Sparatoria in Texas Call of Duty

Sparatoria in Texas: videogiochi inneggiano alla violenza

Sparatoria in Texas: è colpa dei videogiochi? Il settore videoludico è nuovamente sotto accusa

Sparatoria in Texas che riporta, purtroppo, l’ennesima tragedia eseguita da un diciottenne il 24 maggio nella Robb Elementary School di Uvalde. Il colpevole, cui nome è Salvador Ramos, ha portato a termine il suo compito armato di due fucili semiautomatici e con un giubbotto antiproiettile; durante l’esecuzione ci sono state delle vittime e parliamo di 21 persone, tra cui 19 studenti e 2 insegnanti. Il numero dei feriti è abbastanza alto da far accapponare la pelle.

Ovviamente è tornata in discussione la presenza delle armi all’interno della società americana, ma non solo; durante un servizio giornaliero portato dal TG5 (telegiornale italiano presente su Canale 5) era stato riportato come il giovane avesse una fissazione non solo per le armi, ma anche per i videogiochi. La frase seguente è stata, all’incirca: “Inevitabile l’azione violenta del ragazzo, che ha portato all’uccisione del personale scolastico e degli alunni”. Da questa affermazione è scattato un campanello dall’allarme all’interno della community, scoprendo che effettivamente i videogiochi sono di nuovo sotto accusa. E non solo dalla televisione italiana.

Sparatoria in Texas

Sparatoria in Texas: dalla tragedia al caso mediatico

A far notare tale “passione” di Ramos è stato il capo del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Texas, Steven McGraw, che ai microfoni di ABC Live ha dichiarato quanto segue: “Non abbiamo capito le motivazioni. Sappiamo che l’individuo era interessato al cyber gaming in questo senso, e al gioco di gruppo”. Non sappiamo bene il significato di cyber gaming, ma supponiamo intendesse tutti i videogiochi portati in multiplayer online, poiché Ramos sembrava proprio essere fan di Call of Duty.

Su Twitter sono scoppiati diversi tweet in cui viene dimostrato come il videogioco in sé non porta ad alcun tipo di violenza; a questo punto è inevitabile parlare di fenomeno mondiale, in quanto essere videogiocatori non è solo qualcosa di nicchia di un paesino sperduto chissà dove, e che in altri paesi del mondo non sono presenti così tante sparatorie. Al contrario, negli Stati Uniti sembra essere all’ordine del giorno. La vera colpa, quindi, di chi sarebbe?

Call of Duty Modern Warfare 2

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Cosa ne pensi di tutta questa vicenda? Quali altre accuse hai trovato sul web o in televisione? Diccelo nei commenti!

Giulia Spataro
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