1
0

0

Re:Turn – One Way Trip, la nostra recensione per PC

Re:Turn - One Way Trip, un puzzle game di una storia d'amore non corrisposto e di terrore

Diamo un’occhiata a Re:Turn – One Way Trip, un appassionante e terrificante puzzle game 2D di Red Ego Games, disponibile su Steam.

Altre recensioni

Naviga tra i contenuti


Oggi parliamo di un piccolo ma promettente studio indie, Red Ego Games, e del loro puzzle-adventure a tema horror a scorrimento laterale: Re:Turn – One Way Trip.

Il gioco ti mette nei panni di Saki, con il suo gruppetto di amici, accampati nel bosco a festeggiare la conclusione dell’anno scolastico.

Dopo un brevissimo prologo che mostra i vari personaggi, il fuoco si spegne improvvisamente e tutti scompaiono nel nulla, lasciando Saki da sola in mezzo al bosco. Da qui, scorge l’ombra di quello che sembra essere uno dei suoi amici, e la protagonista si avventurerà tra i sentieri fino ad essere coinvolta in un disastro ferroviario, capendo subito che in questo treno c’è molto più di quello che si vede.

Saki sviene e, dopo essersi ripresa, si ritrova nello stesso treno, ma nel passato: non essendo di quella dimensione, non può interagire con nessuno, tranne che con una ragazza che può vedere gli esseri soprannaturali.

Mentre è alla ricerca del suo gruppo di amici, finirà per conoscere gli abitanti del treno stregato, rimbalzando così tra passato e presente.

Intrappolata in un treno spettrale, Saki deve esplorare il passato e il presente per trovare e salvare i suoi amici

Più che del gameplay, Re:Turn – One Way Trip si apprezza molto per la narrazione e la caratterizzazione dei suoi personaggi.

Nonostante sia un gioco strettamente horror con molti elementi soprannaturali, il tema principale riguarda di più il gruppo di ragazzi e, da buona teen novel, sulla vita scolastica e sull’abbandono degli studi.

Ogni personaggio ha le sue difficoltà, la sua storia ed è, più di tutto, credibile. Come accade per le amicizie giovanili, dopo tutti i momenti di tensione che ti troverai davanti, vedrai il gruppo sgretolarsi man mano. Saki verrà a conoscenza di segreti e rivelazioni dei suoi ex compagni, in una storia pregna di amore, tragedia e perdite.

Dopo aver sperimentato i flashback dell’incidente del treno, ti accorgerai che il gioco tratta anche di altri drammi, dalla famiglia, al classismo, il lavoro, l’adulterio e l’aborto.

Re:Turn - One Way Trip

In Re:Turn – One Way Trip, il divario tra passato e presente si dissolve man mano

Come detto precedentemente, il gameplay di Re:Turn – One Way Trip non brilla particolarmente.

Prendendo spunto qua e là da altri simili del genere, il gioco è un 2D a scorrimento laterale punta e clicca, si seguono corridoi e si entra in stanze laterali, si indaga e raccoglie gli oggetti sparsi per la mappa, e quest’ultimi, si usano per risolvere i rompicapi di ogni capitolo, in genere 3 o 4 a livello.

La maggiorparte degli enigmi non ti richiederà molta logica e sono abbastanza semplici, basta stare attento ai vari dialoghi che si presenteranno davanti, per altri invece dovrai trovare la nota o l’immagine giusta.

Stai attento però, perché è il gioco a decidere quando potrai avere accesso a determinate aree ed esaminare i giusti oggetti.

Di conseguenza, ad ogni nuovo capitolo, ci si ritrova a girare negli stessi corridoi e stanze, in modo da essere certi di non essersi perso nulla lungo la strada. Conta che ci sono rompicapi che richiedono più passaggi da sbloccare, perciò sarai costretto a tentare molte volte con oggetti diversi: in pratica, dovrai rifarti tutti i vagoni, ancora e ancora.

Io ti ho avvisato.

Re:Turn - One Way Trip

Ne è valsa la pena?

C’è da dire che più si va avanti e più il gioco diventa inquietante: in particolare, verso la fine ti imbatterai in qualche inseguimento spettrale o raro momento dove dovrai schiacciare qualcosa sulla tastiera.

Più si procede e più il treno diventa fatiscente e terrificante, entro i limiti grafici ovviamente.

La colonna sonora è adatta all’esperienza, ma non cosi particolare da farti dire “wow”, ma nei momenti giusti (si, sto parlando degli scare jump) enfatizza bene i momenti di tensione.

Re:Turn – One Way Trip ha un’ottima storia da raccontare, ma è stata inserita in un mondo lungo, quasi tutto uguale e ripetitivo: inizia con il botto, ricostruendo tutti gli eventi che hanno portato all’incidente col treno, e finisce più o meno tutto… meh.

Quando ti ricapita però di giocare ad un horror in pixel art?

Re:Turn – One Way Trip è attualmente disponibile su Steam e Xbox One. Se acquisti il gioco entro il 21 Ottobre, è incluso uno sconto del 10%.

Trama ben scritta e ben sviluppata

Stile Pixel 2D grandioso

Rompicapi semplici ma mai uguali

Gameplay ripetitivo

Si poteva fare di più con il sonoro

A volte un pò macchinoso

Il gioco comprende ben 25 trofei: per ottenerli, dovrai completare tutti e 10 i capitoli, finire il gioco senza mai salvare, trovare tutti gli oggetti, e completare i puzzle in un colpo solo.

Grafica
75
Sonoro
65
Longevità
65
Impatto
65
Voto
VOTA
1

Re:Turn – One Way Trip non è Resident Evil, ma con la sua storia, entusiasmante e ben scritta, ritengo valga comunque la pena di avventurarsi nel suo mondo horror pixellato.

0

Commenti

1297

Miei

1
0

Registrati!
in iCrewPlay diamo valore al tuo pensiero!