Cover della recensione di Causa, Voices of the Dusk

Recensione di Causa, Voices of the Dusk

Un cardgame nuovo di zecca e di qualità che ha ancora veramente tanto da dare

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Recensire un gioco di carte collezionabili, che sia fisico o videoludico, è sempre un’impresa difficile, trattandosi di titoli per loro stessa natura complessi e ricchi di meccaniche che mutano nel tempo.

Quando Causa, Voices of the Dusk, questo nuovissimo TCG digitale free-to-play disponibile su Steam (e in futuro, almeno nelle intenzioni del developer, la software house cilena Niebla Games, anche su console e dispositivi mobili) del quale parliamo oggi, avrà già un po’ di tempo alle spalle, di certo sarà un prodotto ben diverso da quello che al momento abbiamo di fronte. Ragion per cui ci limiteremo qui a delinearne le caratteristiche odierne senza troppi pronostici su inevitabili evoluzioni future.

Screenshot da Causa, Voices of the Dusk
Panoramica dell’interfaccia di gioco di Causa, Voices of the Dusk. Si percepisce già di primo acchito l’influenza di altri TCG videoludici.

Causa, Voices of the Dusk propone un’ambientazione fantasy medievale dotata di un solido background narrativo

In un mondo devastato da guerre e disastri naturali, con all’orizzonte un tetro Crepuscolo senza fine (in inglese per l’appunto ‘dusk‘), nuove fazioni stanno emergendo, ciascuna di esse pronta a portare avanti la propria causa, rappresentata da un particolare ideale o aspirazione. Queste sono Gloria, RicchezzaPrestigioSpirito.

Ciascuno di essi è rappresentato da valorosi condottieri, ad esempio Matriara, generale dell’Impero di Elyr, che in cerca di fama immortale conduce i suoi contro le forze del Crepuscolo. Oppure Ralkán, spadaccino a capo della banda mercenaria nota come Lame del deserto, pronto a vendere cara la pelle contro il Crepuscolo al giusto prezzo. Dall’alto del suo ruolo di legislatrice, Deneria persegue le sue idee reazionarie basate su superati diritti castali, mentre, al polo opposto della piramide sociale, lo stregone Nilset coltiva l’arte della negromanzia onde utilizzarla contro il Crepuscolo, reo di aver sterminato la sua famiglia.

Accanto a questi quattro leader (che corrispondono all’alter ego del giocatore), ve ne sono altri più flessibili, che perseguono cause le quali non sono altro che combinazioni dei suddetti valori. Le fazioni a cui appartengono sono: la Falange (Gloria Ricchezza), la Fratellanza (Gloria e Prestigio), i vampiri della Setta (Ricchezza Spirito) e l’Orda (Gloria Spirito).

Ogni game che andremo ad affrontare nel gioco simboleggia la lotta tra queste numerose fazioni. Andiamo a vedere più nel dettaglio come si svolgono queste battaglie!

Artwork di Causa, Voices of the Dusk
Matriara, generale di Elyr, una dei protagonisti di Causa, Voices of the Dusk, nonché leader giocabile.

Un gameplay che sa essere originale malgrado l’evidente influenza di cardgame terzi

Si gioca con un totale di trenta carte per giocatore. Ogni turno comincia obbligatoriamente con un minimo di quattro carte in mano, per cui è completamente eliminata la possibilità di rimanere in top deck. Ogni leader comincia con venti punti vita.

Giocando una prima partita a Causa, Voices of the Dusk, sembra di essere davanti al semplice ultimo arrivato tra i tanti cardgame squisitamente videoludici che tutt’ora popolano l’etere, la popolarità dei quali non ha fatto che crescere soprattutto grazie a quel fatidico 11 marzo 2014, data in cui un certo Hearthstone (al quale Causa, Voices of the Dusk, va ammesso, deve molto) vide la luce. Eppure, dopo pochi minuti di gioco, l’influenza di quest’ultimo sembra come sfumare, lasciando il posto a meccaniche più personali e originali che ora vedremo più nel dettaglio.

Al primo posto c’è la meccanica ‘dedicare‘, che risulta uno degli aspetti più particolari del gioco. Ogni carta possiede un livello di causa che deve essere soddisfatto onde poter giocare la carta stessa, in maniera consimile a quanto avviene con il mana in Hearthstone e in The Elder Scrolls: Legends. Tuttavia, a differenza di questi due cardgame, in cui il mana aumenta automaticamente turno dopo turno, in Causa, Voices of the Dusk è necessario ‘dedicareuna carta alla causa, vale a dire scartare una delle proprie carte (preferibilmente quel dal ‘costo di causa‘ ancora troppo alto) nella pila dedicata al livello di causa.

È possibile dedicare una carta di qualunque tra i tre tipi presenti nel gioco: personaggio (equivalenti ai servitori di Hearthstone o alle creature di Magic: The Gathering), evento (simili alle magie di Hearthstone) e supporto (dal comportamento più o meno analogo agli incantesimi o agli artefatti di Magic: The Gathering). Ogni due o tre livelli di causa raggiunti per volta si può attivare un’abilità speciale da parte del leader (le cosiddette ‘decisioni‘, uniche per ogni singolo leader) che può ribaltare facilmente le sorti di una partita.

Dedicare una carta non è sinonimo di rimuoverla dal gioco. Le carte dedicate si possono giocare dalla pila della causa perdendo un livello di causa, che può comunque essere recuperato dedicando un’altra carta tra quelle nella propria mano o, in caso di bisogno di spazio, un personaggio già in gioco.

Indipendentemente dal tipo, si può giocare un massimo di due carte per turno. Il numero di carte già giocate è tracciato da un indicatore (il contatore di gioco) sul bordo inferiore dello schermo. Esistono tuttavia carte che possono aumentare il numero di carte giocabili per turno, con sinergie che possono portare addirittura a giocarne dieci in unico turno.

Anche il numero di personaggi schierabili contemporaneamente è limitato, senza alcuna possibilità di espansione. Se in Hearthstone il numero massimo di servitori in campo era sette, qui il tetto di personaggi in campo scende a quattro. L’identica limitazione si applica ai supporti, anch’essi limitati a quattro per volta.

Ogni personaggio possiede determinate abilità, alcune delle quali molto simili a quelle già viste in altri cardgame, compreso ancora una volta (e stavolta più di tutti) Hearthstone. Per fare un esempio, l’abilità Iniziativa è identica nel modo di triggerarsi a Grido di battaglia di Hearthstone, oppure l’abilità Vigile, il corrispettivo di Provocazione, sempre nel cardgame di Blizzard Entertainment.

Screenshot di Causa, Voices of the Dusk
Altra panoramica, questa volta con il campo di battaglia affollato al massimo e un personaggio in gioco che dispone dell’abilità Vigile. Si vede anche una carta evento in procinto di essere giocata dotata dell’abilità Sacrifica, utile per macinare il mazzo avversario o il proprio come contropartita per effetti che altrimenti sarebbero OP.

Le modalità di gioco sono quelle classiche: game casuali nei quali testare i propri mazzi; partite classificate dove mettersi alla prova sul serio; partite contro il computer, per testare i deck in maniera un po’ più rilassata; infine, le campagne, praticamente dei draft in modalità giocatore singolo divisi in sette livelli ciascuno, vincendo i quali si ottiene un massimo di sette buste. Al momento sono disponibili solo tre campagne, con altre cinque in arrivo.

Come in ogni titolo free-to-play dei nostri tempi, anche in Causa, Voices of the Dusk c’è la possibilità di utilizzare soldi veri per comprare pack di carte o valuta di gioco, rappresentata dall’oro, che serve per l’acquisto di nuovi pack; dall’organite, da utilizzare per l’acquisto di oggetti cosmetici (skin, dorsi delle carte etc.), e dalle braci d’anima, necessario per creare le carte che mancano alla nostra collezione (equivalenti agli shard di Hearthstone o agli scraps di Gwent: The Witcher Card Game.

Esiste anche un sistema battle pass gratuito che procede in parallelo con la solita controparte premium, garantendo ricompense ad ogni giocatore assiduo.

Scorrevole ed artisticamente impeccabile, peccato per la community ancora ristretta

Niebla Games ha lavorato consapevole che “anche l’occhio vuole la sua parte”. Causa, Voices of the Dusk è infatti un piccolo capolavoro dal punto di vista artistico, con artwork ben curati ed ispirati.

Anche dal punto di vista del sonoro questo cardgame riesce a stupire e farsi amare: musiche dal sapore neoclassico piacevoli da ascoltare al di fuori del gioco ed effetti di qualità.

Il tutto è supportato da un comparto tecnico efficiente e rispettabile. Controprova che, quando un motore ‘popolare’ come Unity viene correttamente utilizzato, può tranquillamente dar vita ad ottime opere videoludiche. Durante i game non si incontrano bug di sorta e la navigazione, la cui cura è fondamentale in questo genere di titoli, è agevole e precisa.

Quello che manca a Causa, Voices of the Dusk è una community vasta ed affezionata: finché Niebla Games non riuscirà a crearsi un seguito di appassionati per popolare i server, i matchmaking continueranno ad essere lunghi ed estenuanti. Di contro, la software house cilena sembra essere stata previdente riguardo questa problematica iniziale, implementando una funzione che informa il giocatore della presenza di gente in cerca di avversari tramite la comparsa di un avviso nell’angolo superiore destro dello schermo.

Data la grande cura di cui questo prodotto è oggetto, si può solo sperare che la sua popolarità aumenti, rendendolo in grado di rivaleggiare con i cugini e competitor più anziani.

In Causa, Voices of the Dusk l’ispirazione ai cardgame videoludici già esistenti è ben evidente. Cionondimeno, questo nuovo titolo riesce ad essere, a modo suo, originale e per nulla scontato, proponendo meccaniche tutte sue che si traducono in game scorrevoli e divertenti. Proprio per questo, l’otto e mezzo da cui partiva diventa un ben meritato nove.

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Scheda confidenziale su Causa, Voices of the Dusk

Un mondo deve fare i conti con la propria fine. Ad opporsi ad essa ci sono numerose fazioni, ognuna con un’idea di salvezza e rinnovamento diversa ed in contrasto con le altre. Quale sarà la causa vincente?

Cosa mi piace

Cosa non mi piace

90

Grafica

75

Impatto

90

Longevità

90

Sonoro

Causa, Voices of the Dusk non prevede achievement, sebbene vi siano numerosi obiettivi da conseguire in game che forniscono ricompense quali pack di carte o valute di gioco. Ciascuno di essi consiste nel giocare un determinato tipo di carta, sfruttare alcune tra le tante abilità delle carte o disputare un certo tipo di game.

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