Cover della recensione di Darkanoid

Recensione di Darkanoid

Come Darkanoid ma... più dark

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Prima di parlare di Darkanoid, esordio dell’indipendente Shezo Games, occorre fare un po’ di Storia.

Nel lontano 1986, Taito Corporation, azienda giapponese tutt’ora operativa come sussidiaria di Square Enix, sviluppava e rilasciava Arkanoid, videogioco arcade ispirato al titolo Breakout, realizzato dieci anni prima dalla connazionale Atari. Quando si nomina Arkanoid i gamer di una certa età riconoscono il nome come quello di un mostro sacro dell’arte videoludica che ha allietato le loro giornate e che magari è stato ciò che li ha fatti appassionare al mondo dei videogiochi, mentre le loro controparti più giovani che hanno studiato un po’ di Storia videoludica pensano a qualcosa di accostabile ad un archetipo per quanto riguarda i videogiochi arcade.

Nel realizzare Darkanoid, titolo ispirato nel nome e nei contenuti alla sopracitata pietra miliare videoludica, Shezo Games sembra aver tenuto presente una domanda cruciale: “Se Arkanoid fosse stato sviluppato negli anni ’20 del XXI secolo, come sarebbe stato?” Ebbene, dal risultato finale, sembra non solo che abbiano trovato una risposta, ma che siano riusciti a trasporla su software nel migliore dei modi. Darkanoid, infatti, attualizza e migliora formule già viste e ha completo successo nel compito principale di ogni arcade rispettabile: creare dipendenza.

Screenshot da Darkanoid
Assaggio di una delle boss fight di Darkanoid

Due modalità per elevati livelli di sfida

Le modalità di gioco previste in Darkanoid sono due: Classic e Survival.

La prima, come dice il nome, ripropone la medesima formula vista in Arkanoid, con i suoi blocchi da distruggere e i suoi mob da sconfiggere a colpi di pallina, oltre ai vari power-up (in questo caso undici in totale). Ad aumentare il livello di sfida, i mob (piccole astronavi) potranno spararci addosso di rimando, ma fortunatamente disporremo di uno scudo ricaricabile attivabile in qualunque momento per schermare i loro colpi. Questa modalità è articolata in quaranta livelli ed è giocabile a tre livelli crescenti di difficoltà. I quaranta livelli sono suddivisi a loro volta in tre settori alla fine di ognuno dei quali si trova un boss da sconfiggere.

La seconda si commenta ancora una volta da sola: potenzialmente infinita, bisogna sopravvivere il più a lungo possibile mentre il muro di blocchi si avvicina pericolosamente. I power-up sono gli stessi della modalità Classic con l’aggiunta di alcuni speciali blocchi che se colpiti rallentano la corsa del muro di blocchi o la fermano totalmente per un breve periodo. Anche in questo caso dovremo fare attenzione al fuoco delle navi nemiche.

Entrambe le modalità sono soggette, come è normale per un arcade, a classifiche globali.

Screenshot da Darkanoid
Screenshot dalla modalità Survival di Darkanoid. Si notano bene i blocchi speciali per rallentare l’avanzata del muro

Precisione, rapidità e fisica

Oltre a divertire e, come anticipato, creare dipendenza, Darkanoid è anche una gioia per gli occhi. Al di là dell’estetica oltremodo piacevole, un aspetto che colpisce moltissimo è la fisica estremamente realistica degli elementi in-game. Un esempio su tutti è la possibilità di effettuare tiri curvi ad effetto colpendo la pallina di sponda.

Che tu sia un amante della combo mouse/tastiera o del pad, il gioco è perfettamente fruibile sia con l’una che con l’altra periferica. Tuttavia, è chiaro che per ottenere la massima precisione e velocità nel muovere la nostra nave gli scatti di mouse forniscono una resa migliore che ad alti livelli di difficoltà può configurarsi come una misura d’obbligo per trionfare.

Virtualmente perfetto, ma manca qualcosa

Darkanoid possiede praticamente ogni virtù richiesta ad un titolo arcade. L’unica cosa di cui manca è un approfondito background narrativo a cui appoggiarsi. Data anche la ricchezza di livelli presente nel gioco è davvero spiacevole ravvisare questa mancanza, visto che lo spazio per inserire una vera e propria narrazione c’era ed era anche tanto. Qualcosa del genere sarebbe potuto valere a Darkanoid un dieci pieno.

Anche dal punto di vista sonoro Darkanoid non lascia desiderare: tanto la colonna sonora quanto gli effetti omaggiano i vecchi omologhi in 8-bit creando ottime contaminazioni e contribuendo ancora di più a caratterizzare Darkanoid come una modernizzazione di Arkanoid e relativi cloni che lancia un grido sicuramente gradito ai gamer di vecchia data: gli arcade non moriranno mai!

Darkanoid è un piccolo capolavoro arcade che riesce a farsi amare tanto dai gamer più anziani (che magari hanno giocato per primi all’illustre semi-omonimo predecessore) quanto dalle generazioni più giovani.

Avrebbe il massimo del voto se non fosse per quel background narrativo che meritava ma che purtroppo è assente.

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Scheda confidenziale su Darkanoid

Una piccola astronave deve unirsi ai combattimenti di una furiosa guerra spaziale in corso, ma vede la propria strada bloccata da una serie di avversari.

Cosa mi piace

  • Il gusto retrò
  • Il senso di dipendenza
  • Il livello di sfida
  • La colonna sonora
  • L'estetica

Cosa non mi piace

  • La mancanza di un background narrativo

10

Grafica

70

Impatto

10

Longevità

10

Sonoro

Gli achievement di Darkanoid sono in totale 23. L’ottenimento di ciascuno di essi è subordinato al raggiungimento di un determinato punteggio o di un determinato timing in termini di sopravvivenza in game. Non mancano quelli legati alla sconfitta dei boss.

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