Sviluppato da Behaviour Interactive Inc. e pubblicato da Devolver Digital, Serious Sam: Shatterverse è il ritorno ufficiale della saga di Serious Sam che, dopo Serious Sam 4 ritenuto decisamente in linea con la tipologia e filosofia ludica e narrativa dei precedenti capitoli, azzarda qui una rivoluzione sotto diversi punti di vista, tanto del gameplay quanto dell’estetica. Noi siamo così finiti in questa sorta di stravagante multiverso in salsa Serious Sam su PlayStation 5. Pronto a scoprire la nostra recensione?
Serious Sam: Shatterverse e un nuovo multiverso
Mettiamo subito in chiaro un elemento cruciale, soprattutto per i veterani della saga di Serious Sam: Serious Sam: Shatterverse non è Serious Sam 5. Il titolo dovrebbe essere affrontato come una sorta di fantasioso spin off in cui viene rimodellata sia lo stile grafico, che la narrazione che, soprattutto, le regole del gameplay. Sì, c’è sempre il nostro amato Sam ma la situazione è cambiata e anche l’umorismo iconico del personaggio si piega a trovate non sempre coerenti con quanto visto e sentito in passato.
Procedendo con ordine, Serious Sam: Shatterverse parte da una trovata parodistica azzeccata e che ben si piega all’idea di gameplay che, a conti fatti, funge da vero nucleo pulsante della produzione: il multiverso. Ci troviamo così tra le mani una storia che vede gli universi di Serious Sam collidere e mescolarsi in un mosaico indecifrabile, stranamente colorato, e pieno zeppo di elementi che rievocano la vecchia saga ma che azzardano anche qualcosa di nuovo.

Ma soprattutto, la trovata del multiverso ci permette di mettere in scena ben cinque Sam differenti. E questa è una trovata che funziona sia narrativamente che ludicamente. Sul piano del racconto, vedere come battibeccano tra loro i vari Sam funziona, diverte e intrattiene il giusto. Non tutti spiccano per gran carisma e, anzi, alcuni si abbandonano a cliché abbastanza prevedibili, eppure c’è ancora qualcosa del vero Sam, soprattutto nel nostro primo Sam: quello “retrò”, con tanto di spigolosa figura in low poly.
Il multiverso è però una mera scusa e non c’è chissà quale canovaccio narrativo complesso da seguire, anzi. Il cattivo di turno è sempre Mental, qui in versione “multiversica”: Uber Mental. Mentre dal lato dei “buoni”, abbiamo una forza multidimensionale con tanto di Programma Serious in cui sono stati inseriti i cinque Sam, veri e indiscussi protagonisti di ogni singola spedizione. Il compito, neanche a dirlo, è quello di fermare i danni causati da Mental e dal suo esercito di creature schiavizzate e riportare la pace negli universi.
La storia è divisa in atti e ognuno di questi è raffigurato da un percorso randomico tipico dei roguelite con tanto di boss a spezzare le varie spedizioni. Queste ultime ci vedono fare incursioni in mondi di gioco che, salvo diverse novità, richiamano in modo più o meno diretto alcuni scenari storici della saga. E se te lo stai chiedendo, sì, Serious Sam: Shatterverse può essere vissuto interamente da solo ma sarebbe il modo sbagliato di vivere un prodotto pensato essenzialmente per il caos multigiocatore.

Un multiverso di proiettili e cadaveri
Serious Sam: Shatterverse è uno sparatutto roguelite in prima persona 3D essenzialmente pensato per team di giocatori da 1 a 5. Come anticipato, si può giocare anche in solitaria ma ci sono diversi limiti che andremo ad analizzare a breve. La prima caratteristica essenziale del gioco è legata proprio ai cinque Sam, tutti da sbloccare impiegando una delle valute interne del gioco che si possono accumulare di spedizione in spedizione.
Ogni Sam, oltre a una chiara differenziazione estetica e di carattere, muta principalmente per le proprie abilità tra cui quella speciale che può letteralmente condizionare le varie partite di gioco. Basta inoltre una fugace panoramica dei personaggi per comprendere che danno il meglio di sé in un team completo e variegato, ideali per dar vita a uno sregolato e sinceramente divertente caos di proiettili e cadaveri.

Sì, perché Serious Sam: Shatterverse riprende il concetto base della saga iniziale e ci vede con armi esagerate impegnati ad affrontare orde e orde di nemici di vario genere tra cui ritornano gli alieni iconici della saga, inclusi i kamikaze senza testa che urlano e si fanno saltare in aria. Nota a parte, invece, per i boss. Tra gli elementi meglio riusciti, queste creature sapranno impegnarti a dovere, richiedendo uno studio non solo dei propri pattern d’attacco ma anche degli ambienti-arene in cui dovrai affrontarli.
Le spedizioni classiche, invece, prevedono una classica e discretamente lineare, avanzata tra orde nemiche da un punto all’altro, inframmezzate da raccolte di monete e valute interne da investire in bonus di vario genere. L’elemento roguelite emerge in questi frangenti, permettendoci di personalizzare build randomiche che andranno però perse in caso di game over. Oltre a ciò, dovremo ricominciare anche l’intero atto.

Viene da sé, quindi, che dopo qualche run Serious Sam: Shatterverse mostra una ripetitività non da poco e che si aggrava soprattutto se si gioca da soli. In solitaria, il titolo non è proprio una passeggiata e il divertimento viene indebolito dall’assenza dell’imprevedibilità, spesso caciarona, che nasce spontaneamente con altri giocatori. In breve, Serious Sam: Shatterverse dona il meglio di sé in compagnia, offrendo anche una difficoltà generale potenzialmente più bilanciata e meno frustrante.
Come già detto in questa recensione, anche al netto del gameplay appena snocciolato, Serious Sam: Shatterverse non è un classico Serious Sam e chi si aspetta un sequel o un’opera in linea con le precedenti, potrebbe restarne deluso. Chi è invece aperto a sostanziali sperimentazioni ludiche, troverà un mix di mondi con cui divertirsi insieme ai vari Sam. Il nostro suggerimento è comunque quello di perseverare e andare oltre a un primo impatto non proprio dei più accomodanti, il meglio in termini di armi e potenziamenti, si sblocca man mano.
Il senso di progressione di Serious Sam: Shatterverse è infatti in linea coi vari roguelite e richiede quindi molteplici run per sbloccare gradualmente sia i Sam quanto potenziamenti e armi da poter poi potenzialmente recuperare nelle varie spedizioni. Ecco, il vero potenziale tanto distruttivo quanto di vera e propria personalizzazione, si schiude quando gran parte di ciò viene sbloccato, rendendo ogni run ancora più caotica, imprevedibile e divertente.

Grafica e sonoro
Graficamente parlando, Serious Sam: Shatterverse conferma la sua identità di “altro” rispetto alla saga principale di riferimento. Il “realismo” che ben si mescolava all’assurdo trova qui un filtro simil-cartoonesco e anche un po’ alla Borderlands. I colori sono più accesi e alcuni mondi di gioco perdono un po’ della propria identità. Per fortuna, il gore esagerato e tipico della saga è ancora qui, così come gran parte delle sue creature iconiche. In soldoni, la grafica, seppur diversa, si presta bene all’esperienza di gioco e offre anche una buona varietà di scenari.
Il sonoro è di buona fattura, tra sonorità più o meno iconiche e altre leggermente più anonime e di sottofondo. Buono anche il doppiaggio in inglese. Da segnalare invece qualche sporadico rallentamento mentre per quanto riguarda l’online, l’attesa certe volte si è dimostrata fin troppo lunga e non siamo mai riusciti ad avere un team completo. Bisogna però segnalare che il gioco è praticamente appena uscito e molto dipenderà anche dal supporto a medi-lungo termine. Infine, il titolo presenta anche i sempre graditi sottotitoli in lingua italiana per godere al meglio delle battute dei Sam.
