la “via del futuro”, Flux collega i giocatori con la vera storia dell’oggetto e del luogo specifico. Lo studio di sviluppo lavora con altre aziende nei settori dell’arte, del cinema, del patrimonio artistico e del turismo per ampliare il proprio pubblico ed esplorare temi profondi“. Flux ha già sviluppato e pubblicato una serie di videogiochi basati su storie vere e fatti realmente accaduti in Australia come Plague Sydney, Razorhurst, Black Friday e Secret Scandals.

Il gioco

Black Widow

The Black Widow è basato sul libro di Carol Baxter intitolato “Black Widow: the true story of Australia’s first female serial killer“, pubblicato nel 2015 dalla casa editrice Allen & Unwin che racconta di come quattro processi e tre giurie non seppero far luce, in maniera chiara, sulla storia di Louisa Collins accusata di aver ucciso due mariti. Nel gioco, così come Carol Baxter ha tentato di fare nel suo libro, il giocatore dovrà cercare di capire se Louisa Collins fosse la spietata adultera, ubriaca e bugiarda conosciuta come la Lucrezia Borgia della Botany Bay o se questa madre di sette figli fosse, invece, una donna vivace e ribelle, punita dalla comunità per aver violato le rigide convenzioni sociali dell’epoca circa il comportamento e il ruolo della donna. “Affascinante e ricco di dettagli, Black Widow tenta di scoprire la verità su una storia che ha scosso la moralità, la politica e la giurisprudenza australiana“. Qualità lodevole del gioco The Black Widow è che gli sviluppatori, al fine di rendere il titolo il più fedele possibile alla veridicità storica dell’accaduto, hanno consultato tutta una serie di documenti, atti e lettere originali dei tribunali che hanno presieduto al caso di Louisa Collins.

Com’è possibile dedurre dagli screenshot, che riportano rispettivamente la schermata di gioco (schermata fissa che non cambia mai e che raffigura la tavola spiritica attraverso la quale è possibile comunicare con la serial killer) e l’icona di gioco che appare sul desktop del dispositivo mobile una volta installato il gioco, si tratta di un titolo la cui migliore caratteristica è quella dell’immersività: un titolo che giocato in una notte tempestosa al pallido chiarore dello schermo dello smartphone dà il meglio di sè proiettando il giocatore in un’atmosfera inquietante. Come si può vedere dall’immagine, e ancor di più dal trailer di cui sopra, il giocatore può comunicare con la rappresentazione digitale di Louisa Collins ponendo le sue domande, digitandole grazie alla tavola spiritica, in risposta la voce della donna defunta risponderà al giocatore. Sarà compito del giocatore risolvere il caso della serial killer accusata dell’omicidio di due mariti i quali prima della loro morte hanno manifestato gli stessi identici sintomi. The Black Widow è studiato in modo da mettere in discussione quei pregiudizi che hanno guidato i tribunali che all’epoca hanno condannato a morte Louisa Collins. Man mano che la verità viene a galla e i dettagli del caso si dipanano, il giocatore ha l’impressione che il sessismo potrebbe aver giocato un ruolo importante nel verdetto di Louisa Collins. Per scoprire la verità il giocatore dovrà essere molto attento a ogni dettaglio e dovrà essere in grado di ascoltare con molta attenzione e capire fino in fondo le parole della vedova.

Il peccato originale

Per poter dipanare l’intricato mistero che avvolge la controversa figura di Louisa Collins il giocatore dovrà avere mente acuta e dovrà prestare molta attenzione a ogni dettaglio e capire ogni singola parola pronunciata dalla presunta serial killer. Proprio qui riposa il maggior difetto di The Black Widow, difetto che lo rende ingiocabile per chi non capisca e non scriva in maniera pressoché perfetta l’inglese. In un gioco basato sull’investigazione della realtà, attraverso l’interrogatorio dell’accusata, l’ostacolo linguistico rappresenta uno scoglio decisamente importante e difficile da superare tanto da rendere il gioco inadatto al mercato italiano. Parlo per esperienza personale: una volta aperto il gioco e visto che non solo non c’è alcun supporto per l’italiano ma non ci sono nemmeno i sottotitoli in inglese, che comunque avrebbero potuto aiutare un pochino, la delusione è stata davvero tanta. Il gioco ha perso immediatamente qualsiasi fascino avesse potuto evocare e l’eccitazione d’iniziare un gioco nuovo si è trasformata in pura frustrazione di non poterlo giocare come si deve. Il gameplay si è quindi rivelato odioso e avvilente  facendo sì che i momenti in cui avrei voluto spegnere tutto e cambiare gioco sono stati davvero tanti: si può dire che abbia giocato The Black Widow per dovere di cronaca ma non per piacere.

Storia tratta da fatti realmente accaduti

Aderenza storica

Schermata di gioco immersiva

Atmosfera cupa e inquietante

Solo ed esclusivamente in lingua inglese senza sottotitoli

Meccanica di gioco ripetitva

Grafica piatta e monotona

Colonne sonore ripetitive

Nessun trofeo

Grafica
6
Sonoro
5
Longevità
7
Impatto
8
Voto
VOTA
1

Il maggior pregio di The Black Widow è sicuramente l’idea originale e affascinante di ripercorrere attraverso un RPG, dalle tinte horror, la vera di storia Louisa Collins la prima serial killer d’Australia che nel 1889 fu accusata dell’omicidio di due mariti, giudicata colpevole e condannata alla pena capitale. Un’idea che non ha però avuto una realizzazione adeguata. Il preziosissimo lavoro di documentazione storica e di studio degli atti processuali svolto degli sviluppatori di Flux, al fine di rendere la storia raccontata in The Black Widow il più possibile fedele alla realtà storica dei fatti veramente accaduti, nonché aderente ai pregiudizi sociali e di costume dell’epoca è stato completamente vanificato da una grafica che, se da un lato è sì immersiva grazie alla costante presenza della tavola spiritica e della foto parlante della defunta Louisa Collins, dall’altro lato risulta piatta e monotona; così come la colonna sonora che se all’inizio aiuta il giocatore a immergersi nell’atmosfera cupa e inquietante del caso, alla lunga va fuori dalle orecchie. A lungo andare The Black Widow tradisce il buon impatto iniziale, non nascondo che nei primi minuti di gioco ho sentito qualche brivido scorrere lungo la schiena, causa anche una meccanica di gioco semplice e intuitiva ma che si rivela troppo ripetitiva. Il colpo di grazia viene dato dal fatto che il gioco è completamente ed esclusivamente in inglese: Louisa Collins ci racconta una storia che può essere capita solamente da chi è in grado di comprendere perfettamente l’inglese, per di più non sono previsti in alcun modo i sottotitoli che avrebbero almeno reso l’ostacolo linguistico meno arduo.

0

Commenti

987

Miei

1
0
1
0

La tua opinione conta!