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- Recensione

Zitti zitti, abbiamo menato come fabbri

the quiet man

Essendo un gioco budget, lo stesso ha una durata limitata, ma non per questo è giusto lasciarlo senza un giudizio. In questa recensione potrai vedere con i miei occhi (dato che il gioco non ha praticamente audio) quello che ho capito dalla storia e ovviamente un profondo sguardo sul gameplay.

Redattore
-
Giovanni Todini

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Sicuramente The Quiet Man è un gioco atipico in cui il gameplay è solo una parte secondaria, quasi un accessorio, che sembra sia stato inserito a forza nel prodotto per poterlo definire “videogioco”. Ma andiamo con ordine.

Il silenzio dei colpevoli.

Il nostro eroe Dane sarà chiamato a risolvere il caso del rapimento di una cantante a lui molto vicina e lo farà a suon di mazzate, nonostante non emetta un suono per tutta la (breve) durata dell’avventura.

Dane come lavoro fa la guardia del corpo “particolare” del suo capo/amico d’infanzia Taye, che come vedremo è stato molto importante per lui: una tappa “definitiva” nella vita di Dane.

 

Col Joypad in mano

Per il gameplay si poteva fare SICURAMENTE di più! Ora capisco che il gioco costa 14,99 euro (13,49 con il Playstation plus) però cosi è troppo! Voglio dire, un minimo di sforzo: compenetrazioni molto frequenti, gameplay ripetitivo a nastro, per quello che definirei “picchiaduro ad arena”: nemici tutti uguali che a volte escono perfino dai muri! Sembra quasi un’alfa più che un gioco completo, per non parlare poi della scarsa interazione con l’ambiente e dell’assenza del tutorial. Le texture sono quasi un’offesa alla PlayStation 4 e non capisco perché ogni volta che Dane scende dalla metropolitana ci sono SEMPRE dei membri della SOL 33 che lo aspettano.

Per comandare Dane ci avvaliamo dei pulsanti frontali e di L2 e R1: con i frontali abiamo schivata (x), pugno (quadrato), calcio (triangolo) e presa (cerchio), mentre R1 serve per scattare e L2 per dar sfogo alla nostra “concentrazione”, molto utile per in nemici più ostici. I livelli di difficoltà sono due: facile e difficile, ma consiglio di provare entrambi in modo da poter aumentare la longevità del titolo.

Lidea di base è mettersi nei panni di una persona che ha delle difficoltà e che nonostante tutto riesce comunque a vincere contro i cattivi, ma almeno un accenno di tutorial potevano inserirlo, così come potevano fornire delle espressioni al protagonista che durante il gioco ha sempre e solo la stessa: più che sordo, sembra affetto da paralisi facciale.

Il modo in cui cammina Dane mentre non combatte è imbarazzante, sembra un robot zoppo, con animazioni veramente poco ispirate. Molto spesso i nemici “appaiono” come dei fantasmi e per un gioco di questo livello non è accettabile. Oltretutto in questo contesto il gameplay si riduce spesso alla pressione di due pulsanti, massimo tre. Volendo poi essere pignoli, spesso Dane si “teletrasporta” da un lato all’altro della stanza riuscendo a colpire con una combo un personaggio che risulta davvero troppo lontano da lui.

C’è da dire tra l’altro che il team dietro al gioco fa paura: Human Head Studios (Lost Within, Prey, Rune), Tatsuro Koike (serie di Yakuza) alla regia, il celebre team fumettistico Man of Action Entertainment (BEN 10, Marvel’s Ultimate Spider-Man e personaggi e team di BIG HERO 6).

Come contorno a tutto questo la mancanza totale di HUD (per capire che stiamo per morire lo schermo diventerà rosso) e quando possiamo usare la super mossa lo schermo sarà attraversato da una specie di lampo blu. Se ci avviciniamo a una zona in cui è possibile interagire con qualcosa, il nostro battito cardiaco aumenterà finché non troviamo l’oggetto in questione.

In questo disastro ludico si salva (nonostante le animazioni legnose, i glitch , i nemici “pop up” e la grafica scarna) la coreografia delle mosse e il modo in cui vengono attaccati i nemici: molte delle mosse del protagonista sono riprese, di forza, dai film action (anche se non si capisce perché gente armata debba combattere a mani nude) e sono coreografate molto bene, come per esempio quando Dane fa volare un malcapitato tirandolo in aria, prendendogli il piede con la mano e mentre questi è in volo dandogli un calcio volante e facendogli attraversare una porta che prima era chiusa. Altra nota positiva, dicevamo, è il pattern di attacco dei nemici che non aspettano il proprio turno per attaccare, ma lo fanno tutti insieme, per tenere comunque alto il ritmo che in effetti difficilmente scende durante le fasi di combattimento.

Altre cose gradite sparse: il menù delle opzioni senza una parola, ma con simboli universali, e le mosse finali che spesso fanno emergere delle immagini flashback per spiegarci un po’ meglio la storia.

La storia raccontata senza parole (SPOILER)

Ma accantoniamo le noti dolenti per un po’, dato che la storia non è poi così banale. Sono riuscito a capirne solo una parte dato che i produttori del gioco hanno avuto un colpo di genio per aumentare la ri-giocabilità: fino alla patch rilasciata tra una settimana, il titolo avrà tutti dialoghi senza audio (a parte una strana melodia che a farci caso si sente mentre gli altri parlano) e senza sottotitoli. Quindi varrà la pena rigiocarlo per vedere se le nostre intuizioni erano giuste.

Queste intuizioni nel mio piccolo sono state le seguenti. Dane e Tyle si conoscono da quando sono piccoli ed un ragazzo, che all’epoca taggava i muri con la scritta SOL 33, gli dava spesso fastidio. Al culmine di una lite per un paio di scarpe tra questo ragazzo (di cui non si conosce il nome) e Tyle, quest’ultimo tira fuori una pistola (frecciatina al controllo delle armi in America?) e cominciano a lottare per togliersela dalle mani a vicenda. In quel momento passano Dane con sua madre, parte un colpo di pistola e la madre di Dane si accascia a terra. Viene arrestato il ragazzo che faceva i tag sui muri, mentre Tyle e Dane diventano molto uniti tanto da studiare arti marziali insieme. Il padre di Dane, stando ad un flashback, lo picchiava, quindi un poliziotto lo prende sotto la sua ala protettiva crescendolo e portandolo dallo psicologo per consentirgli di avere un futuro come gli altri. Probabilmente però qualcosa è andato storto: nella prima missione, infatti, dobbiamo andare nel covo dei SOL 33, che nel frattempo è diventata una gang americana (ipotizzabile conseguenza del periodo detentivo del ragazzo) a riprendere una valigia piena di droga da portare a Tyle,proprietario di un night club. In questo night lavora una cantante (Lala) di cui sono innamorati sia Tyle che Dane. La ragazza viene rapita da uno stalker che le mandava biglietti anonimi, recapitava bambole voodoo con la bocca cucita e appendeva uccellini con il becco cucito sotto casa sua. Questo tizio mi ha un po’ ricordato il classico “fantasma dell’opera”, in quanto porta una maschera con le fattezze di un cranio di uccellino col becco cucito e ha un manganello elettrico; questo magari lo discosta un po’ dal fantasma, ma lo fa comunque menare come un fabbro, tanto da riuscire a vincere i primi round contro Dane…che poi… Basta ti ho già detto anche troppo riguardo la trama, sappi che i video del gioco sono in live action a parte qualcuno fatto con il motore grafico del gioco (che era meglio facessero comunque un live action dato che il motore di gioco è un po’… bah!).

Avanti veloce…

Quando arriverai alla fine del gioco capirai perché i nomi dei trofei sono così strani e potrai ascoltare la bellissima canzone che  Imogen Heap ha scritto appositamente per il gioco. Qui di seguito una breve intervista alla cantante relativa alla genesi questa canzone.

 

In poche parole… per l’idea di fondo mi sento di promuovere il gioco, ma solo a metà. Spero che la patch che inserirà l’audio andrà anche a migliorare qualche difetto qua e là, visto che la storia è molto bella e coinvolgente, ma da un team di sviluppatori di un certo calibro è lecito aspettarsi un certo risultato, che al momento appare sotto le aspettative. Il voto raggiunto è merito più della storia che del gameplay.

La storia
I video del gioco
l'idea di fondo
la coreografia delle mosse
il modo in cui attaccano i nemici
ritmo generale del gioco

6 novembre 2018
Analisi di
Testato su: PlayStation 4

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il gameplay
i glitch
le compenetrazioni
La ripetitività
la sensazione di occasione sprecata

Recensione di The Quiet Man
Totale 1, media 1

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