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Straimium Immortaly – Quando un rogue-like è davvero difficile

Un videogioco rogue-like che non si prende sul serio, ma punta tutto sulla difficoltà del gameplay

Straimium Immortaly è un videogioco rogue like che diverte, anche grazie alla sua colonna sonora sempre diversa e ai vari nemici e boss che si incontrano lungo la strada, perfetto da videogiocare quando non si ha molto tempo.

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Straimium Immortaly è un rogue like con caratteristiche da bullet hell in 2D sviluppato da Anthony Case ed edito da Caiysware uscito per PC, PlayStation 4 e Nintendo Switch, rispettivamente il 10 ottobre 2016, 17 dicembre 2019 e 25 dicembre 2019.

Una trama non trama

Per quanto riguarda la storia di Straimium Immortaly, non è una vera e propria trama, ma semplicemente si invadono gli alieni per distruggerli tutti. Tutto qui. Soltanto un pretesto per mettere mano alle armi.

Gioca-muori-ripeti

Partiamo dalle cose che non concernono il gameplay vero e proprio, ma dai menù. È possibile avere il bestiario di tutti i nemici affrontati ed eliminati durante il nostro dungeon crawling divisi per zone, ma anche delle armi ed oggetti, in modo da poterli imparare a memoria. Visto che queste due componenti di gameplay non hanno alcun tipo di descrizione, quindi avrai bisogno di armarti di tanta pazienza e memoria fotografica.

Nel menù iniziale è possibile trovare anche le statistiche di gioco: tutte le vittore, sconfitte, il numero di nemici battuti ecc… tipico di ogni rogue like che si rispetti, in quanto puoi vedere a schermo il tuo effettivo miglioramento e la progressione all’interno del titolo.

Straimium Immortaly

Sempre dal menù principale è possibile selezionare la boss rush, una modalità separata dal gioco vero e proprio, e non all’interno di questo come per esempio accade nel videogioco The Binding of Isaac. Ma come nel caso del gioco citato, il dungeon è segnato da un seed, visibile durante il breve caricamento della partita, che darà al giocatore la possibilità di rigiocare la mappa generata per quella run, nel caso si inserisca all’interno dell’apposito campo nel menù principale. L’ultima opzione, più semplice, è il poter scegliere la skin del nostro personaggio.

Il dungeon (che è generato in modo procedurale) è diviso in zone: Goreponics, Datatorium, Hydropolis, Mechazonea e Miscellaneousnessly. Ognuna di queste ha una diversa difficoltà, visibile nell’angolo superiore sinistro dello schermo. Mentre per quanto riguarda il resto dell’HUD, è messo in colonna a destra. La prima cosa che vediamo è ovviamente la salute, a seguire gli oggetti ed abilità raccolte per passare poi alla moneta di gioco, spendibile nei vari shop che si trovano nella mappa.

Prima di addentarsi all’interno del dungeon, è possibile selezionare la sua grandezza, ed in un certo senso gestire la difficoltà, ma è qualcosa che ti sconsiglio di fare, in quanto io non ho quasi percepito la differenza quando ho provato ad abbassarla, mentre nel momento in cui ho fatto l’opposto, Straimium Immortaly è diventato l’inferno (nel senso buono) fatto videogioco.

Adesso possiamo parlare del gameplay vero e proprio. Il nostro eroe senza nome può fare due cose: sparare (utilizzando il tasto X del controller PlayStation 4) e schivare. Ed è ovviamente capace di volare, quindi niente platforming di nessun genere. Purtroppo già qui c’è un piccolo grande problema. Il nostro personaggio spara in base alla direzione in cui sta andando, non è possibile indirizzare il colpo, né nell’asse cartesiano (su, giù, destra e sinistra), né nei vari punti.

Quindi se stai andando verso destra, ma il nemico è alla tua sinistra dovrai fermarti, dare un colpo all’analogico verso sinistra così da girare il personaggio e sparare al nemico. Questo rallenta il gioco, che ha di base un ritmo davvero veloce, quasi frenetico.

I nemici (boss compresi) presenti in Straimium Immortaly ripetono sempre le stesse azioni, hanno quindi un pattern che ripetono all’infinito. Per batterli bisogna imparare i ritmi per la schivata e capire in quale finestra attaccare.

Durante l’esplorazione si potrebbe passare da una zona facile ad una super-difficile, il mio consiglio è quello di correre alla prossima area nel caso non si abbia l’equipaggiamento adatto per sconfiggere i nemici: rimanere lì dentro, significa morire. Ed alla morte si ricomincerà dall’inizio, perdendo tutti i potenziamenti ed armi della scorsa run. È anche ovvio che essendo un rogue like di questo genere, il trial n error fa parte del gioco, quindi non scoraggiarti se le prime volte verrai sconfitto facilmente.

Oltre ai già citati negozi, è possibile trovare durante l’esplorazione dei minigiochi: come ad esempio Carta, Forbice o Sasso, che ti garantisce (in caso di vittoria) un potenziamento che di solito pagheresti, gratuitamente. Inoltre, a volte è possibile trovare degli scrigni, che al proprio interno possono contenere: salute, armi o abilità.

Esplorando il mondo alieno è possibile anche trovare delle porte chiuse, le cui chiavi sono all’interno di altre porte, che ci teletrasporteranno (come se fossimo risucchiati dallo scarico di una toilette) in varie zone, incluse le boss fight. Il problema di questa meccanicha è che può capitare di essere teletrasportati in aree particolarmente difficili, e quindi morire.

Straimium Immortaly

Tecnicamente ben realizzato

A causa dei suoi colori scuri contrastati da alcuni molto accesi, il gioco all’inizio dà quasi l’impressione di non riuscire a vedere nulla, quando in realtà non è assolutamente così, anzi, la sua estetica è unica nel suo genere mentre la sua grafica 2D è davvero ben gestita ed apprezzabile in toto. Il bullet hell è ben riuscito, nonostante questi colori chiarissimi, ogni singolo colpo sparato è visibile a schermo. Ogni sprite è ben visibile, quindi è davvero difficile perdersi qualcosa o venir colpito casualmente.

Lo stile e l’estetica particolare rende Straimium Immortaly un videogioco davvero gradevole. Gli sviluppatori sono riusciti ad unire bene una buona grafica, uno stile particolare insieme ad un gameplay che si fa giocare per ore.

La colonna sonora del titolo è impressionante. Nulla di particolare o eccentrico, in quanto è “semplice” musica che ricorda le buone e care sale giochi. Quindi musica in bit. La cosa che la rende speciale è forse il suo utilizzo, in quanto viene ascoltata una traccia diversa ad ogni partita, ovviamente non sono infinite quanto lo sono i livelli, ma dà quell’impressione.

Purtroppo il gioco non è localizzato in italiano, anzi, parla uno slang inglese che rende difficile la comprensione per coloro che non conoscono questo “dialetto”. Ma alla fine, potresti anche rimuovere i sottotitoli e giocare in modo che molti definirebbero “ignorante”, ma la vera domanda è: importa davvero la trama in un videogioco così incentrato sul gameplay? Inoltre, togliere i sottotitoli è solo un vantaggio per il gameplay, dato che certe volte sono davvero troppo grandi ed invasivi.

Straimium Immortaly

Quasi perfetto

Nonostante la difficoltà che a volte riesce davvero ad essere soverchiante, sarebbe un peccato non provare almeno una volta Straimium Immortaly. È un gioco che può sembrare hardcore, e lo è, ma ciò non preclude gli altri videogiocatori, anche se – per onestà bisogna dirlo – devi almeno avere idea di cosa sia un rogue like, prima di prenderlo, altrimenti sono soldi sprecati.

La sua estetica è ben riuscita e nonostante non sia un gioco story driven, riesce a ricreare un’ottima atmosfera sci-fi. Questo anche grazie alla sua musica ottima.

Riassumendo: un ottimo gioco per chi ama i videogiochi hardcore, che riesce a divertire per ore.

Musica davvero ben realizzata

Estetica unica

Difficoltà elevata

Controlli non gestiti benissimo

Sottotitoli troppo invadenti

La gestione della difficoltà è quasi inutile

Per platinare il videogioco bisognerà eseguire determinate azioni durante l’esplorazione del dungeon e sconfiggere i boss.

Grafica
80
Sonoro
80
Longevità
90
Impatto
75
Voto
VOTA
2

Un videogioco hardcore, adatto principalmente a chi ama la difficoltà. Ma va benissimo anche per coloro che hanno un minimo di esperienza o sanno cosa è un rogue like nudo e crudo.

La grafica è bellissima, lo sviluppatore è riuscito a creare un’atmosfera unica, mantenendo lo standard dello sci-fi. Molto di questa atmosfera è anche gestita dalla musica, che ricorda molto le sale giochi di tanti anni fa.

In conclusione è un titolo che ti può tenere incollato allo schermo per ore, nonostante piccolissimi difetti che purtroppo non lo rendono perfetto. Ma molto vicino.

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