Solo: Islands of the Heart la recensione, l’arcipelago dell’amore

Un viaggio tra le sponde del nostro cuore

Solo: Islands of the Heart, la recensione per PlayStation 4

Sei pronto a intraprendere un viaggio alla volta dei tuoi sentimenti? Preparati a un percorso contemplativo, in un puzzle game ricco di emozioni.

Sei pronto a intraprendere un viaggio alla volta dei tuoi sentimenti? Preparati a un percorso contemplativo, in un puzzle game ricco di emozioni.

Solo: Islands of the Heart è un puzzle game introspettivo, la cui finalità è quella di intraprendere un viaggio contemplativo nelle isole della nostra mente. Il titolo è stato rilasciato il 31 luglio per PlayStation 4, ed è disponibile attualmente anche per PC, Xbox One e Nintendo Switch.

Le isole del nostro cuore

Solo, può essere definito come un viaggio introspettivo nell’arcipelago dell’amore e nella profondità della nostra coscienza. È un sogno della nostra mente che ci aiuta a riflettere sulle relazioni vissute o in corso, sollevando degli interrogativi ai quali rispondere è necessario per il proseguimento del gioco.

Solo: Islands of the Heart dunque è colmo di rimandi e similitudini che si percepiscono di continuo e che conferiscono valore aggiunto al titolo.

La prima interazione è con una statua di ghiaccio molto particolare. Le statue hanno la funzione di guida, introducono al viaggio e sono collocate quasi sempre all’inizio di un nuovo arcipelago, di una nuova via da intraprendere, o al suo termine. Ci parlano e rivelano la natura delle nostre emozioni che come onde si propagano in direzioni differenti; ci possono distruggere, annientare o ci possono rendere euforici e felici.

Solo: Islands of the Heart, la statua di ghiaccio
Lo avrai notato già. Queste isole sono solo gli angoli della tua testa“.

Sicuramente, i due simboli più importanti in Solo, sono il faro e il totem.

Il faro ci guida nell’oscurità delle nostre incertezze indicandoci la via per la luce, per chiarire i nostri dubbi sull’amore e sulle sue ragioni intrinseche. Dobbiamo infatti, raggiungerlo e attivarlo, dopo di che esso ci indica tramite un raggio luminoso il totem che attende il nostro arrivo.

Solo: Islands of the Heart, tema erotico
Qui possiamo notare chiaramente come il gioco tratti tutte le sfaccettature dell’amore, anche quelle più strettamente erotiche e sessuali.

Il totem è lì, pronto a interrogarci, a sollevare in noi il dubbio, a farci riflettere su tutte le sfaccettature dell’amore di coppia, perfino l’aspetto più erotico della relazione. È il fulcro vitale dell’intera esperienza di gioco, quell’elemento che permea la finalità del nostro viaggio.

Nessun gioco può avere la presunzione di cambiare radicalmente le azioni di una persona nella realtà, e questo non è infatti lo scopo di Solo: Islands of the Heart, ma può innescare i meccanismi che sono alla base del nostro modo di pensare, e di conseguenza di agire. Può aiutarci a scavare in profondità nelle nostre emozioni, può concederci il tempo di riflettere su noi stessi, in un mondo ormai frenetico e materialista. Può accendere una piccola scintilla di consapevolezza e aiutarci a comprenderci di più, ascoltando noi stessi.

D’altronde la “domanda” è l’unico strumento che l’uomo ha per comprendersi e per capire la realtà che lo circonda.

Analizzando il flusso narrativo, ho notato una certa incoerenza e disparità tra il linguaggio poetico che accompagna l’intero titolo, e il linguaggio troppo diretto e colloquiale delle domande poste dal totem. È ovvio che quesiti a risposta multipla debbano essere semplici e chiari, ma a mio parere, devono anche amalgamarsi o accostarsi maggiormente al livello decisamente più aulico del gioco, altrimenti questo crea un brusco stacco, bloccando lo scorrimento della narrazione. Non dimentichiamoci che siamo all’interno di un sogno o viaggio nella nostra mente, non è appropriato interrompere bruscamente l’atmosfera, come se fosse una secchiata di acqua fredda sul viso che costringe a svegliarsi.

Gameplay

Come ho detto precedentemente, Solo: Islands of the Heart, è un puzzle game intervallato da momenti più riflessivi, in cui il giocatore dovrà rispondere a dei quesiti a scelta multipla, riguardo l’amore di coppia. A primo impatto risulta molto (forse troppo) facile e monotono, e in effetti per un po’ di tempo lo è, ma con il susseguirsi dei livelli, si aggiungono nuove funzionalità che lo rendono più competitivo e divertente.

Fondamentalmente il gameplay si sviluppa sull’uso, la manipolazione e il posizionamento di casse di legno, ognuna delle quali ha una propria funzione: incastonando, ruotando e posizionando in un modo specifico le stesse, è possibile raggiungere i punti alti del gioco e proseguire. Le casse sono di varia tipologia, se ne trovano diverse nel corso di tutto il gioco, qui ne citerò giusto qualcuna.

Con la cassa a ventose, possiamo posizionarne e attaccarne altre, intorno ad essa, in tutte le direzioni. La cassa con pedana a scorrimento, crea un’ottima base per raggiungere i posti più lontani, mentre la prima permette di fluttuare e raggiungere punti più alti.

Avremo anche a disposizione degli strumenti come il paracadute che serve a sposarsi da un’isola all’altra più rapidamente, e la bacchetta magica decisamente uno degli elementi di gameplay più importanti. Tramite la bacchetta, infatti, si possono ruotare e spostare le casse a distanza; funzione utilissima che velocizza di molto l’andamento del gioco, senza la quale, il ritmo sarebbe insostenibile.

Nonostante il gameplay sia pressappoco facile, il gioco di tanto in tanto ci costringerà a fermarci a riflettere, soprattutto nei livelli successivi.

Non si scorge la presenza di bug, ma ho personalmente riscontrato un problema. Spesso i tasti L2 e R2 non rispondevano ai comandi e per ovviare al problema sono stata costretta a riavviare la console.

Purtroppo, la componente negativa del titolo, rimane il ritmo e la fluidità. Il personaggio e i suoi movimenti sono troppo lenti e legnosi, e questo crea un ritmo noioso, ripetitivo e spesso (soprattutto, nei livelli iniziali) monotono. Tuttavia, la presenza di alcuni elementi li compensa e ricrea l’armonia nel mondo di gioco: di tanto in tanto. Troveremo dei collezionabili in giro per le isole, potremo suonare la chitarra, scattare foto e selfie con gli animaletti che saranno presenti nel corso di tutto il titolo.

Solo: Islands of the Heart, selfie con animaletto
Qui possiamo vedere la modalità selfie.

Tutto ciò è intervallato da momenti di tenerezza in cui, in modo del tutto opzionale, potremo aiutare due animaletti innamorati a riunirsi nella loro casa, ricostruendo il ponte caduto con le casse messe a disposizione dal gioco.

La grafica risulta molto carina all’impatto, è animata e decisamente colma di colori come d’altronde le emozioni che desidera descrivere. Quasi sognante, le immagini che Solo ci regala sono davvero gradevoli e riflettono perfettamente i temi affrontati.

Il messaggio che il titolo vuole comunicare

la grafica molto gradevole e colorata

Il linguaggio molto poetico e profondo

L'atmosfera sognante che il gioco è capace di creare

il gameplay, nel complesso, risulta carino

Il ritmo e la fluidità del gameplay sono spesso monotoni ed eccessivamente lenti

Le domande poste dai totem hanno un linguaggio troppo diretto che contrasta con quello poetico che permea l'intero titolo

Ottenere il platino è molto semplice ma è necessario completare anche gli elementi opzionali del gioco, oltre, naturalmente, al gameplay principale che si sblocca con il proseguire della storia.

Grafica
Sonoro
Longevità
Impatto

Voto

In conclusione, Solo: Islands of the Heart è un gioco molto particolare che ci invita, con semplicità, a riflettere su uno dei temi maggiormente discussi e analizzati come l’amore. Riesce a disegnare i contorni di un tema complesso come la relazione di coppia, in modo genuino e ci concede tempo per pensare a noi stessi e a quello che desideriamo. Nonostante ci siano delle piccole pecche, questo non sminuisce il valore del titolo che rimane molto gradevole.

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In conclusione, Solo: Islands of the Heart è un gioco molto particolare che ci invita, con semplicità, a riflettere su uno dei temi maggiormente discussi e analizzati come l’amore. Riesce a disegnare i contorni di un tema complesso come la relazione di coppia, in modo genuino e ci concede tempo per pensare a noi stessi e a quello che desideriamo. Nonostante ci siano delle piccole pecche, questo non sminuisce il valore del titolo che rimane molto gradevole.

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