Shigeru Miyamoto e l’industria dei videogiochi tornano al centro del dibattito sul lavoro creativo. Il veterano di Nintendo ha criticato le aziende che disperdono competenze accumulate negli anni per raggiungere il pareggio o soddisfare obiettivi finanziari di breve periodo.
Shigeru Miyamoto: perché l’industria spreca i talenti

Shigeru Miyamoto sostiene che licenziamenti, scioglimento dei team e decisioni guidate soltanto dalle metriche possano distruggere il valore costruito durante più produzioni. Perdere uno sviluppatore esperto significa perdere anche conoscenze tecniche, relazioni interne e metodi di lavoro difficili da ricreare assumendo personale nuovo.
Il ragionamento riguarda soprattutto le prime fasi dello sviluppo. Budget, previsioni e obiettivi commerciali restano necessari, ma secondo Miyamoto non dovrebbero bloccare un’idea prima che il team abbia verificato se sia realmente divertente e originale. Creatività e sostenibilità economica devono quindi procedere insieme, senza trasformare ogni scelta di design in un calcolo immediato.
Questa posizione è coerente con il ruolo ricoperto dal designer nella storia dell’azienda. Il profilo presentato nella documentazione societaria di Nintendo ricorda il suo lungo contributo alla guida dello sviluppo software e alla creazione delle principali proprietà intellettuali del gruppo.
Super Mario dimostra perché il divertimento viene prima dei numeri
Miyamoto ha richiamato il caso di Super Mario: un idraulico con baffi, salti pronunciati e ambientazioni popolate da funghi avrebbe potuto apparire difficile da sostenere attraverso una previsione commerciale tradizionale. La forza dei primi giochi risiedeva invece nella risposta immediata dei comandi e nella chiarezza delle regole.
A distanza di oltre 40 anni dal debutto di Super Mario Bros., quella scelta creativa ha prodotto uno dei personaggi più riconoscibili dell’intrattenimento. Il rapporto tra Mario e la cultura videoludica è analizzato anche nell’approfondimento sul Game Lab IULM dedicato ai 40 anni di Super Mario.
Il valore del personaggio si riflette inoltre nel mercato collezionistico, dove alcune produzioni storiche hanno raggiunto cifre fuori scala. La nostra analisi sui videogiochi più costosi del mondo mostra quanto un progetto nato da un’idea insolita possa acquisire valore culturale ed economico nel lungo periodo.
Cosa cambia nel modello Nintendo per gli sviluppatori
Nintendo continua a presentare la conservazione delle competenze come un elemento della propria strategia. Nel resoconto dell’assemblea degli azionisti del 2026, l’azienda ha dichiarato di aver aumentato il personale delle proprie società per rafforzare lo sviluppo di hardware, software e sistemi operativi, mentre Miyamoto partecipa alla formazione dei nuovi dipendenti.
Questo modello riduce il rischio di perdere il sapere maturato all’interno dei gruppi di lavoro, ma non elimina la necessità di controllare costi e tempi. La differenza riguarda l’orizzonte adottato: tagliare un team può migliorare rapidamente un bilancio, mentre mantenerlo consente di riutilizzare esperienza e processi nei progetti successivi.
Le parole di Miyamoto pongono quindi una domanda concreta all’intera industria: quanto può durare una crescita fondata su produzioni costose, obiettivi trimestrali e continui cambi di organico? La risposta dipenderà dalla capacità dei publisher di considerare il talento degli sviluppatori come un investimento pluriennale, anziché come una spesa da ridurre alla prima difficoltà.