Sviluppato da Focuspoint Studios e pubblicato da Current Games, Taxi Chaos 2 è un gioco di corse arcade caciarone e fuori di testa che non solo è il sequel diretto dell’omonimo Taxi Chaos ma è anche una sorta di rievocazione abbastanza palese dell’iconico Crazy Taxi. Noi siamo andati in giro per San Valeda soddisfando i clienti più assurdi su Nintendo Switch e questa è la nostra recensione. Pronto ad affrontare i TaxiBot guidati dall’IA?
Taxi Chaos 2 tra umorismo e follia
Forse l’avrai anche leggermente intuito dal precedente paragrafo, Taxi Chaos 2 è un titolo discretamente fuori di testa e che punta molto sull’umorismo e sull’assurdo. Non si tratta quindi di un simulatore di taxi ma di un titolo ferocemente e nostalgicamente arcade che sì, ci mette alla guida di un taxi, ma che sfida le leggi della fisica per dar vita a un’esperienza quasi cartoonesca. Ma procediamo con ordine e andiamo subito ad analizzare la narrazione dell’opera, perché sì, Taxi Chaos 2 ha una storia e saprà anche strappare qualche sorriso.
Ci troviamo a San Valeda, una città verticale e futuristica dove il traffico regna sovrano oltre a tutta una serie di ostacoli ambientali di vario genere. Non solo, la morfologia stessa dei percorsi stradali, soprattutto al primo impatto, saprà sorprendere per la loro essenza poco realistica e piacevolmente assurda. Il tutto con un ciclo giorno e notte che punta a dar vita al mondo di gioco mentre ti potrai trovare a saltellare tra tetti e a scoprire scorciatoie segrete in anfratti impensabili. Insomma, l’open world messo a disposizione è curioso, colorato e sprona all’esplorazione e alla sperimentazione continua nonostante qualche problemino di omogeneità della mappa stessa.

Il protagonista delle vicende di Taxi Chaos 2, oltre al taxi stesso, è il suo autista: un tale Vinnie. Si tratta di un uomo di mezza età, se non di più, i cui tratti ricordano vagamente Sullivan di Uncharted, che viene reclutato in una delle poche compagnia di taxi rimaste in San Valeda. Questo perché quasi tutto il trasporto a domanda cittadino è stato divorato dalle fauci avanguardistiche della TaxiBot Corp, un’azienda che letteralmente impiantato un’IA aggressiva in TaxiBots vaganti.
Tali TaxiBots sono i nostri nemici principali e faranno di tutto per ostacolare il nostro operato pur di conservare il primato aziendale e i rispettivi profitti. A questa narrazione palesemente surreale si somma un sistema di dialoghi automatici e fin troppo fulminei, solo in inglese, che accompagnano con euforica follia gran parte delle vicende senza però riuscire completamente a stupire, limitandosi a una serie di battutine e a dare una cornice narrativa valida in cui farci scorrazzare per le ore di gioco necessarie a completare la campagna.

Una guida spericolata
Taxi Chaos 2 è un gioco di guida arcade e lontano da qualsivoglia simulatore oltre che dai giochi di kart, nonostante la possibilità di saltare a piacimento. Il titolo, come anticipato, recupera le fondamenta di Crazy Taxi e prova a personalizzarle dando vita a un’esperienza veloce, accessibile, cartoonesca, umoristica e in parte imprevedibile. Inutile negarlo, ci si esalta quando si riescono a concatenare combo di risultati uno dietro l’altro ma ci si ritrova invece in preda alla frustrazione quando accadono incidenti che possono vedere il nostro veicolo incastrarsi o fermarsi, mandando in fumo interi percorsi.
Per poter padroneggiare al meglio il proprio taxi, infatti, c’è bisogno di tempo e soprattutto di studiare l’area di gioco. L’unica variabile imprevista sono gli ostacoli e gli altri veicoli. Oltre alla modalità a punteggio con tanto di classifiche online, è con la campagna che Taxi Chaos 2 prova a farsi spazio fra i suoi congeneri. Tale modalità è composta da una sequela di sfide a tempo supportate da un sistema a premi stile RPG, seppur molto blando e inefficace. Il motivo è che, anche sbloccando nuovi veicoli o ninnoli estetici, il veicolo e le sue caratteristiche ludiche, restano in gran parte immutate.

Per quanto riguarda invece le sfide, qui c’è una discreta varietà di situazioni, potenziate da missioni opzionali che spingono a rigiocare le varie sfide per ottenere il massimo. Inoltre, i clienti stessi che dovremo scarrozzare in giro da un punto A a quello B, possono fornire richieste molto differenti rendendo lo stesso percorso più o meno pericoloso. Senza contare, che il cliente stesso può influenzare il resto della città e contribuire ad attirare maggiormente o meno l’attenzione dei TaxiBots.
I nostri nemici non tarderanno a darci fastidio e col tempo impareremo come affrontarli, grazie anche alle abilità che potremo sbloccare con l’esperienza accumulata. Insomma, Taxi Chaos 2 ha una buona mole di contenuti e riesce a trasformare la città in un mega parco giochi surreale e folle dove ci si può mettere alla prova in vari modi. Eppure, una certa ripetitività di fondo, soprattutto dopo lunghe sessioni di gioco, è praticamente inevitabile.

Grafica e sonoro
Graficamente parlando, Taxi Chaos 2 offre un mondo colorato e sufficientemente vario seppur non brilli per cura al dettaglio. In realtà, sia l’impianto ludico che estetico, possono risultare un po’ grezzi anche se la palette cromatica molto vivace riesce a nascondere buona parte dei difetti e un’inevitabile riciclo di alcuni asset. Il risultato finale è quindi positivo, aiutato anche da animazioni fuori di testa, una buona resa cartoonesca dei veicoli e una struttura dell’open world accattivante e che sprona alla sperimentazione anche verticale.
Il sonoro, tra cui anche il doppiaggio in inglese, svolge il suo compito risultando un gradevole accompagnamento. Peccato, invece, per la totale assenza della lingua italiana che ci porta a perdere gran parte dei dialoghi coi clienti. Il motivo è che, soprattutto durante una corsa sfrenata, non è facilissimo seguire la strada, evitare nemici e ostacoli e leggere e comprendere i sottotitoli che scorrono a gran velocità. Infine, il titolo si difende bene in entrambe le modalità dell’ibrida Nintendo anche se risulta meno sacrificato in modalità doc.
