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Star Wars: Jedi Knight: Jedi Academy, una nuova recensione

Le spade laser tornano su Switch

Per gli appassionati di Star Wars, la serie Jedi Academy è un must, ora arrivato anche su Switch. Da acquistare?

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Tanto, tanto tempo fa, quando il franchise di Star Wars non era ancora stato acquisito dalla Disney, gli sviluppatori sfornavano titoli ambientati nell’universo di George Lucas come se non ci fosse un domani.

Se è vero che questo ci ha portato a subire roba come Star Wars: Jedi Power Battles e Kinect Star Wars, è pur vero che la defunta LucasArts ha prodotto alcuni dei migliori titoli multi genere a cavallo tra gli anni ’90 e gli anni 2000.

E’ il caso della serie Jedi Knight e del suo predecessore FPS Dark Forces, entrambe serie molto apprezzate e che hanno avuto il loro culmine con l’action adventure Jedi Academy, uscito nel lontano 2003.

Dopo ben 17 anni, il viaggio del padawan Jaden Korr arriva oggi su Nintendo Switch, seguendo di qualche mese il diretto predecessore Jedi Outcast, anch’esso disponibile sul Nintendo eShop.

Come Jedi Outcast, Jedi Academy beneficia di grafica migliorata, controlli modernizzati (specie per quanto riguarda il movimento) e supporta il multiplayer online.

Quest’ultima modalità fu una vera e propria rivelazione: ai tempi della sua uscita originale, Jedi Academy riscosse molto successo su PC e la prima Xbox grazie al supporto per il multiplayer, che è stato inserito in questa versione Switch in totale continuità con la precedente versione.

Diversamente dai titoli precedenti, il gioco comincia con la creazione del protagonista, un giovane allievo della Forza che prende il posto del protagonista della serie Kyle Katarn.

Sarà quindi possibile scegliere tra una manciata di razze aliene, di outfit, colori e genere, oltre ovviamente al colore e alla forma dell’elsa della nostra lightsaber.

Non è un editor particolarmente profondo, ma va anche rapportato ad un periodo in cui non c’era necessità di personalizzare tutto fin nei minimi dettagli.

La via della Forza

Non giocare più nei panni dell’antieroe della serie Kyle Katarn, protagonista dei 4 titoli precedenti (da Dark Forces a Jedi Outcast), dopo tanti anni trascorsi a combattere i Sith al suo fianco all’inizio può sembrare una delusione.

Tuttavia giocare con un nuovo personaggio ha senso nella misura in cui, in compagnia del maestro Katarn e di Luke Skywalker e soci andremo in giro per la galassia alla scoperta del nuovo complotto ordito dai Sith combattendo l’onnipresente Impero Galattico.

La storia nel suo complesso non è la migliore mai vista in un videogioco di Star Wars (quella di Jedi Knight è sicuramente più avvincente), ma comprende una grande varietà di livelli, molti dei quali approcciabili in maniera abbastanza libera.

Possiamo anche scegliere se cedere al Lato Oscuro della Forza e le nostre scelte influenzeranno il finale del gioco, secondo il modello di Jedi Knight.

Star Wars: Jedi Knight - Jedi Academy

Il sistema di combattimento è abbastanza maldestro, poco pratico, ma fa parte del fascino di un titolo “vintage”. Paragonare Jedi Academy a Fallen Order ci mostra quanti progressi siano stati fatti in termini di giocabilità e padronanza dei controller; per quanto sia possibile padroneggiare tecniche di parata e affondo, è molto difficile quando si passa da un controller più grande o dall’accuratezza di un mouse ai poco reattivi stick analogici dei Joy-Con.

Tuttavia, l’introduzione di differenti posizioni e di alcune else per la spada laser che regolano in automatico i nostri movimenti e la nostra postura riescono in qualche modo a risolvere il problema, a patto ovviamente di impiegare un po’ di tempo a conoscerne le sfumature.

Gameplay

In termini di gameplay emerge l’esperienza di Aspyr, studio specializzato in queste operazioni, che ha fatto del suo meglio per modernizzare più possibile un gioco che sarebbe altrimenti risultato impreciso e macchinoso, specie quando si tratta dei combattimenti con spada laser.

In questa versione i controlli sono più fluidi,  con l’aggiunta di alcune scorciatoie per l’uso della Forza, che ci catapultano subito nel cuore della battaglia.

Multiplayer

Anche se al momento il multiplayer crea qualche problema, dovuto all’intrusione sui server Switch di utenti PC che sbilancia fortemente le partite, è piacevole vedere un comparto multiplayer retrò mantenuto in un porting moderno.

La modalità online che era stata eliminata da Jedi Outcast viene qui reintrodotta, sia pure con alcune variazioni.

E’possibile affrontare le modalità più classiche come il deathmatch a squadre, battaglie con le spade laser ecc…, e con il supporto fino a 16 giocatori in contemporanea fornisce un’ esperienza tutto sommato fedele all’originale.

Non riuscire a selezionare un server specifico rende il matchmaking questione di fortuna; con la possibilità di settare le regole dei combattimenti l’online di Jedi Academy riesce ad essere divertente anche se non memorabile.

Segnali di Stile

 La grafica in game, come dicevo in fase di presentazione, ha superato bene il porting (al netto delle animazioni ancora abbastanza imbarazzanti), mentre le cutscene non sembrano essere state toccate con il risultato di apparire un po’ fuori posto nel contesto generale.

L’aspect ratio del gioco è stata cambiata, e non è una cosa positiva. Oggi lo standard è il widescreen e senza opzioni per tornare all’aspetto originario spesso lo schermo risulta tagliato e la mancanza si fa notare specie nelle cutscene, in cui alcuni volti vengono oscurati.

Stranamente, era un’opzione presente nel porting di Jedi Outcast.

campagna ampia

controlli aggiornati

supporto multiplayer

il combattimento è ancora un po’ macchinoso

non è possibile cambiare l’aspect ratio

Nella versione Switch non sono presenti trofei

Grafica
60
Sonoro
60
Longevità
70
Impatto
65
Voto
VOTA
0

Pur non essendo il miglior capitolo della serie, Star Wars Jedi Knight: Jedi Academy è ancora divertente e ci consente di viaggiare nell’universo (fuori canone) di Star Wars.

Il multiplayer non raggiunge le vette dei titoli precedenti, ma il tutto è compensato dalla campagnia ampia e non lineare. Non aspettarti Fallen Order, quanto piuttosto una chicca del passato, che diventa oggi una capsula del tempo che ci mostra come erano gli action adventure nei primi anni 2000.

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