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Resident Evil 3 Remake, la demo giocata

Abbiamo spolpato la demo di Resident Evil 3 Remake e ci teniamo a dirti cosa ne pensiamo

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È sempre bello quando i produttori ti danno un assaggio di quello che sarà. Ieri infatti è arrivata la possibilità, per tutti, di provare uno dei giochi più attesi di questo 2020 Resident Evil 3 Remake. È com’è questo antipasto a base di zombie che ci offre Capcom, anche per combattere la quarantena che affligge noi poveri giocatori nel mondo? Bello, bellissimo, meraviglioso, anzi, ne voglio di più.

My name is Valentine, Jill Valentine

La demo non parte dall’inizio, ma da un po’ più in la. Abbiamo già fatto la conoscenza della nostra spalla Carlos Oliveira e del suo comandante Mikhail Victor. Il nostro compito sarà quello di ripristinare la corrente alla stazione, con lo scopo di poter scappare insieme ai pochi civili rimasti in vita da Racoon City. Appena la scena di intermezzo sarà finita, inizierai a scorrazzare per le vie di della città. Un paese in preda al caos, stracolmo di zombie che altro scopo non hanno che ucciderti. La demo si focalizza principalmente sull’atmosfera lugubre, sull’azione mirata e poco o nulla sugli enigmi. Di quest’ultimi ne avremo solamente uno che ci premierà con un utilissimo mirino laser per la pistola.

Dopo che arriveremo al classico punto morto, marchio di fabbrica dei veri Resident Evil, dovremo trovare una bocchetta per un idrante con il fine di passare da un vicolo in fiamme. Qui ci spingeremo più all’interno della cittadina e la ritroveremo brulicante di non morti che più di una volta cercheranno di farci prendere il proverbiale jump scare.

Gli zombie che ti si pareranno davanti questa volta risultano davvero ostici e dovrai fare estrema attenzione sul come sparare i tuoi, pochi, proiettili che troverai. Il mirare alla testa non si rivelerà una scelta così efficace, ma le gambe saranno il punto debole da colpire. Questo perché per mettere KO uno zombie ci vorrà una quantità davvero spropositata di preziose munizioni, quindi la strategia migliore sarà quella di azzoppare i propri nemici e scappare.

Una volta fatto tutto, dovremo tornare indietro al famoso vicolo incendiato e nella via del ritorno troveremo lui. Il vero protagonista del gioco, colui che diede il nome al titolo originale. Nemesis. Imponente, pauroso, ostico, difficile, se non impossibile, da stendere. L’unica via percorribile sono le granate e non per ucciderlo, ma per stordirlo. Fatto questo finalmente arriveremo a destinazione, ma una volta spento l’incendio lui si ripresenterà e inizierà ad urlare l’iconico: “STAAARS!”. Grazie per aver giocato.

Schiva, schiva e scappa

Prima ti dicevo del fatto che cercare di uccidere i nemici che ti si pareranno davanti non fosse la migliore delle strategie. Questo perché le munizioni che troverai lungo il tuo cammino, potranno sembrare tante, ma ti posso assicurare che provare ad uccidere ogni zombie proposto, ti farà solo arrivare alla situazione di ritrovarti con zero proiettili. Gli zombie sono coriacei e non rispondono affatto alla ormai diffusa credenza che basterebbe un colpo in testa per mandarli all’altro mondo. Questo già capitava già in Resident Evil 2 Remake, ma qui la sensazione generale è che siano ancora più resistenti ed ostici. Altra cosa che non aiuta, ma che è molto azzeccata perché aumenta il fattore realismo, è la forte imprecisione che avremo con la pistola. Una sensazione di tremolio delle mani da parte di Jill. E ci sta davvero tutta. Immaginati di essere in una situazione del genere, sicuramente avresti le mani tremolanti (e non solo). In più il fatto di non avere gli zombie che seguono un pattern predefinito, ma solo scomposti e lenti movimenti, non aiuta di certo a prendere la mira.

Altra feature, estremamente apprezzata, è l’inclusione della schivata. Nel caso fossimo in una situazione senza via d’uscita potremo premere il tasto L1 (su Playstation 4) o LB (su Xbox One e PC) per riuscire a schivare gli attacchi e scappare da morte certa.

Una gioia per gli occhi, un’angoscia per il cuore

La cosa che salta principalmente all’occhio di questa demo è sicuramente il lavoro egregio fatto dal RE Engine. Personaggi convincenti, atmosfere particolareggiate, ma soprattutto una gestione dell’illuminazione che da sola riesce a rendere un buon 70% dell’atmosfera. Il buio e le zone solo leggermente illuminate qua e la, riescono a dare una sensazione di città allo sbando, ormai prossima alla morte. Impeccabile proprio come il secondo capitolo, rimasterizzato l’anno scorso. Diciamo che questa volta il gioco è stato più semplice. È bastato veramente prendere la base di storia del terzo capitolo della saga e appiccicargli le meccaniche e la grafica del remake del 2. E con questo, capiamoci, non voglio assolutamente sminuire il lavoro fatto, anzi. Tecnicamente siamo di fronte all’epico. Una delle migliori esperienze tecniche vissute in questa generazione.

Anche per quanto riguarda il sonoro, partendo dall’ottimo doppiaggio in italiano (che vuoi o non vuoi è sempre cosa gradita), ci sono delle chicche davvero non indifferenti. Particolari che sembrano non servire a nulla, ma invece aumentano il coinvolgimento del giocatore. Mi riferisco a urla che si sentono in lontananza, esplosioni e musiche che si possono ascoltare in radio quando entreremo in un negozio. Tutto è stato curato alla follia. E per questo non si può altro che fare un applauso a Capcom.

In conclusione

È da prendere Resident Evil 3 Remake? Ma che domande, certo che si! Le premesse sono ottime, tecnicamente è pazzesco, l’audio è meraviglioso e l’angoscia che scaturisce ad ogni passo è palpabile. La costante paura di finire i colpi, gli zombie che si avvicinano e lui, il Nemesis, reso ancora più spaventoso. Possiamo tranquillamente andare a prendere la nostra copia ad occhi chiusi, visto che le premesse sono quelle di avere un’esperienza molto simile a quella avuta lo scorso anno con Resident Evil 2. Un gioco diversissimo dall’originale, ma uguale. Un titolo che riusciva a distaccarsi dall’opera tratta, ma che comunque la rispettava. Ecco posso già azzardare che qui sarà lo stesso. Unico difetto di questa demo? Dura troppo poco. No, non mi bastano una ventina di minuti (un po’ di più se vorrai esplorare ogni anfratto della mappa proposta). Ne voglio di più. Mannaggia a te Capcom, mi hai fatto salire l’hype alle stelle!

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