Rainbow Skies – La recensione

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Growbot è un puzzle game punta e clicca vecchio stile che ci trasporterà in un mondo da favola popolato da fantastici personaggi. Una varietà notevole di enigmi metterà alla prova la nostra mente non risultando però mai frustrante.

Growbot

Sei un grande appassionato di videogames? Hai sempre sognato di condividere le tue conoscenze e le tue opinioni con un vasto pubblico? Se la risposta è sì, perché non provare a diventare redattore di iCrewPlay.com?

Un mondo diviso in due da sempre, l’uno che guarda l’altro senza mai davvero incontrarsi, tranne che per un errore di valutazione….

Comincia l’avventura e ci ritroviamo su Arca, una città fluttuante nel cielo, nei panni di un giovane ragazzo, Damion (o liberamente nominabile dal giocatore). E’ il giorno di un importante esame che, se superato, lo farà diventare un domatore di mostri. Peccato che il ragazzo si risveglia coi postumi potenti di una sbornia della sera prima.

La storia di un ragazzo che non sembra proprio avere le qualità dell’eroe

E’ così, dall’inizio, che si capisce la piega che prenderà la storia: Damion è un ragazzo scapestrato e senza speranze, senza responsabilità, con un’innata dote nell’arte del combattimento (Sarà vero? Chi lo sa!?). Il suo migliore amico Layne non sa più cosa fare con lui e lo zio pensa solo a come liberarsene. In poche parole, avremo a che fare con un personaggio sfrontato, arrogante, bullo, ignorante e per niente divertente. Ma sono proprio queste caratteristiche che creeranno delle situazioni alquanto particolari.

Grazie ai dialoghi veniamo a conoscenza dell’esistenza di due “mondi”: Arca, lussureggiante, meccanica, automatizzata (un po’ come l’arca Elysium nell’omonimo film, o come Cocoon in Final Fantasy XIII); e Lunah, un mondo acerbo, selvaggio, ricco di problemi, abitato da gente losca e mostri spaventosi, dall’aria irrespirabile e dall’atmosfera opprimente. O sono solo le solite leggende create dagli anziani per spaventare i bambini?

Ma non divaghiamo e torniamo a Damion. Durante l’esame, per di più sotto l’attenta e tagliente supervisione del suo migliore amico Layne, deve affrontare mostri in cattività per dimostrare le proprie abilità come spadaccino, e questo servirà a noi per imparare i primi rudimenti del sistema di gioco.

Un J-Rpg con combattimento a turni che vi metterà seriamente alla prova. La strategia sarà fondamentale

Siamo davanti ad un J-Rpg con grafica isonometrica, combattimenti a turni, con spostamenti e posizionamenti su griglia (Stile FF Tactis e Disgaea, per citarne due tra i più conosciuti), elementare, abbastanza immediato da capire, lungo e alquanto complicato da padroneggiare nelle strategie, come i maggiori esponenti del genere.

Graficamente è un prodotto “carino”, in stile cartoon, ma molto grezzo, di sicuro non al passo coi tempi e soprattutto con la piattaforma di punta di casa Sony, la PlayStation 4 (anche se il gioco sarà disponibile per PlayStation 3 e PlayStation Vita), che potrebbe far storcere il naso a chi magari ricerca un maggior dettaglio grafico e una migliore qualità nelle animazioni.

Sin dal primo scontro notiamo che ogni personaggio utilizzabile ha una diversa griglia di movimento, che con uno studio strategico approfondito sarà possibile far combaciare creando modelli unici e perfetti di combattimento. Mediamente il personaggio ha 2 azioni a turno, liberamente utilizzabili con spostamenti, attacchi, abilità. Con la levetta analogica o le frecce direzionali si muove il personaggio, col cerchio si apre il menù di combattimento e col quadrato si apre il menù abilità.

Struttura di gioco semplice, ma tanta, e dico tanta, strategia per uscirne vincitori.

Mai nessuno dei combattimenti da affrontare durante il gioco sarà davvero facile, perché anche i mostri hanno le loro peculiarità che li renderanno a volte prevedibili e semplici da sconfiggere, a volte ostici e complessi.

Con i tutorial veniamo passo passo introdotti a tutte le meccaniche di gioco

I combattimenti non sono le uniche “difficoltà” del gioco, perché il nostro scapestrato protagonista ha la tendenza a creare parecchi problemi. Per risolverli dovremo anche venire meno alle regole di Arca, come entrare nella sala macchine e di controllo, luogo in cui solo il capo manutentore ha il permesso di accedere.

E’ qui che finalmente affronteremo il primo dungeon, sempre sotto forma di tutorial per entrare in confidenza con i comandi e le dinamiche. Grazie al tutorial impareremo come si sviluppa un dungeon e come usare la mappa, liberamente accessibile premendo il tasto quadrato (capiremo che la mappa si completa man mano che andiamo avanti per i vari livelli). Continuando troveremo dei mostri visibili, messi apposta come per superare dei check-point del livello, e quasi sempre si tratterà di sfide un po’ più impegnative rispetto ai normali scontri, che quasi sempre appariranno come imboscate. Sta sempre al giocatore la scelta, in ogni momento, se, come e quando affrontare sia gli uni che gli altri tipi di scontri.
Alla fine del dungeon avremo l’incontro col primo boss del gioco e, una volta sconfitto, accadrà una cosa inaspettata: il mostro creerà una crepa sotto di sè, per la rabbia, e farà cadere i due eroi verso una fine certa.

La storia cambia direzione: da un mondo all’altro

I programmatori burloni vogliono solo prenderci in giro e prepararci ad una nuova, irriverente avventura. Questa volta siamo nei panni di Ashly, su Lunah, una giovane apprendista maga addestrata dalla nonna, capo del villaggio di Isolapoli.
La ragazza cerca di padroneggiare l’incantesimo che le permetterà di domare e controllare i mostri, ed è questo che state facendo proprio mentre gli altri due personaggi affrontano il boss finale. Ma ad un certo punto, quando state per scagliare l’ennesimo incantesimo, i due piombano dal cielo proprio nel momento esatto in cui la giovane ragazza combina guai lancerà l’incantesimo, costringendo i tre eroi ad essere per sempre legati tra di loro. Tutto molto divertente per noi e tragico tempo per i due ragazzi di Arca, costretti ad una convivenza forzata senza poter tornare a casa
A questo punto è chiaro cosa dovrete fare: affrontare un’avventura rischiosa e pericolosa attraverso i dungeon, per arrivare a Radura del Sole dove un fantomatico uomo, in grado di sciogliere l’incantesimo, libererà i protagonisti da questo legame “maledetto”

Usciamo dalla dinamica di questa intricata storia, che avrà sempre dei lati comici, scanzonati e irriverenti, per entrare nel vivo del gioco

Come detto prima, il gioco è semplice così come lo è la grafica, molto stile cartoon anche se grezza e non al passo coi tempi. I comandi sono semplici ma spesso, soprattutto nei combattimenti, noteremo dei feedback non sempre precisissimi tra la pressione dei tasti e la risposta su schermo ed errori sul reindirizzamento dei comandi di movimento. Potrà quindi capitare alcune volte di dover reimpostare la strategia di gioco per via di movimenti sulla griglia di combattimento non precisi rispetto alle intenzioni del giocatore.
Il gioco, come anticipato prima, è un classico J-Rpg a visuale isometrica, ed i combattimenti a turni si sviluppano su griglia, come negli scacchi o come già visto per altri esponenti famosi del settore (FF tactis e Disgaea per citarne alcuni). Non sarà veloce l’evoluzione dei personaggi, visto che il gioco è pensato per durare a lungo, e sarà difficile sia guadagnare exp che le monete utili per comprare risorse, libri abilità, equipaggiamento e tanto altro, come curarsi e riposare negli hotel.

Rainbow Skies
Il combattimento su Rainbow Skies è a turni su griglia

Un controllo totale su abilità, stats ed equipaggiamento

In ogni momento del gioco, col tasto triangolo si entra nel menù, facile ed intuitivo, diviso in “tag” o etichette, in cui potete controllare lo status dei personaggi, le loro abilità, l’equipaggiamento e lo stato d’avanzamento dell’avventura (che comprende main quests, sub quests, incarichi, collezioni oggetti, bestiario, e anche i tutorial, che possono essere richiamati in ogni momento del gioco in caso di bisogno). Questo rende chiaro fin da subito che le cose da fare sono davvero molte.

Passando all’etichetta “upgrade”, noterete che ci sono statistiche che possono essere migliorate con l’utilizzo di speciali pietre abilità, di colore blu, rosso e arancione, ognuna delle quali gestisce un ramo specifico dei parametri dei personaggi. Queste pietre vengono “droppate” quasi sempre come premio per la vittoria in un combattimento. Le più comuni sono le pietre blu, mentre le altre verranno rilasciate da particolari mostri in determinate aree di gioco. Questo dà al giocatore piena libertà di potenziare il personaggio, che riceverà un upgrade aggiuntivo oltre a quello ottenuto con il progredire del livello.

L’equipaggiamento può essere potenziato dal fabbro, il quale può applicare potenziamenti in termini di statistiche migliorate o abilità uniche, grazie ad oggetti particolari che raccoglierete scofiggendo mostri e boss. Ogni arma e armatura ha un numero limitato di “slot” a cui applicare oggetti. Il tutto avviene senza spesa di denaro, e questi upgrade daranno all’arma/armatura un valore aggiuntivo nel momento in cui vorrete venderla. Ci sono degli oggetti rari, poi, che daranno all’arma un grado maggiore (da +1 ad almeno +5, che è quanto vi basta per sbloccare un trofeo, ma di questo parleremo più avanti).

La sezione attrezzatura permette al giocatore di gestire in libertà l’equipaggiamento dei personaggi, selezionabili tramite la pressione di L2 o R2, e vi fornirà anche utili informazioni sul “feeling” di ogni personaggio ed equipaggiamento verso determinati mostri, in termini di danno, alterazioni status ecc.

Nella sezione oggetti avete la visuale di tutti gli oggetti a vostra disposizione, divisi per categorie, ognuna delle quali presenta degli “slot” limitati in base al tipo di oggetto stesso. Questi slot potranno essere aumentati tramite l’acquisto o il drop di mostri, grazie alle sacche che aumenteranno la capienza della specifica sezione di un’unità per volta.

Con le etichette “abilità” e “squadra” potrete controllare le specifiche abilità del personaggio, alcune delle quali si sbloccheranno aumentando di livello (più vengono utilizzate, più crescono di livello); altre invece si apprendono comprando dal mercante apposito i libri abilità. Potete studiare una serie di tattiche di utilizzo, dato che ognuna di esse avrà la sua specifica area d’azione, con tutte le dovute peculiarità. Nella sezione squadra potete in qualunque momento organizzare il roster di eroi e l’ordine di azione da usare in battaglia.

Infine, passando per la sezione libro, potete tenere sotto controllo la progressione di gioco e le varie missioni che sbloccherete nel corso dell’avventura. Potete controllare la “destinazione” nella mappa con la pressione del tasto quadrato, oltre che naturalmente la progressione della vostra raccolta di informazioni relative a tutti gli oggetti raccolti, il bestiario e i tutorial.

Più difficile di quanto pensaste? Rendiamolo ancora più difficile

Menzione importante è la possibilità di poter, in qualunque momento,  aumentare o diminuire il grado di difficoltà del gioco. È sufficiente andare da un tutore, disponibile in quasi tutte le aree abitate nella mappa. Se si parte con un grado di difficoltà 1, ad esempio, imparerete che ci vogliono dieci sfide impegnative per poter tornare dal tutore e chiedere di passare al grado di difficoltà successivo. Questo naturalmente renderà i combattimenti un po’ più impegnativi, ma avrete maggiori ricompense a fine scontro come soldi, oggetti e quant’altro.
L’altra peculiarità legata al grado di difficoltà è data dal fatto che aumentando la difficoltà potrete accedere a nuove missioni esclusive e nuove aree di gioco, pensate appositamente per mettervi alla prova e regalarvi esclusive e rare ricompense.

In tutto ciò non mancheranno sfide, minigiochi e tornei in qualità di domatori di mostri. In poche parole, se il titolo saprà prendervi, vi regalerà ore e ore di sano divertimento in compagnia di un roster di personaggi unici, ben caratterizzati, a volte divertenti, a volte estremamente ridicoli. Alle volte il tutto può far ridere, altre di ha la sensazione che tutto sia ridicolizzato in modo estremo.

Ciononostante, tutto ciò saprà farsi spazio dentro la storia, rendendo meno noiosa la trama, di per sé abbastanza lineare e con pochi colpi di scena.
Ma si sa, questo genere ha quasi sempre una trama molto lineare, che può sembrare banale o poco articolata, ma dà il tempo ai personaggi di essere vissuti, capiti, apprezzati. È il giocatore stesso che fa la storia del gioco.

L’angolo dei trofei

Il gioco viene confezionato con ben 43 trofei, che possono essere sbloccati con relativa facilità, ma con tanto impegno e cura di tutti i particolari relativi alle meccaniche gioco.
Alcuni trofei si sbloccano semplicemente progredendo nella storia, completando una certa percentuale del “libro”, completando la storia principale, progredendo nelle sub quests.
Altri trofei metteranno alla prova la vostra astuzia e abilità di strateghi nella gestione ottimale delle battaglie, con status, abilità e bonus/malus inflitti.
Altri terranno conto del tempo dedicato al gioco, ai soldi spesi, all’upgrade dell’equipaggiamento, ai minigiochi, sfide e quant’altro.

In poche parole, se volete portare a termine, con la T maiuscola, il gioco, dovrete starci dietro almeno per 200 ore. Per fortuna la varietà di attività presenti è in grado di tenere incollati allo schermo gli appassionati del genere per molto più tempo, facendo sudare il platino ma con grande soddisfazione.

Si ringrazia per la collaborazione Francesco N.

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