Il 60% dei giocatori di Escape from Tarkov, secondo la fotografia condivisa il 6 novembre 2026 dal responsabile di Battlestate Games Nikita Buyanov, si trova nella modalità PvE. Il restante 40% è diviso fra PvP tradizionale (25%) e PvP stagionale (15%). Non è un annuncio di chiusura del PvP, né una statistica sul totale delle copie vendute: sono quote relative alle modalità di gioco in un determinato momento, senza numeri assoluti comunicati.
Escape from Tarkov: quanti giocano in PvE, PvP e PvP Season
| Modalità | Quota riportata da Buyanov il 6 novembre 2026 | Caratteristica principale |
|---|---|---|
| PvE | 60% | Esperienza contro l’intelligenza artificiale, senza gli scontri competitivi diretti della modalità principale |
| PvP persistente | 25% | Raid contro altri giocatori con progressione non legata alla stagione |
| PvP Season | 15% | Modalità PvP con progressione stagionale e reset previsti dal ciclo della stagione |
Le percentuali sommano al 100% e indicano che, in questo rilevamento, il PvE supera di 20 punti percentuali le due modalità PvP considerate insieme. Non sappiamo il totale dei giocatori conteggiati, il metodo di misurazione, il periodo esatto o il modo in cui sono trattati gli account che alternano più modalità. Quindi non sarebbe corretto ricavare da queste quote un numero assoluto di utenti o dichiarare che il 60% giochi esclusivamente in PvE.
Il confronto con agosto: un cambiamento, non la prova che il PvP sia morto
In un’altra comunicazione del 12 agosto 2026, Buyanov aveva riportato 55% PvP Season, 38% PvE e 7% PvP tradizionale. Le due rilevazioni descrivono dunque un cambio di distribuzione molto evidente, ma non permettono da sole di dire che i giocatori PvP abbiano abbandonato definitivamente Escape from Tarkov.
| Modalità | 12 agosto 2026 | 6 novembre 2026 |
|---|---|---|
| PvE | 38% | 60% |
| PvP persistente | 7% | 25% |
| PvP Season | 55% | 15% |
Queste variazioni sono punti percentuali, non una variazione dimostrata delle persone in valore assoluto. In particolare, la modalità stagionale può richiamare più utenti all’avvio delle novità e vederne diminuire la quota nelle settimane successive: questo è il contesto citato dallo sviluppatore, non una misurazione indipendente della causa.
Perché il PvE è più utilizzato? La spiegazione di Nikita Buyanov
Di fronte ai commenti che interpretavano il dato come una sconfitta del PvP, Buyanov ha ribadito che Escape from Tarkov resta un gioco fortemente orientato al PvP. La sua spiegazione è che i giocatori competitivi tendono a consumare più rapidamente gli obiettivi di un ciclo e a tornare in occasione di eventi e nuove stagioni, mentre l’attività PvE rimane relativamente più costante. È un’interpretazione dichiarata dal responsabile del gioco, non una dimostrazione che il PvP sia destinato a sparire.
La quota raggiunta dal PvE non elimina le differenze tra le modalità. Chi preferisce esplorare, imparare le mappe e allenare i combattimenti senza la pressione dello scontro con altri utenti può trovare più adatta l’opzione cooperativa contro l’IA; chi cerca rischio competitivo, imboscate e scontri fra squadre rimane interessato al PvP tradizionale o stagionale.
PvE e PvP: quale modalità scegliere se inizi Tarkov?
- PvE: adatto a chi vuole familiarizzare con estrazioni, missioni, equipaggiamento e mappe con meno pressione competitiva. Non equivale a una modalità priva di difficoltà: nemici, economia e rischi del raid richiedono comunque preparazione.
- PvP persistente: indicato per chi cerca il confronto diretto con altri giocatori senza impostare il proprio percorso sulla progressione di stagione.
- PvP Season: più coerente con chi vuole partecipare al ciclo competitivo e ripartire secondo le regole delle stagioni.
Se vuoi prepararti prima di entrare nei raid, puoi recuperare la nostra guida a Escape from Tarkov in solitaria per orientarti fra sopravvivenza e gestione del rischio. Sul versante competitivo, abbiamo già seguito anche il tema dei cheater e delle contromisure di Battlestate Games, un aspetto da non confondere automaticamente con le ragioni di questa ripartizione di utenti.

Che cosa manca per capire davvero l’andamento
I dati condivisi permettono di confrontare quote relative, ma non indicano quante persone fossero online in ciascuna modalità, se un utente possa essere conteggiato più volte, quanti giocatori siano passati effettivamente dal PvP al PvE o come cambierà la situazione dopo un nuovo reset. Inoltre la ripartizione non giustifica, da sola, tesi su vendite, ricavi o fine del supporto al PvP.
In breve: al 6 novembre 2026 il PvE è primo per quota dichiarata (60%), mentre PvP tradizionale (25%) e stagionale (15%) sommano il 40%. Il dato fotografa un momento della vita di Tarkov, non una decisione di Battlestate di abbandonare il gioco competitivo.
Fonti: profilo ufficiale di Nikita Buyanov su X, comunicazione del 6 novembre 2026; Insider Gaming, 6 novembre 2026; EAA FPS News, confronto delle ripartizioni di agosto e novembre; GameSource Italia, 6 novembre 2026. Le cifre sono attribuite alla comunicazione del responsabile di Battlestate, non a una misurazione indipendente della redazione.




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