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Space Tail – La Recensione

In Space Tail impersoneremo la cagnolina Bea, spedita nello spazio contro la sua volontà. Riusciremo a tornare a casa tra pianeti, alieni e tecnologie misteriose?

Space Tail è un platform 2D dalla forte componente artistica che ci porterà a spasso per lo spazio. Certo, esistono tanti platform come questo quindi cosa è che lo rende particolare? Beh, che stavolta il nostro protagonista sarà una cagnolina, Bea, e la questione sarà approcciata in modo relativamente realistico nel gameplay del titolo.

Se guardando gli screen ed il trailer di Space Tail hai una sensazione di dejà-vù, tranquillo, non è un problema tuo. Il gioco si ispira, per dichiarazione dei suoi creatori, a tutta quella nuova corrente di platform 2D indie che mischiano meccaniche innovative ad una grande cura al dettaglio. Titoli come Inside, Limbo e ovviamente Ori and the Blind Forest.

Proprio il titolo di Moon Studios ed il suo sequel, Ori and the Will of the Wisps, sono chiaramente la principale fonte di ispirazione di Space Tail. Interessante per altro che dietro questo titolo ci siano due studi indie polacchi: Enjoy Studio e Longterm Games (che sta curando anche la distribuzione). Questa infatti non è proprio la nazione più rinomata nel settore videoludico, ma ha una ricca storia “spaziale”.

Insomma, sulla carta Space Tails sembra un titolo molto interessante, soprattutto per un appassionato di platform come me. Al di là però del sapersi vendere, il titolo merita davvero l’acquisto? Dietro la buona patina e l’ottima presentazione, c’é davvero un gioco imperdibile o è solo l’ennesimo mattone nel grosso affresco dei platform 2D indie? Scopriamolo insieme.

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Bea e la via verso casa

Space Tail ci porta a seguire una parte della vita di Bea, una cagnolina randagia che un giorno viene “raccolta” da un’agenzia spaziale con il solo scopo di fare degli esperimenti su di lei e capire se era adatta ad essere addestrata per una missione senza ritorno. Un triste destino già condiviso da molti animali prima di lei che, d’altronde, non sarebbero mancati a nessuno.

Bea però è diversa. Durante il suo addestramento fa amicizia con un bambino nella base che, pur sapendo il suo destino già scritto, non esita a donarle tutto il suo umore. Il giorno della partenza però alla fine arriva e Bea viene spedita nello spazio sconosciuto con l’unica compagnia di un orsacchiotto di pezza ed il ricordo di una “casa” a cui desidera ardentemente tornare.

Nonostante il razzo su cui viaggia Bea faccia una brutta fine, però, la cagnolina sopravvive. Persa nello spazio, si troverà coinvolta in un’avventura fantastica che la porterà di pianeta in pianeta con il solo unico obiettivo di tornare nel suo paradiso, dal suo amico terrestre. Lungo la strada sarà aiutata da due impensabili compagni: un droide di nome 8O88Y e una meteora senziente chiamata Rose.

Il setting e l’atmosfera di Space Tail sono quindi evidenti fin da questo punto: un misto di favola e melodramma capace di far breccia nel cuore dei videogiocatori, complice l’oggettiva ed immediata empatia suscitata dalla protagonista. Bea è una cagnolina che vorrebbe solo vivere tranquillamente con il suo amico/padrone, non ha altro desiderio. A meno che tu non odi i cani è impossibile non simpatizzare per lei. Ho adorato anche come i livelli di gioco siano densi di dettagli di lore impliciti.

Se però l’atmosfera e la protagonista sono sicuramente due dei punti meglio riusciti di Space Tail, lo stesso purtroppo non si può dire dell’impianto narrativo. L’impressione è che gli sviluppatori mirassero molto in alto, ma che allo stesso tempo abbiano mancato il bersaglio con alcuni passaggi non troppo chiari ed uno svolgimento della trama che lascia un po’ perplessi nella sua non-linearità. Mi ha confuso per esempio che il 2° livello si svolgesse prima del 1° a livello cronologico.

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Bea, i sensi canini e gli amici

I controlli di base di Space Tail sono quelli di un tipico platform 2D. Con lo stick sinistro ci si muove e con un tasto si salta. Più teniamo premuto il tasto, più il salto sarà lungo e alto. Avremo anche un tasto azione con cui interagire con l’ambiente ed un altro per accovacciarci ed eventualmente strisciare acquattati. Ovviamente esaurire la vita o cadere in un burrone o nella lava, ci farà ripartire dall’ultimo checkpoint.

Il gameplay di Space Tail è tuttavia più complesso di così e si basa su diverse meccaniche canine che possiamo suddividere in tre macrogruppi:

  • Sensi: i sensi sono molto importanti per un cane. Tramite il tasto R potremo aprire il menù dei sensi e scegliere tra vista, olfatto ed udito. Ne potremo tenere attivo solo uno alla volta, ma sono tutti e tre molto importanti visto che ci permettono di analizzare dettagli “non visibili” dell’ambiente per superare ostacoli apparentemente insormontabili.
  • Relazioni: Bea è un cane, ma quando si tratta di interagire con degli alieni, non importa se sai parlare o meno. Tramite il tasto L potremo aprire il menù delle azioni per cercare di interagire con chi incontriamo. Ringhiare o scodinzolare possono avere significati molto diversi su pianeti diversi quindi dovremo fare attenzione a cosa facciamo se vogliamo farci amico qualcuno. Ogni azione ha delle conseguenze.
  • Compagni: nel corso del suo viaggio Bea non sarà sempre sola. Spesso sarà accompagnato o da 8O88Y o da Rose. Ogni compagno fornirà “capacità” aggiuntive diverse. 8O88Y principalmente potrà hackerare meccanismi o analizzare l’ambiente mentre Rose aiuterà a sfidare la gravità permettendo di eseguire doppi salti ed altre manovre “agili.”

Space Tail 03

Sfruttando tutte queste meccaniche dovremo farci strada in una serie di livelli, divisi per vari pianeti e stazioni spaziali da attraversare. Space Tail non si basa solo sull’esplorazione tipica dei platform, ma richiederà anche di affrontare e risolvere dei puzzle ambientali, di complessità variabile, e soprattutto delle fasi stealth dove dovremo sfuggire all’occhio vigile dei “nemici.”

L’esplorazione resta comunque la parte più importante, visto che ci permetterà spesso di capire come superare/affrontare puzzle e fasi stealth. Spesso per avanzare dovremo trovare delle capsule che ci forniranno upgrade o nuove capacità, ma oltre a queste, sparse per ogni livello, troveremo capsule vita/scudi (per aumentare le rispettive barre raccogliendone un bel po’) o anche frammenti di lore e skin segrete.

Come avrai intuito da questo lungo elenco relativo al gameplay, i comandi di Space Tail non sono semplici da padroneggiare e la difficoltà aumenta ancora di più su Nintendo Switch a causa di una mappatura dei tasti non proprio comodissima. Non aiuta neanche che il tutorial dei vari comandi non è chiarissimo ed è frazionato su vari livelli senza una vera e propria continuità.

Per esempio, nel 1° livello effettivo dovremo rimontare 8O88Y ed usarlo per concludere tutti i livelli del primo pianeta… peccato che il tutorial relativo alle azioni di 8O88Y sia nel 2° livello. Inoltre, non tutto funziona come dovrebbe in Space Tail. Ci sono alcuni glitch e alcuni bug che spesso ci costano anche la vita e non ho ancora capito come accedere al menù delle skin (nel menù di pausa è segnato sul tasto R, ma premendolo non succede nulla).

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Bea e le meraviglie dello spazio

Passando alla direzione artistica di Space Tail, questo è sicuramente il punto più riuscito dell’intera produzione, a partire dalla grafica. Visivamente Space Tail è una piccola opera d’arte. Ogni livello, ogni sfondo, ogni scena è un affresco di colori, dettagli e concept creativi. Pianeti alieni e scenari da incubo prendono letteralmente vita davanti ai nostri occhi, un disegno alla volta.

Da non sottovalutare anche il character e il level design che ben sfruttano la cura grafica per creare qualcosa che ispiri il videogiocatore anche solo con la vista. Un dettaglio essenziale quando la nostra protagonista non parla. La cura del dettaglio è inoltre quasi maniacale. Ho adorato come molti elementi narrativi, relativi soprattutto alla lore, siano semplicemente suggeriti dall’ambiente in cui Bea si muove.

Tuttavia non è tutto oro quello che luccica e, davanti a tanta cura artistica, sorprende vedere che l’animazione dei personaggi, delle scene e degli ambienti spesso non tiene il passo. Questa risulta spesso scattante e robotica, assolutamente imperfetta se confrontata con tutto ciò che la circonda. Una nota stonata che sicuramente si fa notare e che abbassa il livello qualitativo complessivo di Space Tail.

Poco da dire invece sulla parte sonora del gioco. Se da una parte abbiamo una colonna sonora dalle sonorità ambient, molto adatte all’esplorazione, che sfociano spesso in sinfonie più ritmate nei momenti più drammatici, dall’altra bisogna dire che, escludendo Bea, molti degli effetti sonori sono abbastanza fastidiosi. Di base possiamo dire che il lato sonoro di Space Tail è più che accettabile. Adatto comunque all’atmosfera ricercata.

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Bea ed un gioco bello, ma che poteva essere meglio

In conclusione, Space Tail è un buonissimo platform 2D caratterizzato da una direzione artistica davvero stupefacente e capace di lasciare a bocca aperta, oltre che da un gameplay profondo che ben adatta le particolarità derivata dall’avere una cagnolina come protagonista. E’ un titolo che sicuramente può fare la gioia degli appassionati del genere, soprattutto quelli che apprezzano la recente deriva artistica dei titoli indie.

D’altro canto, però, Space Tail è anche un titolo dalle aspirazioni molto elevate. Si percepisce la voglia degli sviluppatori di creare qualcosa che vada oltre il semplice media videoludico, ma tale obiettivo non viene mai davvero raggiunto. Questo a causa di alcuni piccoli difetti che, essendo sparsi in praticamente qualsiasi settore del titolo, gli impediscono di elevarsi al livello qualitativo ricercato.

Al momento Space Tail è disponibile sia su Steam che su Nintendo Switch per la più che onesta cifra di 19.99 euro. Personalmente lo ritengo un costo senza infamia e senza lode. Si trovano a giro ciofeche molto più costose di questo titolo e, onestamente, il prezzo viene anche solo giustificato dalla grande cura artistica che c’é dietro al titolo. Questo senza tenere di conto gli altri lati positivi.

Mi sento di consigliare Space Tail per l’acquisto? E’ una domanda a cui è difficile dare una risposta netta visto che molto dipende dai gusti del videogiocatore stesso. Se ti piace questa tipologia di platform 2D, indubbiamente i 20 euro richiesti sono un investimento più che meritevole. Viceversa, dubito che sarà Space Tail il titolo che ti farà appassionare al genere.

Scheda confidenziale su Space Tail

Bea è una cagnolina randagia il cui destino un giorno cambia per sempre. Prelevata da una misteriosa agenzia spaziale per eseguire alcuni test, fa amicizia con un ragazzino e sembra finalmente trovare pace… fino al giorno in cui l’agenzia decide che è tempo di spedirla nello spazio. Con solo il suo orsacchiotto pupazzo a ricordarle il suo amico, Bea ora desidera tornare in quella che per lei era una casa. Per farlo dovrà però attraversare lo spazio sconosciuto, tra pianeti abitati da alieni e misteriose stazioni spaziali ultratecnologiche. Ad aiutarla nel suo viaggio solo i suoi sensi canini e due improbabili amici: un drone di nome 8O88Y e una meteora senziente chiamata Rose. Riuscirà nell’impresa?

Cosa mi piace

Cosa non mi piace

No.

Grafica

90

Impatto

70

Longevità

60

Sonoro

70

Space Tail è un platform 2D dalla forte componente artistica che si ispira in modo abbastanza evidente a Ori and the Blind Forest, ma che alla fine non riesce a raggiungere lo stesso livello qualitativo. Questo a causa di alcune piccole imperfezioni sia narrative che a livello di gameplay. Nonostante ciò resta un buon platform 2D che ci permette di vestire i panni di un personaggio indubbiamente particolare, sfruttando a fondo tutti i possibili spunti di star impersonando un cane, e ci offre una direzione artistica stupefacente, soprattutto sul lato visivo.

VOTO COMPLESSIVO

7

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