Rift Racoon

Rift Racoon – Recensione

Il platform 2D di Marcos Game Dev arriva su console in questa versione pubblicata da Ratalaika Games; ecco la recensione del nostro provato su PlayStation 4!

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Se volessimo citare i platform più difficoltosi da completare, è probabile che salterebbe fuori il nome di Rift Racoon; pubblicato su Steam nel novembre 2019, le premesse del titolo sono quelle di un platforming puro, che metta alla prova i nervi saldi dei giocatori più ferrati del genere.

Sviluppato da Marcos Games Dev, team creato dall’omonimo Marcos che sviluppa giochi in maniera totalmente indipendente, l’intento del gioco è quello di fornire al giocatore un platform 2D con grafica 8-bit e gameplay semplice da padroneggiare ma ricolmo di ostacoli e insidie che potrebbero compromettere il percorso del nostro peloso protagonista.

Dopo circa 2 anni, l’avventura del simpatico procione Tuker approda su console: come si comporta il titolo su hardware di ottava generazione? Scoprilo con noi, grazie alla recensione del nostro provato di Rift Racoon su PlayStation 4!

Rift Racoon, il procione Tuker e i poteri interdimensionali

Appena avrai scelto la difficoltà e avviato la partita, ti troverai in un laboratorio e comanderai Tuker, un procione paffuto che è entrato in possesso di un bracciale misteriso dotato di straordinari poteri interdimensionali; appena indossato l’accessorio, Tucker può infatti teletrasportarsi da un posto all’altro, riuscendo perfino a oltrepassare le pareti che gli si parano davanti alla meta.

Sfortunatamente, questo è l’unico incipit di trama presente in Rift Racoon: la narrativa è totalmente assente. Gli irripetuti dialoghi didascalici presenti nel gioco saranno quelli degli scienziati all’interno del laboratorio che fungeranno da tutorial.

Nonostante la storia non sia contemplata nella visione dell’autore perché il focus principale del titolo è il gameplay, avrei preferito comprendere il mondo di gioco; perché il bracciale possiede questi poteri? Come mai il gioco inizia in un laboratorio? Forse il nostro protagonista onnivoro è frutto di un insano esperimento condotto da scienziati malvagi? Purtroppo, non lo sapremo mai davvero e la nostra mente dovrà limitarsi alle congetture.

Rift Racoon screen 2

Prova, fallisci, ripeti, supera!

Come anticipato nel paragrafo precedente, Rift Racoon è un platform puro che fa del gameplay la sua punta di diamante; Tuker potrà saltare sulle pareti, usare il dash interdimensionale e arrampicarsi per un breve periodo di tempo sui muri.

Certamente starai pensando che le meccaniche di gioco non siano così tanto complesse, e che supererai con facilità qualsiasi ostacolo ti si pari davanti: invece, non è cosi.
In Rift Racoon la difficoltà è il pane quotidiano, e nonostante le meccaniche di gameplay restino pressappoco invariate sin dall’inizio dell’avventura, le strutture dei livelli e gli ostacoli all’interno degli stage aumenteranno di volta in volta.

Tra piattaforme in movimento, spuntoni appuntiti che sbucano dalle pareti e interruttori energetici utili a ripristinare il teletrasporto quando lo si usa una prima volta, l’avventura di Tuker offre un livello di sfida decisamente appagante.

Se non sei troppo avvezzo ai trial and error, puoi scegliere di giocare in modalità casual: in questo modo, il nostro protagonista non morirà sul colpo, ma avrà a disposizione una seconda chance per cercare di arrivare al checkpoint più vicino.

Tuttavia, ti sconsiglio di utilizzare questa modalità poiché ammazza il gioco: una volta che verrai colpito la prima volta infatti, avrai a disposizione diversi secondi d’immunity frame che ti permetteranno di saltare una gran porzione di livello. Personalmente, spero che in futuro questa immunità troppo duratura venga patchata, perché nella maggior parte dei casi annulla il livello di sfida.

Rift Racoon possiede ben 50 livelli e, sebbene bastino soltanto quindici minuti per terminare i primi due mondi e ottenere il trofeo di platino, per completare tutti i livelli necessiterai di un paio d’ore.

Nonostante la longevità del titolo sia abbastanza bassa, questo non gode nemmeno di un’alta giocabilità, poiché nei livelli ci sono davvero poche gemme collezionabili e tutte dalla dubbia utilità. Avrei gradito una vasta aggiunta di oggetti collezionabili con una certa rilevanza all’interno del gioco, in modo che la curiosità nello scoprire tutti i segreti del gioco mi avesse spinto a rigiocare più volte gli stage.

Rift Racoon screen 3

Pixel art

Nonostante Rift Racoon possa risultare un titolo tecnicamente spartano agli occhi dei giocatori attenti ai dettagli, il gioco possiede un’ottima direzione artistica. La pixel art gode sempre di un certo fascino se ben realizzato, e Rift Racoon non è esente da bellezza grafica, al netto di qualche negligenza o di alcuni scenari particolarmente poveri di dettaglio.

Come lo stile retrò della direzione artistica predilige, anche il comparto sonoro è pregno di suoni prettamente 8-bit e OST di gioco composte da synth orecchiabile e ritmo allegro. Un fattore da non trascurare è la varietà della colonna sonora, che possiede un buon quantitativo di tracce che fungono da ottimo tappeto musicale anche nelle fasi di platform più concitate.

Dai brani più frenetici ai toni più rilassanti, gli amanti delle musiche arcade troveranno in Rift Racoon una buona fonte per le migliori playlist dedicate al genere 8-bit.

Rift Racoon screen 4

In conclusione

Rift Racoon è un titolo dalle poche pretese, ma che riesce a divertire nella sua semplicità. La difficoltà del gioco è progressiva e può donare un enorme senso di soddisfazione nel giocatore, grazie al suo gameplay facilmente assimilabile ma estremamente difficile da padroneggiare nelle sezioni più complicate.

Nonostante nel titolo non sia presente una buona rigiocabilità che spinge il fruitore a ripetere i livelli per trovarne tutti i segreti, Rift Racoon è un ottimo titolo da giocare one shot, magari in attesa del prossimo gioco ad alto budget in uscita o nel caso avessi voglia di provare un titolo puramente arcade per assaporarne il livello di sfida.

Proprio grazie alla sua difficoltà, consiglio Rift Racoon agli appassionati e al giocatore che ama la sfida alla follia; se sei alla ricerca di un platform 2D che non si perde nelle minuzie narrative, con un gameplay estremamente hardcore e dalla grafica retrò a un prezzo abbordabile, sono abbastanza sicuro che Rift Racoon potrebbe diventare uno dei tuoi giochi preferiti del genere.

Scheda confidenziale su Rift Racoon

Il procione Tuker possiede degli strabilianti poteri, che utilizza per proseguire il suo viaggio tra i mondi di gioco

Cosa mi piace

Cosa non mi piace

I platinatori più accaniti saranno ben più che felici a sapere che Rift Racoon è distribuito su console da Ratalaika Games, azienda conosciuta ai più anche per la semplicità degli elenchi trofei dei propri giochi: per ottenere il trofeo di platino, basta infatti recuperare soltanto 3 collezionabili sparsi per gli stage e completare i primi tredici livelli di gioco. Una lista trofei che rende l’ambitissimo obiettivo di platino facile da ottenere.

Grafica

70

Impatto

60

Longevità

55

Sonoro

65

Rift Racoon è un gioco di poche pretese, ma che nel complesso riesce a regalare qualche ora di svago ai giocatori meno pretenziosi e agli amanti del platform 2D hardcore; in attesa del prossimo Tripla A da giocare, l’avventura del procione Tuker è sicuramente una buona esperienza per intervallare dei titoli impegnativi da giocare.

VOTO COMPLESSIVO

6.5

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